Fiat Sedici: in Piemonte!

di Newstreet.it - pubblicato il

Il meccanismo è semplice: Fiat mette a disposizione una FIAT 16, per realizzare quattro itinerari di viaggio in altrettante regioni d’Italia, da qui alla fine dell’anno. Vince chi propone l’itinerario più curioso e interessante: per i particolari consultate il regolamento del concorso. Di seguito, trovate una presentazione dell’auto e il resoconto del primo itinerario di prova, a cura di Newstreet.it. Mi raccomando: non fatevi impressionare dal tono molto professionale di questi articoli: Newstreet.it è un serissimo sito che si occupa di motori, ma non bisogna essere dei “driver specializzati per partecipare. … Un “driver per caso” fa caso soprattutto alle cose che vede, alle persone che incontra. I temi sono quelli che volete: il paesaggio, la storia, la gastronomia, l’agricoltura, l’antropologia o anche le contraddizioni di un posto. Per vincere bisogna poi proporre anche un modo per documentare il viaggio: sarete invitati a mandare filmati, foto e soprattutto diari. Se farete dei video, un consiglio: fate delle pillole non più lunghe di 3-5 minuti, con un vostro commento in diretta, o fuori campo. Non copiate nulla e nessuno, nemmeno noi turistipercaso: siate voi stessi. Mi permetto di darvi questi consigli perché non saremo noi a decidere i vincitori, ma gli amici di Newstreet.it quindi non c’è conflitto di interessi… Ma vi confesso che questo concorso ci interessa, perché potrebbe essere il primo di una serie. E’ una bella opportunità, appunto…

Patrizio

Qualcosa di più di un semplice Test Drive entusiasma la redazione di Newstreet.it: in collaborazione con Turisti per Caso, è pronta a mettere a dura prova le affermate qualità della nuova Fiat Sedici, il “FunSuv” Compatto della Casa Automobilistica di Torino.

Cavalcando le opportunità climatiche offerte dal cambio stagionale e i meravigliosi paesaggi piemontesi, l’impostazione del “primo approccio” con Fiat Sedici la suddividiamo in due fasi: prendendo il via dal Mirafiori Motor Village di Torino, nella prima fase con un’approfondita prova tecnica del Crossover ne metteremo a dura prova le caratteristiche principali, mentre nella seconda apprezzeremo le qualità confortevoli e prettamente stradiste, comunque su un percorso montano misto e dinamico.

Composto l’equipaggio di tre persone, la Fiat Sedici viene subito apprezzata per la generosa capacità di carico (soprattutto in relazione alla ridotta lunghezza di 4,10 metri), che ci consente di sovrapporre tutte le borse dell’apparecchiatura tecnica e i bagagli personali. La capacità di carico totale raggiunge i 1.100 litri abbattendo i sedili, ma sono più che sufficienti i 270 litri in configurazione standard (sfruttati sino alla cappelliera) per garantirci un viaggio in totale sicurezza.

Grazie al Navigatore GPS Touch Screen integrato in planci, definiamo il nostro itinerario, inserendo tutte le tappe e le strade che ci piacerebbe percorrere durante la prova. Partendo da Torino impostiamo come prima destinazione Ternavasso (frazione del Comune di Poirino, nella provincia di Torino). La scelta di questa location non è stata affidata al caso. Ha qualcosa di speciale, che la redazione di Newstreet.it ha avuto il piacere di scoprire grazie alla collaborazione con l’Academy Mirage 4x4: all’interno della splendida tenuta del Castello, sita nel cuore del Borgo di Ternavasso, un percorso offroad emozionante si inoltra in un bosco di oltre 200 ettari costeggiando il primo lago artificiale d’Europa – risalente al 1612 - costruito con una diga in muratura che raccoglie e convoglia le acque piovane del circondato.

All’interno della tenuta di Ternavasso è possibile, ancora con la sola trazione anteriore, raggiungere il percorso offroad nel cuore del bosco, proprio a ridosso del lago artificiale, da cui prende il via la vera prova “di forza”. Pervasi da profumi delle più svariate specie di conifere, querce secolari, e piante selvatiche di ogni tipo, scendiamo per tastare il terreno e capire con cosa avremo a che fare nel corso del test: ghiaia, fango e terra.

Se la matematica non è un’opinione: 4x4 = Sedici! Abbiamo il mezzo giusto per affrontare il percorso. Grazie ad un semplice pulsante in console inseriamo la trazione integrale ed iniziamo ad avventurarci. Da subito si intuisce che la leggerezza e la compattezza del Crossover lo caratterizzano anche laddove non ce lo si aspetterebbe. Già dalle prime curve in salita e dalle prime discese fangose, dove per un mezzo normale la circostanza si prospetterebbe, come dire, “collosa”, Fiat Sedici ci consente di districarci da ogni situazione, in cui la sola idea di doversi fermare e non riuscire più a ripartire sarebbe a dir poco preoccupante.

Proseguendo sul tracciato, quello che inizialmente era un percorso, si trasforma presto in “incubo” agli occhi di chi comunemente non sarebbe abituato ad affrontare percorsi impegnativi come quello in cui ci si è imbattuti nella parte più bassa del bosco. Il defluire dell’acqua piovana aveva segnato profondamente l’itinerario da noi scelto, andando a creare dislivelli e enormi voragini nel terreno sottostante caratterizzate dall’alternarsi di zone più o meno consistenti. “Quando il gioco di fa duro i duri incominciano a giocare” e quindi, più per scaramanzia che non per sfiducia, abbiamo deciso di passare alla trazione “expert”: per intenderci quella 4x4 con blocco del differenziale, che consente alle quattro ruote di muoversi simultaneamente e di garantirci il massimo delle opportunità di fuoriuscita in caso di avversità. Noi di Newstreet.it consigliamo anche di rimuovere il controllo della trazione ed il dispositivo ESP, per evitare che tali possano interferire con la manovra scelta da Driver. Dopo pochi metri, l’elettronica fa il suo gioco e possiamo procedere con il blocco del differenziale.

Anche senza le marce ridotte, la coppia di 320 Nm che caratterizza i 135 Cv di potenza del Motore Turbodiesel 2.0 MultiJet, già disponibile al regime di 1.500 giri/minuto, consente di acquisire una dimestichezza ed una spontaneità di guida che con poche auto a trazione integrale (tra quelle multifunzionali) riescono a far acquisire al guidatore. Infatti anche di fronte alle più profonde fangosità, Fiat Sedici riesce ad uscirne con semplici ma delicati “giochi” di acceleratore: il segreto è il giusto compromesso in cui motore, trazione e ruote siano sempre in “presa”, in modo energico ma delicato, trovando il momento in cui la sinergia tra coppia, potenza, regime motore ed efficacia del turbo sia perfetta.

Completato il primo giro perlustrativo passiamo alla fase ancor più critica, verificare l’altezza da terra. Ci avevano anticipato che alcuni mezzi (Suv impegnativi) fossero rimasti impantanati il giorno prima in una certa zona del bosco, e non potevamo non sfidare quanto si dicesse di Sedici circa il giusto compromesso tra altezza, trazione e peso! Quindi decidiamo di avventurarci in quella zona, dove non batte “mai” il sole, l’atmosfera è molto simile a quella delle foreste tropicali, e dove non prende alcun servizio Gsm…

Come tutti i “Turisti per Caso” farebbero, che proprio “per caso” non lo sono affatto, portiamo con noi anche il dovuto occorrente per non farci cogliere di sorpresa in caso di immobilizzazione estrema del veicolo: pur essendo in un’area privata non dimentichiamo mai che la sicurezza gioca un ruolo fondamentale per chi intraprende percorsi “d’avventura” e non essere colti di sorpresa è un aspetto tra i più importanti da considerare. Puliamo accuratamente con acqua ruote, freni, fanali e radiatori di Fiat Sedici (dove erano presenti residui terra che potevano far surriscaldare il motore) e ripartiamo.

Il tragitto ci avvicina sempre più alla sponda opposta del lago da cui eravamo partiti, e ci consola il vedere due “binari scavati” nel sentiero, segno del transito di altri mezzi nei giorni precedenti. Ci “introduciamo” sicuri di farcela, cavalchiamo i solchi lasciati da chi ci ha preceduto, inseriamo nuovamente la trazione integrale, ma ad un tratto la strada si “tuffa” in una enorme pozza d’acqua. Scendendo ci si accorge subito che il terreno cede sotto ai piedi, sembra di trovarsi sulle sabbie mobili di tanti film visti da bambini, ma decidiamo che siamo troppo fuori zona per tornare indietro e vogliamo farcela a tutti i costi.

Improvvisando metodi empirici di determinazione della profondità del “guado”, tentiamo la fortuna attraversandolo a velocità sostenuta, sperando di non dover fare i conti con una profondità eccessiva e un conseguente calo di spinta del veicolo, in quel caso il reflusso dell’acqua ci avrebbe bloccati totalmente. Retromarcia, avanti tutta, prendiamo velocità tra sconnessi e sussulti – qui le sospensioni non troppo estreme ci sono venute in aiuto – e come per magia Sedici e la redazione di Newstreet.it riescono a testa alta, con qualche linea di sudore per la tensione accumulata, a superare anche quest’ultimo ostacolo.

In uscita dal tracciato, su strada secca e polverosa con tratti di erba, abbiamo ripreso confidenza con le percezioni che normalmente si hanno guidando su strada normale, quelle che si provano i primi giorni che seguono un rientro dalle vacanze, dove la vasca di sempre appare più confortevole, la voce rimbomba tra le stanze e il divano è più comodo che mai.

All’uscita dalla Tenuta di Ternavasso, da cui Fiat Sedici esce a pieni voti, l’appuntamento con l’autolavaggio è d’obbligo: doccia ad alta pressione per lavarla in modo accurato, rimuovendo tutto il fango e la terra da parafanghi e sottoscocca. Piccola cura di bellezza per poter proseguire il nostro itinerario/test drive sino alla sorgente del Fiume Po, al Monviso.

A bordo di Fiat Sedici, dopo l’entusiasmante Test Drive in Offroad, si respira aria di viaggio. Iniziamo il nostro itinerario percorrendo a ritroso il percorso del Fiume Po, dalla pianura fino alla foce, che sgorga da sotto una roccia nell’impareggiabile panorama del Pian del Re. Tornando quindi a Carmagnola (sempre in provincia di Torino), ci dirigiamo verso una delle tappe più suggestive: Racconigi.

Questo comune della Provincia di Cuneo, formato da poco più di 10.000 abitanti, ha origini lontanissime, addirittura in epoca romana - testimoniate da alcune tombe a cappucina (con la tipica copertura in mattoni) – e datate 959 d.C. Nel 1004 è citata per la prima volta la presenza in loco di un fortilizio da cui deriverà poi il Castello, principale meta turistica della zona. Affacciato su Piazza Carlo Alberto, nasce da un nucleo originario dei primi anni dell’XI secolo; rimaneggiato più volte su commissione dei Savoia dalle mani dell’Architetto Pelagio Palagi, il Castello di Racconigi divenne una delle residenze reali più frequentate, impreziosito da dipinti, sculture e ricchi arredi. Da non perdere è il Gabinetto Etrusco, studio ed ufficio del Re. Appena fuori dai cancelli, un meraviglioso parco di 170 ettari, disegnato dal famoso paesaggista Kurten, accoglie i visitatori con piante autoctone superiori ai 150 anni, stalle, serre per piante ed edifici per sperimentazioni agricole, le cosiddette Margarie.

Foto di rito in Piazza Carlo Alberto, caffè nell’omonimo locale fronte Castello e via verso la prossima tappa, sotto i pioppi di Corso Principi di Piemonte…il Monviso è all’orizzonte.

La strada per Savigliano è fatta di statali dritte e poco affollate. I compagni di viaggio sono filari di vigna a perdita d’occhio (qui si produce ottimo Rosso, Pelaverga e Quagliano, tutti D.O.C.) ed appezzamenti coltivati a cereali, foraggio, ortaggi e frutta. Senza preoccupazioni non ci resta che goderci il panorama.

Tocchiamo Savigliano, uno dei principali centri della pianura cuneese con 21.000 abitanti. Genesi celto-ligure, immancabilmente sottomesso agli antichi romani, seguì le vicende di casa Savoia alternate a lunghi periodi di dominazione francese. È sede di uno dei maggiori stabilimenti italiani per la costruzione di veicoli ferroviari e quindi non possiamo mancare all’appuntamento con il Museo Ferroviario Piemontese. Fondato nel maggio del 1999 ed ultimato nel corso del 2003 ha come cuore la piattaforma girevole da 21 metri di diametro, raro pezzo di archeologia industriale. Il patrimonio di rotabili esposti non conosce precedenti, il tutto condito da plastici e diorami in scale diverse, raffiguranti stazioni, cantieri e lo stesso museo in costruzione.

Scendiamo dalle locomotive a vapore e “saliamo sulla nostra carrozza” che per fortuna è più versatile e meno fumosa: il muso della Sedici “Turisti per Caso” ora punta la Valle Po. 55 km ci separano dalla nostra meta.

Imbocchiamo la Strada Statale 662 che ci porta a Saluzzo, ultima tappa “in piano” prevista prima della scalata verso il Monviso. Questo comune accoglie poco meno di 17.000 abitanti e rappresenta uno splendido esempio di architettura medievale piemontese conservando, stretta nel circuito delle antiche mura, le caratteristiche urbanistiche di diverse epoche. Il centro storico è bellissimo, passiamo sotto la Torre Civica del Palazzo Comunale, visitiamo la Castiglia (residenza dei Marchesi di Saluzzo) e il Duomo.

Salendo verso i monti la SS662 ingloba la Provinciale 26 e le piatte distese d’asfalto da poco percorse sono solo un flebile ricordo: da Revello l’itinerario prende la piega che ci aspettavamo, quella divertente e maggiormente dinamica fatta di curve in sequenza e tornanti vertiginosi. La giornata è splendida, ma alcune zone di ombra fresca creano alcune tratti di asfalto umido: diamo un colpetto al pulsante nel tunnel centrale ed inseriamo il 4x4 automatico, così siamo più sicuri. Se dovesse essercene bisogno, l’elettronica della vettura si gestirà i trasferimenti di trazione tra i due assi, senza sorprese per noi.

Pochi chilometri ci bastano per capire che anche in questa situazione la sedici se la cava bene. Ci fermiamo per due scatti con lo sfondo del Monviso, due boccate di aria fresca ed un aperitivo improvvisato in un area pic-nic: i portaoggetti sparsi nell’abitacolo non sostituiscono in tutto e per tutto il bar di fiducia, ma portabottiglie e reggi bicchieri sono in ogniddove, ed il rifocillarsi un po’ è di una comodità sorprendente (peccato che il portaoggetti nella console centrale non sia illuminato e non sia previsto un vano refrigerato con l’efficiente climatizzatore).

L’aperitivo non ci è bastato – il test drive off-road è stato entusiasmante ma ha lasciato un buco nello stomaco non indifferente – e decidiamo di cercare un punto di ristoro all’altezza della situazione, nel piccolo Comune di Crissolo. Siamo a 1.100 m.s.l.m. E gli abitanti sono pochi (solo 174) ma molto ospitali, infatti ci consigliano gentilmente l’Osteria Belvedere, poco distante dai sentieri percorsi dall’antica “Via del Sale” tra il Marchesato di Saluzzo ed il regno di Francia. Non ce lo facciamo ripetere due volte e siamo già in Località San Chiaffredo, di fronte al selciato dell’omonimo Santuario. Qui un piccolo edificio rurale ospita un locale tipicamente montano, arredato di legno e scaldato a tepore di stufa, dove una cucina semplice e genuina colpisce palato e cuore. Nelle giornate come questa sfruttare il dehor è d’obbligo: abbracciato dal sole, con indimenticabile vista dell’arco Alpino. Staremmo qui tutta la giornata, ma il Pian del Re aspetta.

La strada abbandona il freddo nome in codice SP26 e qui si chiama già Via Pian del Re, in onore della destinazione. Di freddo rimane solo la neve, presente in discreta abbondanza, che resiste intrepida all’ “invasione” del caldo primaverile, a tutto beneficio degli occhi.

Nonostante il clima primaverile, gli impianti sciistici sono ancora in piena attività; infatti è più facile per noi incrociare qualche fondista o discesista impegnato in performance solitarie, piuttosto che altre vetture in strada. Strano. La nostra sorpresa verso la mancanza di traffico, però, trova presto una spiegazione appena giunti al Pian della Regina: la strada è ancora chiusa a causa della neve che ingoia tutto fino in Francia, impossibile proseguire: la nostra Fiat Sedici è un ottima fuoristradista, ma ancora non può competere con i gatti delle nevi. Per sorseggiare le acque sorgive del Po dovremmo attendere ancora qualche mese, dopo il disgelo!

Inviateci le vostre proposte di itinerari per le prossime destinazioni:

Toscana, tra Firenze e il Chianti;

Sardegna, fra Olbia e Golfo Aranci;

Campania, costiera Amalfitana;

Piemonte, Torino e dintorni.

I prossimi test driver di questa versatile Fiat potreste essere proprio voi !!!!

di Newstreet.it - pubblicato il

Commenti

  1. Giuseppe Castelli 2
    , 11/4/2011 18:58

    Ciao ragazzi,

    Voglio assolutamente consigliarvi un grazioso itinerario da fare nell'entroterra molisano che parte dalle splendide montagne del Matese per concludersi sulla costa nei pressi di Petacciato. In mezzo possiamo trovarci di tutto. Passaggio ad Altilia a visitare le splendide rovine risalenti all'epoca romana. Visita alle fonti del Biferno presso Bojano. Partenza verso la costa dove il paesaggio man mano che ci si avvicina al mare diventa più dolce e ondulato. Tratturo con passaggi on ed offroad ricalcando le gesta di pastori che forse ancora oggi portano avanti questa millenaria tradizione. Rapide fermate ad assaggiare le preziose pietanze e soprattutto genuine che le antiche famiglie portano avanti rispettando storiche tradizioni gastronomiche. Se venite in Molise non potete non assaggiare la pampanella di San Martino in Pensilis, i tartufi dell'Alto Molise, gli ottimi formaggi prodotti nella zona di San Pietro Avellana e Vastogirardi e l'olio extravergine di oliva della zona di Rotello-Larino. Tutti prodotti eccellenti che caratterizzano una territorio nascosto dalla scena mediatica che dobbiamo assolutamente valorizzare.

    Buon Viaggio ragazzi e mi raccomando venite a trovarci!!

  2. Antonio Garonfolo
    , 11/4/2011 19:03

    La FIAT è rimasta un po' indietro con il 4x4 ma per fortuna c'è la Panda 4x4 che è talmente eccezionale che viene usata dal Corpo Forestale dello Stato nelle zone di montagna.

    Speriamo presto in una sostituta della vecchia Campagnola che abbia il Marchio Fiat anzichè Iveco.

    Intanto la SEDICI è un'ottimo SUV per chi non pretende un Offroad esasperato.

    Inutile dire che sono un dipendente Fiat e quindi orgogliosamente di parte

  3. Lucia Polimeno
    , 12/4/2011 14:05

    Di certo nulla da dire...ma come il friuli terre simili sono poche...dalla bellissima costiera triestina a cittadelle di mare fantastiche come lo è grado.. dai colli friulani dal buon formaggio al vino..raggiungendo le montagne e le vallate verdi della carnia, splendida zona, percorrendo capoluoghi come pordenone, udine, gorizia dal magnifico castello e storie di guerra a trieste con la sua bellissima piazza, il porto nella città e lo splendido castello della principessa Sissi, ...e pensare che sono napoletana..da 20 anni trapiantata in questa magnifica regione dalle verdi terre dal giallo della sabbia e del sole e dal mare blu.

  4. dogui7
    , 12/4/2011 21:33

    Da furlan a napoletan fiero di quanto hai descritto, ti ringrazio e convengo con te...di certo il tuo spirito napoletano è un dono per noi friulani tipicamente chiusi !

    Mandi

  5. Turisti Per Caso.it
    , 15/4/2011 10:25

    TPC, avete iniziato a pensare a un itinerario in Toscana da spedirci per partecipare al concorso?? E' sufficiente immaginare un tragitto da fare a bordo di Fiat Sedici, proponendo un percorso e delle soste interessanti!! La form da compilare è questa:

    http://turistipercaso.it/ad/fiat16/add/