Festival delle Sagre

Sagra popolare / enogastronomia

Descrizione

Come ogni anno, il secondo weekend di settembre, ad Asti, si terrà il Festival delle Sagre che, assieme alla Douja d’Or ed al Palio, è una delle manifestazioni più rappresentative e conosciute, non solo a livello locale, che si tengono nella città piemontese. Nata circa quarant’anni fa su iniziativa dell’allora Presidente della Camera di Commercio (a cui è dedicato uno dei premi che annualmente viene assegnato durante la manifestazione), che volle creare una manifestazione che celebrasse una delle peculiarità che, assieme al vino (a cui era già all’epoca dedicata la Douja d’Or), contraddistinguono l’astigiano, vale a dire la cultura contadina. Fu così che vennero coinvolte le pro loco dei principali paesi della provincia, solitamente impegnate nell’organizzazione delle sagre paesane, e, tutte assieme, diedero vita a quella che è la “sagra delle sagre”, che permise (e che tuttora permette) a coloro i quali, per ragione anagrafiche e/o di residenza, non avessero potuto entrare in contatto con le proprie radici, di poter vivere pochi momenti della routine quotidiana che caratterizzava la vita delle persone abitanti a pochi chilometri dal centro cittadino da inizio Novecento e fino agli anni Sessanta circa.

LA MANIFESTAZIONE Tralasciando il percorso storico della manifestazione, si è giunti all’odierno Festival del Sagre che tra poche settimane che, a circa quarant’anni dalla nascita, ancora incarna lo spirito voluto dal suo fondatore. A titolo di premessa, ed anche per quanto detto sopra, è necessario non confondere il Festival delle Sagre con la Douja d’Or, ancorché spesso e volentieri siano citate insieme e si svolgano, seppure parzialmente, in contemporanea. La Douja d’Or (si legge dùja ed è il nome, in dialetto, di un recipiente, simile ad una grande brocca, che veniva utilizzato per contenere o trasportare il vino – per gli appassionati delle tradizioni popolari, è il recipiente che, di norma, viene rappresentato in mano alla maschera astigiana Gianduja, il cui nome deriva parzialmente proprio da tale contenitore) è una manifestazione interamente incentrata sul vino e che permette agli avventori, tra l’altro, l’assaggio e l’acquisto dei principali vini del territorio astigiano e piemontese, ma anche italiano, seppur in maniera più ridotta. I primi giorni della manifestazione sono in contemporanea allo svolgimento del Festival delle Sagre (da cui è anche fisicamente separata, seppur di soli 400 metri circa, trovandosi in Corso Felice Cavallotti, nella ex vetreria di Asti), ma si concluderà alcuni giorni dopo. Il Festival delle Sagre, invece, come detto sopra, si svolge annualmente il secondo weekend di settembre in Piazza Campo del Palio ed ha lo scopo di offrire ai partecipanti qualche raro scorcio della vita “che fu” nelle campagne astigiane. La manifestazione si apre il sabato sera dove dalle ore 19/19.30 circa, le varie pro loco partecipanti (normalmente una quarantina e rappresentative dei principali Comuni astigiani più un paio pro loco “ospiti” provenienti da altre parti d’Italia) propongono i principali piatti della tradizione contadina (si va dalla polenta con coniglio alle frittelle salate, dagli agnolotti d’asino al risotto con barbera, anche se per l’elenco completo è necessario andare direttamente sul sito, stante l’ampiezza dell’offerta), trasformando così la piazza, normalmente adibita al mercato cittadino, in un enorme ristorante all’aperto. Caratteristica è anche la visione: circa una quarantina di casette prefabbricate (tutte realizzate con uno stile che richiama il paesaggio rurale, sparse all’interno della piazza) prese letteralmente d’assalto dagli avventori mentre all’interno i volontari delle pro loco si “affannano” a preparare sul momento i piatti offerti dalla loro associazione. Così come caratteristici sono anche i bivacchi che si vengono a formare, dato che i tavoli, per quanto numerosi, non sono mai sufficienti: si va dalle famiglie che arrivano in piazza già muniti di tavolini da picnic ai più giovani che si accampano per terra. In generale, ogni singola pro loco, in media, offre 3 piatti, di cui un dolce, spesso accompagnati da un bicchiere di vino in omaggio (ed è questa la ragione di un’altra delle visioni peculiari della manifestazione: le persone che si aggirano per la piazza con un bicchiere all’interno di una “tasca” appesa al collo, pronto ad essere riempito non appena il piatto acquistato preveda anche il vino in omaggio). Il sabato sera, generalmente, “il ristorante” chiude ad esaurimento scorte ed al più tardi alle 23/23.30 tutte le pro loco danno l’arrivederci al giorno seguente. La giornata della domenica si apre alle ore 9: tutte le pro loco sono tenute ad organizzare e portare in sfilata uno scorcio della vita contadina del passato (dalla vendemmia al mercato settimanale, dalla festa di leva ai rastrellamenti nazifascisti – anche in questo caso, per l’elenco completo dei temi della sfilata è consigliabile andare sul sito dedicato). Ed è così che, a partire dalle 9, da Piazza Campo del Palio, centinaia e centinaia di figuranti sfilano per le vie del centro, passando sotto lo sguardo attento della giuria che assegnerà il premio per il miglior tema ed austero di Vittorio Alfieri, la cui statua è posta proprio dinnanzi ai giurati, fino a tornare alla piazza di partenza dopo circa due ore e mezza. Il ritorno dei primi figuranti al “campo base”, normalmente, coincide con la riapertura del “ristorante” e la possibilità di rivedere tutte le stesse scene del sabato sera. Così come per il giorno precedente, anche la domenica la “chiusura del ristorante” (che coinciderà con la chiusura della manifestazione) avverrà non appena le pro loco avranno esaurito tutte le scorte (è un esercizio piuttosto arduo prevedere l’orario di apertura essendo questo legato all’annuale affluenza di persone, non prevedibile a priori, ma mediamente i primi “esaurimenti scorte” avvengono a partire dalle 20/20.30, cosicché è ancora possibile, spesso e volentieri, fare cena). In ogni caso, verso le 23 la piazza sarà quasi completamente sguarnita: rimarranno solamente più le “casette”, in attesa di essere smontate, e cumuli di piatti di carta vuoti.

NOTE DOLENTI In primis, le code: se siete persone insofferenti alle attese, il Festival delle Sagre non è la manifestazione che fa per voi. La moltitudine di gente che ogni anno vi partecipa ed il fatto che quasi tutti i piatti siano preparati sul momento fanno si che, nonostante il prodigarsi e l’impegno dei volontari delle pro loco, le code, soprattutto per i piatti più particolari (e conseguentemente richiesti) siano pressoché inevitabili (ma d’altra parte, le stesse scene si rivivono, ad esempio, nei musei nei giorni di punta o nei parchi divertimento, per provare le attrazioni principali). Tuttavia, se la sagra viene vissuta con lo stesso spirito della sagra contadina a cui la manifestazione guarda e vuole rimandare, l’attesa potrebbe essere più sopportabile: nel passato, le sagre paesane erano per i contadini momenti di socializzazione e relax (forse gli unici permessi dagli incalzanti ritmi delle campagne). Se anche gli avventori dell’odierno Festival riescono ad assorbire tale mentalità (pur non essendo facile, come posso in prima persona testimoniare), le code potrebbero risultare meno irritanti. È tuttavia difficile prevedere i tempi medi di attesa, essendo assolutamente funzionali alla quantità di avventori che ogni anno si precipitano alla manifestazione (e soprattutto al numero di avventori particolarmente “smart”, per utilizzare un’espressione inglese…) In seconda battuta, i problemi di carattere cognitivo di alcune persone, e non solo dei giovanissimi. Lo spirito della manifestazione è stato più volte descritto sopra ed al suo interno, il vino (oltre che ad essere un elemento caratteristico del territorio astigiano) è anche uno degli elementi distintivi della vita contadina, specie per i momenti di festa. Il fatto che una minoranza (ma tuttavia spesso ben notabile) non abbia capito, probabilmente per limiti intrinseci alla propria struttura cognitiva e mentale, che il vino, sia esso offerto dalle pro loco o venduto alla Douja d’Or, sia stato inserito all’interno della manifestazione per i motivi sopra illustrati e non come elemento propedeutico alla realizzazione di un “rave party” caratterizzato da vomito, risse, corse al Pronto Soccorso…mina la buona riuscita della manifestazione e costringe l’organizzazione, anno dopo anno, a prendere provvedimenti che rischiano, ormai e sempre più, di snaturare la manifestazione. Come per le code, è assolutamente auspicabile assorbire lo spirito della sagra paesana di un tempo (dove spesso il vino aumentava l’allegria degli avventori), specie se poi non ci si deve mettere alla guida, così come è auspicabile che la devastazione dei “rave party” prodotta dall’alcol rimanga confinata ai posti a questi dedicati, non essendo uno spettacolo particolarmente gradito né da chi vuole divertirsi in modo “sano” né alle famiglie con bambini piccoli. Per fortuna, spettacoli di questo tipo sono per lo più riscontrabili nella tarda serata del sabato, ma sono comunque episodi spiacevoli per una manifestazione assolutamente da non perdere.

COME RAGGIUNGERE LA MANIFESTAZIONE Il mezzo sicuramente più comodo è il treno (negli anni passati, sulla tratta Torino – Asti erano stati previsti anche treni dedicati): il cuore pulsante della manifestazione (Piazza Campo del Palio) dista circa 300 metri dalla stazione ferroviaria, cosicché attraversata la piccola piazza con i parcheggi per gli utenti della ferrovia ed una rotonda, si è direttamente nel “ristorante”. Per contro, si ho lo svantaggio di essere poco flessibili in quanto ad orari (caratteristica intrinseca dei mezzi pubblici) e si corre il rischio di trovarsi su un treno gremito, con una discreta quantità di persone che ha fin troppo apprezzato il vino astigiano. Diciamo che è il mezzo più indicato per chi vuole bere un bicchiere in più e non rischiare il ritiro della patente o per chi non ha problemi a viaggiare ammassato (situazione particolarmente riscontrabile sulla tratta verso Torino negli orari in corrispondenza dell’apertura e/o della chiusura della manifestazione). Per tutte le altre persone, rimane la cara e vecchia auto… Data la moltitudine delle persone partecipanti, è praticamente impossibile, salvo l’aiuto di un fattore C esagerato, parcheggiare nei pressi della piazza in cui si svolge la manifestazione. È quindi necessario munirsi di abilità nei parcheggi, pazienza e occhio di falco per scovare un posto in cui lasciare la propria auto e che non sia troppo lontano dal cuore del Festival delle Sagre.

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Indirizzo
Festival delle Sagre - Piazza Campo del Palio, 14100 Asti AT, Italia
Costo per persona
15 Euro
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