Bula Bal

L’anno scorso, come ultima tappa del viaggio di nozze, siamo stati in Polinesia Francese. Quei colori e quell’atmosfera ci sono rimasti talmente negli occhi che non molti giorni dopo il nostro rientro abbiamo iniziato a fantasticare su un altro viaggio ...

  • di littlehonesty
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

L’anno scorso, come ultima tappa del viaggio di nozze, siamo stati in Polinesia Francese. Quei colori e quell’atmosfera ci sono rimasti talmente negli occhi che non molti giorni dopo il nostro rientro abbiamo iniziato a fantasticare su un altro viaggio nel Pacifico ed abbiamo deciso che saremmo andati a visitare le Fiji e le Cook.

Abbiamo coinvolto nel progetto una coppia di amici che hanno gia’ condiviso con noi alcuni viaggi, e a poco a poco il viaggio ha iniziato a concretizzarsi, tanto che, senza quasi rendercene conto, il giorno della nostra partenza e’ arrivato e ci siamo ritrovati al Terminal 1 di Milano Malpensa.

Un primo scalo a Londra ed uno successivo a Los Angeles, dopo 31 ore finalmente arriviamo a destinazione (abbiamo volato con la Air New Zealand e ci siamo trovati molto bene).

Siamo atterrati a Nadi alle 3 del mattino con l’aeroporto semi - deserto ma abbiamo trovato ad attenderci le assistenti del tour operator locale con il quale abbiamo prenotato.

Ci hanno fatto accomodare nel loro ufficio e in un modo o nell’altro siamo riusciti a tirare avanti fino alle 7 quando il nostro autista e’ arrivato per condurci a Denarau Marina dove ci attendeva la barca per raggiungere le Mamanuca.

La mia amica patisce il mal di mare quindi abbiamo cercato nel limite del possibile di accorciare i tempi di trasferimento in barca e per questo motivo abbiamo prenotato tutti trasferimenti privati.

Difatti, in 1 ora, una barca ci ha portati al Matamanoa Island Resort appunto sull’isola di Matamanoa.

Siamo arrivati molto presto rispetto al normale orario di check in ma lo staff e’ stato molto gentile e non abbiamo dovuto attendere molto per avere le nostre camere.

Senza perdere troppo tempo, ci infiliamo subito i costumi e ci dirigiamo immediatamente in spiaggia per andare a sdraiarci e a smaltire un po’ il fuso orario.

Quel giorno c’era molto vento ed e’ stato davvero faticoso stare in spiaggia.

Di solito ci vogliono le cannonate per smuovermi da li’ ma quel giorno e’ stata dura anche per me ! Innanzitutto bisogna dire che in spiaggia ci sono pochi lettini e tra l’altro sono rigidi con lo schienale rialzato quindi si puo’ stare solamente a pancia su ... e poi il vento soffiava talmente forte che avevamo le orecchie piene di sabbia e nonostante fossimo davvero stanchi per il viaggio, non siamo riusciti a chiudere occhio.

Abbiamo provato a fare le barricate per ripararci ma ad un certo punto abbiamo ceduto. Abbiamo fatto due passi intorno all’isola e quando si sono liberate delle sdraio ci siamo finalmente appisolati nella terrazza della piscina dove invece i lettini sono molto comodi ! Il giorno seguente siamo andati in escursione a bordo della Seaspray, una specie di veliero.

La prima tappa e’ stato il villaggio di Yanuya dove pero’ non abbiamo avuto modo di entrare in contatto con la gente del posto xche’ era domenica ed erano tutti a messa.

Non siamo entrati in chiesa ma abbiamo sentito i canti da fuori e devo dire che erano molto invitanti ! Essendo un giorno festivo e non volendo disturbare eccessivamente, la visita al villaggio e’ stata molto breve (niente rito della Kava).

Abbiamo solo avuto modo di fare un paio di foto a dei bambini che erano davvero dolcissimi. Hanno sempre un gran sorriso sulla bocca e sono sempre tutti molto educati.

Tornati in barca abbiamo trovato il pranzo: un po’ di tutto, molti piatti freddi “a mo’ di insalatone” e naturalmente carne e pesce alla griglia il tutto accompagnato dalla musica locale in sottofondo

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