Roadtrip in piemonte - Fiat 16

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Salendo verso i monti la SS662 ingloba la Provinciale 26 e le piatte distese d’asfalto da poco percorse sono solo un flebile ricordo: da Revello l’itinerario prende la piega che ci aspettavamo, quella divertente e maggiormente dinamica fatta di curve in sequenza e tornanti vertiginosi. La giornata è splendida, ma alcune zone di ombra fresca creano alcune tratti di asfalto umido: diamo un colpetto al pulsante nel tunnel centrale ed inseriamo il 4x4 automatico, così siamo più sicuri. Se dovesse essercene bisogno, l’elettronica della vettura si gestirà i trasferimenti di trazione tra i due assi, senza sorprese per noi.

Pochi chilometri ci bastano per capire che anche in questa situazione la sedici se la cava bene. Ci fermiamo per due scatti con lo sfondo del Monviso, due boccate di aria fresca ed un aperitivo improvvisato in un area pic-nic: i portaoggetti sparsi nell’abitacolo non sostituiscono in tutto e per tutto il bar di fiducia, ma portabottiglie e reggi bicchieri sono in ogniddove, ed il rifocillarsi un po’ è di una comodità sorprendente (peccato che il portaoggetti nella console centrale non sia illuminato e non sia previsto un vano refrigerato con l’efficiente climatizzatore).

L’aperitivo non ci è bastato – il test drive off-road è stato entusiasmante ma ha lasciato un buco nello stomaco non indifferente – e decidiamo di cercare un punto di ristoro all’altezza della situazione, nel piccolo Comune di Crissolo. Siamo a 1.100 m.s.l.m. E gli abitanti sono pochi (solo 174) ma molto ospitali, infatti ci consigliano gentilmente l’Osteria Belvedere, poco distante dai sentieri percorsi dall’antica “Via del Sale” tra il Marchesato di Saluzzo ed il regno di Francia. Non ce lo facciamo ripetere due volte e siamo già in Località San Chiaffredo, di fronte al selciato dell’omonimo Santuario. Qui un piccolo edificio rurale ospita un locale tipicamente montano, arredato di legno e scaldato a tepore di stufa, dove una cucina semplice e genuina colpisce palato e cuore. Nelle giornate come questa sfruttare il dehor è d’obbligo: abbracciato dal sole, con indimenticabile vista dell’arco Alpino. Staremmo qui tutta la giornata, ma il Pian del Re aspetta.

La strada abbandona il freddo nome in codice SP26 e qui si chiama già Via Pian del Re, in onore della destinazione. Di freddo rimane solo la neve, presente in discreta abbondanza, che resiste intrepida all’ “invasione” del caldo primaverile, a tutto beneficio degli occhi.

Nonostante il clima primaverile, gli impianti sciistici sono ancora in piena attività; infatti è più facile per noi incrociare qualche fondista o discesista impegnato in performance solitarie, piuttosto che altre vetture in strada. Strano. La nostra sorpresa verso la mancanza di traffico, però, trova presto una spiegazione appena giunti al Pian della Regina: la strada è ancora chiusa a causa della neve che ingoia tutto fino in Francia, impossibile proseguire: la nostra Fiat Sedici è un ottima fuoristradista, ma ancora non può competere con i gatti delle nevi. Per sorseggiare le acque sorgive del Po dovremmo attendere ancora qualche mese, dopo il disgelo!

Inviateci le vostre proposte di itinerari per le prossime destinazioni:

Toscana, tra Firenze e il Chianti;

Sardegna, fra Olbia e Golfo Aranci;

Campania, costiera Amalfitana;

Piemonte, Torino e dintorni.

I prossimi test driver di questa versatile Fiat potreste essere proprio voi !!!!


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