Sara e Enrico driver per caso!

di Sara & Enrico - pubblicato il

Eccoci qua a raccontare il week-end on the road trascorso tra le colline Toscane con la consapevolezza che le parole non rendono sufficientemente merito alla bellezza dei luoghi visitati. Prima di fare un tuffo nel relax delle verdi colline Toscane, il nostro viaggio parte dalla scoperta delle bellezze artistiche e monumentali del capoluogo fiorentino. Una magnifica giornata primaverile di fine maggio ha fatto da sfondo ad una Firenze invasa di turisti che, come noi, passeggiavano con ammirazione tra le vie del centro storico. Pur transitando per le stesse strade ogni mattina per lavoro, sembrava di cogliere per la prima volta la bellezza di quanto ci circondava. Dopo aver parcheggiato la nostra “Sedici Turisti per caso” visitiamo Piazza del Duomo per poi continuare la nostra visita lungo via Calzaiuoli che ci conduce in Piazza Signoria e agli Uffizi. Immancabile, poi, l’affaccio sul bellissimo Ponte Vecchio e una passeggiata tra gli sciccosi negozi di via De’ Tornabuoni.

Prima di rimettersi in viaggio verso le colline Toscane, non ci facciamo mancare una tazza di caffè presso il Bar Paszkowski nella centralissima Piazza della Repubblica. Dopo un buon caffè, è giunta ora di rimettersi in viaggio verso la successiva tappa di Greve in Chianti. Prima però di imboccare le verdi strade collinari, un ultimo saluto alla città dal Piazzale Michelangelo per ammirarla in tutto il suo splendore, e dove è d’obbligo tornare a casa con una foto.

Ci lasciamo quindi Firenze alle spalle e con il satellitare della nostra “Sedici” che ci indica la corretta via, possiamo far correre lo sguardo tra i verdi paesaggi che si aprono davanti a noi. Il panorama in cui si inoltra la strada verso Greve in Chianti trasmette immediate sensazioni di pace e relax. Fermandosi per alcune foto, la vista si perde tra le colline ed i casolari in pietra. Lungo il percorso, una strada bianca che si addentra nei vigneti cattura la nostra attenzione e decidiamo di imboccarla per testare la nostra Sedici anche off The Road. Lungo la strada incontriamo un contadino intento a lavorare in vigna il quale ci dice che stiamo percorrendo la vecchia strada di campagna che porta al Castello di Verrazzano. Tra ciottoli, buche e salite (molto divertenti ed in cui la nostra Sedici se la cava alla grande!!) raggiungiamo la tenuta del Castello di Verrazzano. Una veloce visita del luogo e del negozio in cui si trovano i prodotti tipici e poi via verso il centro di Greve in Chianti.

Arrivati a Greve, con il tempo che corre velocemente, avvistiamo una tipica bottega gastronomica in cui decidiamo di fermarsi per il pranzo. Ci facciamo preparare un panino ( chiaramente di pane toscano) con prosciutto crudo (rigorosamente stagionato) e pecorino , il tutto accompagnato da un immancabile bicchiere di vino rosso. Con il pranzo in mano, visitiamo il centro del paese. Greve in Chianti è un piccolo Comune tra Siena ed Arezzo conosciuto in tutto il mondo per la produzione del vino Chianti Classico DOCG. Numerose sono le enoteche sparse per le vie del paese in cui si possono degustare i vini delle cantine più famose.

Alcune foto e ci rimettiamo in marcia. Percorriamo la via Chiantigiana, passando per Figline Valdarno (FI), e imbocchiamo la via dei Setteponti con direzione Loro Ciuffenna (AR) verso un meritato riposo in agriturismo.

Arriviamo presso l’Agriturismo “Casa Sesta” in Loro Ciuffenna che sono quasi le ore 19. L’agriturismo si trova immerso tra il vigneto, oliveto e frutteto e si compone di un vecchio casolare e da una casa di caccia. Accanto al casolare si trova una piccola e carinissima cappella, ancora consacrata e dedicata a S.Chiara. Situato nei colli del Valdarno Aretino l’agriturismo si affaccia ad un’altezza di seicento metri sulla vallata dell’Arno offrendo un panorama mozzafiato. Cosa di meglio allora di un momento di relax seduti ad ammirare il panorama ed il tramonto con un bicchiere di vino rosso prodotto della stessa azienda agricola. Infatti l’Azienda Agricola Casa Sesta è produttrice di Chianti D.O.C.G., di vino bianco e di una vendemmia tardiva di malvasia bianca, oltre a olio extra vergine di oliva.

La posizione centrale in cui è situato l’agriturismo permette di raggiungere velocemente le città d’arte toscane come Firenze, Arezzo e Siena ma anche di scoprire gli angoli più nascosti e remoti, ma non per questo meno emozionanti, dei piccoli Borghi che si affacciano sulla Setteponti, anch’essi ricchi di storia. E’ quanto ci aspetta il giorno successivo.

La domenica, infatti, lasciamo l’agriturismo e ci rimettiamo in sella alla nostra Fiat Sedici per scoprire la via dei Setteponti. Prima di arrivare al piccolo Borgo medioevale di Loro Ciuffenna, lasciamo la via provinciale per raggiungere la Pieve di Gropina. Si tratta di una bella chiesa che costituisce uno degli esempi più alti dell’architettura romanica in Toscana. Fu eretta attorno all’anno mille e presenta una facciata in grandi bozze di pietra. E’ senza dubbio una delle Pievi più suggestiva tra quelle che si trovano lungo la via dei Setteponti. Infatti, l’interno è diviso in tre navate con bizzarri capitelli (nelle colonne di sinistra raccontano episodi tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, nelle colonne di destra le figure richiamano l’arte precristiana, etrusca ed orientale), la navata centrale è coperta da un tetto a capanna sorretto da capriate di legno. Fuori dalla Chiesa si trova un piccolo borgo, in cui il tempo sembra essersi fermato. Il caso ha voluto che al momento della nostra visita si stava svolgendo un raduno di bellissime motociclette d’epoca, alcune risalenti anche alla Prima Guerra Mondiale.

Salutiamo la Pieve di Gropina per una breve visita alla vicina Loro Ciuffenna, entrata in questi anni nella classifica dei borghi più belli d’Italia. Percorriamo il ponte che ci introduce alla porta dell’Orologio, da dove entriamo nel nucleo più affascinante del borgo, costruito lungo un unico asse viario di attraversamento da est a ovest che termina con una seconda porta, in direzione di Arezzo. Passeggiando tra le piccole vie osserviamo le caratteristiche case di pietra, arroccate l’una su l’altra come a formare un grande mosaico. Il sole illumina le facciate di vari colori e in lontananza sentiamo lo scrosciare del fiume Ciuffenna che scorre sotto la piazza centrale del paese. Il grande portale con l’orologio ci ricorda che sono le 13:00 e quindi ci mettiamo di nuovo in marcia con la nostra Sedici alla caccia di un ristorante.

Sulla via della Setteponti, più precisamente nella parte di ponente, decidiamo di fermarsi all’enoteca Cassia Vetus Osteria de’ Cavalieri. La piccola pergola presente fuori dall’Osteria ci sembra l’ideale per pranzare all’aperto nella bellissima giornata soleggiata.

Menù alla mano ci rendiamo subito conto di aver fatto la scelta giusta. I piatti offerti sono tutti composti da prodotti autoctoni tanto che molti ingredienti hanno il presidio slow food. Optiamo per una bottiglia di vino rosso accompagnato con salumi (strepitosa la Tarese del Valdarno, salume di antica memoria nonché pancetta di inusuali dimensioni nata dalla necessità di recuperare ogni parte del maiale adulto), pecorini di varia stagionatura e crostini misti. A seguire pici al sugo d’anatra e per secondo pollo valdarnese ( anch’esso con presidio slow food) con limone e mandorle. Terminiamo con un dessert delizioso: il Gelato!!! Infatti l’Osteria de’ Cavalieri è anche una rinomata gelateria: vario il ventaglio dei gusti dal pistacchio di Bronte al sorbetto di cioccolato rum e arancia all’originalissimo cantuccio e Vin santo. La cura e la ricercatezza dei prodotti offerti si ritrova anche nella carta dei vini e nelle selezioni di caffè e tè. Salutiamo soddisfatti i proprietari per continuare il nostro tour della Setteponti con direzione Reggello.

Prima di raggiungere Reggello, il Borgo successivo che troviamo è Castelfranco. Il territorio intorno si caratterizza per la presenza di Balze, curiose formazioni naturali di argilla e sabbia alte fino a cento metri. A Castelfranco facciamo una breve visita alla Badia di Soffena, chiesa che sorge sulle rovine di un antico castello appartenuto alla famiglia degli Ubertini di Arezzo. Nella chiesa si possono ammirare affreschi del periodo tardo gotico e del primo Rinascimento. Ultima tappa Reggello e la splendida Pieve di Cascia, custode del “Trittico di San Giovenale” di Masaccio. La tavola che rappresenta la Madonna col bambino e quattro santi, sul bordo inferiore reca la data dell’esecuzione (23 aprile 1422) è la prima opera nota di Masaccio ed è una delle più rappresentative del primissimo Rinascimento.

E con un'ultima carrellata di foto si conclude il nostro tour...

…al prossimo viaggio!

di Sara & Enrico - pubblicato il

Commenti

  1. erni
    , 29/6/2011 21:59

    Le foto non sono per niente interessanti