Max su Fiat16 in Sardegna!

maxzirizzi

Sa Portiscra-Or Murales

Lasciato Tortoli percorro la SS125 che risale la costa verso Olbia. Il paesaggio si fa montagnoso e la vista è veramente mozzafiato. Ad un certo punto la strada taglia a metà un altipiano dove cavalli allo stato brado, pecore e maiali scorrazzano tra i prati brucando un’erba dal verde intenso. Non lontano da Urzulei, presso il bivio di Ghenna ‘e Petta (Km 187), noto una deviazione sulla destra che porta all’area faunistica di Sa Portiscra. Una strada sterrata lunga circa 2 km mi conduce al cosiddetto Rifugio dove mi attende una guardia dell’Ente Foreste della Sardegna che lavora come guardiano dell’area. Il contesto ambientale è perfettamente integro, caratterizzato da gole profonde e boschi secolari. I mufloni, i cinghiali, il gatto selvatico, la martora, la volpe e varie specie animali, altrove già estinte, sono presenti in questa zona. L’attrazione del luogo è il Cervo Sardo che vive in cattività in quest’oasi per permetterne la reintroduzione e la riproduzione. Riesco a vederne solo due esemplari: sono veramente imponenti e mi guardano incuriositi; probabilmente non è consuetudine per questi animali vedere un turista al calar del sole aggirarsi per il recinto nel tentativo di scattar loro una foto. Sono due splendidi esemplari ...spero vivamente che questa specie abbia modo di reintrodursi nell’habitat circostante.

Sempre in quest’oasi ho modo di visiatre il Villaggio Os Murales: l’escursione della durata di un’ora prende il via dal Rifugio seguendo un semplice ma suggestivo sentiero che in breve tempo porta al villaggio nuragico. Sotto il Rifugio si trovano alcuni ovili, il primo dei quali ‘’Coile Sa Portiscra’’e’costruito in pietra calcarea e travi di ginepro. All’interno la struttura è piuttosto povera e dotata di un focolare nel centro; sopra di esso è collocata una mensola sulla quale veniva posto il formaggio ad affumicare. Gli ovili sono dotati di rifugio per maiali (Sa Cumbula) e di uno spazio che fungeva da orto. Seguendo il sentiero, dopo poche centinaia di metri, si raggiunge il primo punto panoramico: da una balconata si puo’ammirare la catena calcarea Serra ‘E Oseli e il fiume che sbocca a Cala Luna. Alla fine del sentiero segnato dai pastori si giunge al villaggio di Or Murales. Il villaggio è composto da circa cento capanne ma gli scavi ne hanno riportate alla luce solo una decina. Sono tutte a pianta circolare in pietra calcarea con all’interno delle nicchie per l’adorazione delle divinità e spazi adibiti alla sistemazione degli attrezzi, il tutto risalente al 1500-900 a.C. Qui il percorso si conclude e, seguendo il sentiero che costeggia la recinzione all’interno della quale vivono i cervi, rientro al punto di partenza. Ormai sono quasi le 8 di sera ed è giunto il momento di rientrare verso S. Teodoro paese dal quale ha avuto inizio quest’esperienza in Sardegna. Saluto il guardiano dell’area e riprendo il cammino lungo la SS125.

Il sole è ormai oltre le alture che si stagliano ad Ovest e il cielo è illuminato d’un arancio intenso, è stata una splendida giornata durante la quale la Sardegna si è rivelata momento dopo momento come una terra ricca di tradizioni e di paesaggi incomparabili...


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