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Fès Festival

Alla scoperta della medina di Fès durante "Le Festival des Musiques Sacrées du Monde"

  • di Chiara Z.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

A ridosso e all’interno della medina di Fès, capitale culturale del Marocco, si tiene “Le Festival des Musiques Sacrées du Monde”. L’appuntamento si svolge ogni anno all’inizio di giugno. Con la scusa di voler partecipare al concerto di chiusura e “respirare” l’atmosfera del luogo, abbiamo acquistato il volo aereo Bologna – Fès (o Fez) tramite Ryanair che strategicamente ci offriva partenza il venerdì mattina all’alba e il rientro il lunedì sera.

Al piccolo aeroporto di Fès troviamo il tassista inviatoci dai gestori del Dar Seffarine, come concordato. In tre quarti d’ora arriviamo al parcheggio, nei pressi della medina. Con rapidità percorriamo le stradine che ci conducono ad un antro oscuro. All’apertura del portone ci troviamo nella migliore sistemazione che potessimo desiderare. Un’oasi di silenzio e frescura nel cuore della città vecchia. I nostri occhi, rapiti dalla bellezza della casa, saettano tra le eleganti piastrelle e l’antico mobilio. Dall’accogliente cortile interno visioniamo la splendida camera, percorrendo curiosi le scale e dalle feritoie nel muro udiamo le voci della medina. La terrazza si apre a noi come un punto d’osservazione privilegiato per veder scorrere la vita di questa parte di mondo. Il ragazzo che ci accoglie, Mohammed, ci suggerisce di andare a visitare la zona del palazzo Reale e della Mellah poiché il venerdì, giorno di riposo, la medina “sonnecchia” e molte botteghe sono chiuse.

Cogliamo al volo il consiglio e dal vicino parcheggio Bab Rcif prendiamo un petit taxi fino al Palazzo Reale. Intravediamo appena le mura ed un ricco portale, quando veniamo fermati da un anziano smilzo con un berretto rosso che in francese ci chiede se vogliamo vedere il quartiere ebraico (Mellah). Classico esempio di “faux guide”: ragazzi o uomini non accreditati che conducono il visitatore in giro per la città illustrandone vita morte e miracoli in cambio di sonanti dirham. Seguiamo l’anziano parlottando tra noi e concordando sul fatto che costui ci stava portando in affascinanti e decadenti vicoli che non avremmo mai trovato o provato. Decidiamo di assecondarlo. Visitiamo quello che è consigliato in ogni guida cartacea … cimitero, sinagoga, banchetti del mercato, artigiani specializzati, ecc. … scattando suggestive fotografie, felici del fatto che, nonostante sia pieno giorno, la temperatura è fantastica (la sera precedente ha piovuto: per due giorni godremo del fresco per poi arrivare ai 40 gradi di lunedì). L’arzillo accompagnatore (ripensandoci, non era così attempato ma le vicissitudini di una vita non era state clementi con lui) ci conduce immancabilmente ad un negozio di tappeti. Eccoci, siamo finiti nel “sacco”! Chiacchieriamo comunque con il gestore dell’emporio e Alberto scova una splendida stuoia che in camera non starebbe male … inizia la feroce contrattazione, si alzano i toni e comincio a sudare copiosamente finché non spunto un prezzo adeguato. Ridiamo e ci scattiamo fotografie dopo che la mamma del gestore convalida il mio ultimo prezzo con la sua benedizione. Considerando che siamo atterrati da poche ore Alberto ed io stringiamo un patto: basta acquisti fino all’ultimo giorno.

In realtà contrattiamo anche con la nostra guida dimezzando il prezzo della sua “assistenza”.

Riprendiamo a passeggiare da soli in cerca di Bab al Makina, il luogo dove vendono i biglietti dei concerti per il Festival. Siamo a pochi passi e ci accorgiamo che “berretto rosso” ricompare al nostro fianco cercando di venderci un po’ di hashish. Ringraziando, decliniamo l’insana proposta. Cammina cammina, giungiamo a Bab Boujeloud, dove c’è una concentrazione di localini dove spezzare la giornata con uno spuntino o un profumatissimo tè alla menta. Entriamo poi alla vicina Medersea Bou Inania, percorrendo anche i dintorni. Il tempo vola e torniamo in petit taxi al Dar Seffarine per un riposino. Prima di cena saliamo in terrazza e ci lasciamo accarezzare da una brezza dolcissima, che trasporta le musiche che provengono dai palchi vicino a Bab Boujeloud, dove si svolgono i concerti gratuiti

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