Roadtrip in piemonte - Fiat 16

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A bordo di Fiat Sedici, dopo l’entusiasmante Test Drive in Offroad, si respira aria di viaggio. Iniziamo il nostro itinerario percorrendo a ritroso il percorso del Fiume Po, dalla pianura fino alla foce, che sgorga da sotto una roccia nell’impareggiabile panorama del Pian del Re. Tornando quindi a Carmagnola (sempre in provincia di Torino), ci dirigiamo verso una delle tappe più suggestive: Racconigi.

Questo comune della Provincia di Cuneo, formato da poco più di 10.000 abitanti, ha origini lontanissime, addirittura in epoca romana - testimoniate da alcune tombe a cappucina (con la tipica copertura in mattoni) – e datate 959 d.C. Nel 1004 è citata per la prima volta la presenza in loco di un fortilizio da cui deriverà poi il Castello, principale meta turistica della zona. Affacciato su Piazza Carlo Alberto, nasce da un nucleo originario dei primi anni dell’XI secolo; rimaneggiato più volte su commissione dei Savoia dalle mani dell’Architetto Pelagio Palagi, il Castello di Racconigi divenne una delle residenze reali più frequentate, impreziosito da dipinti, sculture e ricchi arredi. Da non perdere è il Gabinetto Etrusco, studio ed ufficio del Re. Appena fuori dai cancelli, un meraviglioso parco di 170 ettari, disegnato dal famoso paesaggista Kurten, accoglie i visitatori con piante autoctone superiori ai 150 anni, stalle, serre per piante ed edifici per sperimentazioni agricole, le cosiddette Margarie.

Foto di rito in Piazza Carlo Alberto, caffè nell’omonimo locale fronte Castello e via verso la prossima tappa, sotto i pioppi di Corso Principi di Piemonte…il Monviso è all’orizzonte.

La strada per Savigliano è fatta di statali dritte e poco affollate. I compagni di viaggio sono filari di vigna a perdita d’occhio (qui si produce ottimo Rosso, Pelaverga e Quagliano, tutti D.O.C.) ed appezzamenti coltivati a cereali, foraggio, ortaggi e frutta. Senza preoccupazioni non ci resta che goderci il panorama.

Tocchiamo Savigliano, uno dei principali centri della pianura cuneese con 21.000 abitanti. Genesi celto-ligure, immancabilmente sottomesso agli antichi romani, seguì le vicende di casa Savoia alternate a lunghi periodi di dominazione francese. È sede di uno dei maggiori stabilimenti italiani per la costruzione di veicoli ferroviari e quindi non possiamo mancare all’appuntamento con il Museo Ferroviario Piemontese. Fondato nel maggio del 1999 ed ultimato nel corso del 2003 ha come cuore la piattaforma girevole da 21 metri di diametro, raro pezzo di archeologia industriale. Il patrimonio di rotabili esposti non conosce precedenti, il tutto condito da plastici e diorami in scale diverse, raffiguranti stazioni, cantieri e lo stesso museo in costruzione.

Scendiamo dalle locomotive a vapore e “saliamo sulla nostra carrozza” che per fortuna è più versatile e meno fumosa: il muso della Sedici “Turisti per Caso” ora punta la Valle Po. 55 km ci separano dalla nostra meta.

Imbocchiamo la Strada Statale 662 che ci porta a Saluzzo, ultima tappa “in piano” prevista prima della scalata verso il Monviso. Questo comune accoglie poco meno di 17.000 abitanti e rappresenta uno splendido esempio di architettura medievale piemontese conservando, stretta nel circuito delle antiche mura, le caratteristiche urbanistiche di diverse epoche. Il centro storico è bellissimo, passiamo sotto la Torre Civica del Palazzo Comunale, visitiamo la Castiglia (residenza dei Marchesi di Saluzzo) e il Duomo.


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