Fiat Sedici in Sicilia nord occidentale, terra dalle forti emozioni

Da Santo Stefano di Camastra a Palermo, passando per Cefalù, Mondello e Monreale, nella terra dei vespri e degli aranci, dei cannoli e della cassata, dove l’autunno è fiorito proprio come la primavera

  • di FraRove
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Giovedì 18 Ottobre, dopo una settimana trascorsa al lavoro in una Genova autunnale, sbarco a Palermo e vengo avvolta da un piacevole caldo estivo. Sono le 21, il cielo è già buio, ma la brezza della sera è calda e accogliente. Proprio come speravo qui, l’autunno, non è ancora arrivato. A bordo della nostra Sedici imposto il navigatore in direzione Cefalù. Dopo pochi chilometri sfrecciamo a fianco di Capaci, con i monumenti della strage che svettano ai lati dell’autostrada. Sono in Sicilia solo da una manciata minuti ed è già chiaro che questo sarà un itinerario dalle forti emozioni.

1 Giorno: Santo Stefano di Camastra e Cefalù

L’indomani mattina la sveglia suona di buon ora, spalanco le persiane del nostro hotel: il mare è un’enorme distesa blu, calma e trasparente, respiro a pieni polmoni la mia adorata salsedine. È una bella giornata di sole ed una coppia di signore sta passeggiando nella risacca, Cefalù si sta lentamente svegliando.

Già la colazione è una goduria: cannoli siciliani, torte fatte in casa e frutta di stagione: cachi, uva e fichi hanno il sapore del sole di questa terra. La giornata è così programmata: in mattinata visita a Santo Stefano di Camastra, il paese delle ceramiche, e il pomeriggio rientro ed esplorazione di Cefalù.

Arrivati a Santo Stefano subito ci accorgiamo che la tradizione della ceramica impregna tutto il paese: in ceramica sono le insegne dei negozi e del municipio, le decorazioni degli spazi pubblici, il ripiano delle panchine lungo la strada. I negozietti che si affacciano sulle viuzze espongono variopinti oggetti dei diversi maestri locali. Passeggiamo per il centro ed arriviamo a Palazzo Trabia, sede della mostra nazionale dell’arte ceramica. La visita è gratuita, viene anche fornito un opuscolo con le relative indicazioni. L’esposizione è disposta su due piani, particolarmente suggestivo il piano nobile, dove i vasellami e le opere d’arte sono collocate in signorili vani della villa, con pavimenti in piastrelle originali e soffitti a volta affrescati. La visita è stata senza dubbio interessante ma il mare che fa capolino dalle grandi vetrate del palazzo è un richiamo irresistibile: si torna a Cefalù!

Pranziamo in un ristorantino sulla spiaggia di Cefalù, un’ottima pasta alle sarde gustata in riva al mare non ha prezzo. Abbiamo anche tempo per un tuffo rinfrescante prima di inoltrarci nella visita della cittadina. Come suggerito da Claudia nella Community di Turisti per Caso, abbiamo percorso a piedi il giro monumentale: siamo partiti dalla Cattedrale e dal suo chiostro (2 € l’ingresso), recentemente restaurato anche se non ancora completato, che è il “padre” del più famoso chiostro di Monreale che visiteremo domenica mattina. Ogni capitello è caratterizzato da diverse raffigurazioni, purtroppo però parecchi sono andati perduti.

Abbiamo poi proseguito nella visita del vecchio lavatoio medioevale: vi si accede da una scalinata che ripida scende, dalla via principale di Cefalù, fino a una serie di vasche pavimentate dove, ancora oggi, l’acqua scroscia dal monte verso il mare. Sembra di entrare in un’altra dimensione, non è difficile immaginare le donne di un tempo chine a lavare i panni, questa location è davvero suggestiva!

Infine, alziamo gli occhi al cielo: la Rocca è lì che ci aspetta. Gambe in spalla e via su per il sentiero che conduce sulla cima della rupe che sovrasta Cefalù. La passeggiata è per la maggior parte all’ombra di una rigogliosa vegetazione mediterranea, ma è tutta in salita. Dura circa mezz’oretta, ed è consigliabile indossare delle scarpe adeguate, io che ero in sandali sono ridiscesa scalza in quanto continuavo a scivolare ogni tre gradini, non è stato piacevole. Certamente la vista di Cefalù e della costa sottostante che si gode affacciandosi dalle antica mura della Rocca, ripaga ampiamente della fatica per salirvi. In cima all’altopiano vi è anche un’area picnic, poco oltre sono visitabili i resti del tempio di Diana, una costruzione megalitica del IX secolo a.C. e i resti di un castello medioevale. Non vi è però un ristoro, quindi è necessario portarsi cibo ed acqua se si desidera consumare una merenda al sacco

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