Spettacolo Faroe

Quando lo spettacolo della natura ti riempie gli occhi e ti rimette in pace con il ritmo della vita, facendoti dimenticare, realmente, lo stress

  • di marcodonna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Isole Faroe oppure Far Oer oppure Farøer e, perché no, Føroya? Forse, è la prima volta che visito un posto per il quale non sono affatto sicuro su come sia il modo corretto di scriverlo. Ma poco importa, quando lo spettacolo della natura ti riempie gli occhi e ti rimette in pace con il ritmo della vita, facendoti dimenticare, realmente, lo stress per alcuni giorni.

Sono stato nelle isole la settimana dell’Ólavsøka, i festeggiamenti nazionali in onore di Re Olav che si tengono il 28 e il 29 luglio. Se pensate di viaggiare e comprare qualche regalino, tenete conto che quella settimana i faroesi (ma si chiameranno così?) fanno festa e i pochi negozi nei piccoli paesi delle isole sono quasi totalmente chiusi.

Grazie a un volo Atlantic Airways da Copenaghen, sono atterrato nel piccolo aeroporto di Vágar da dove ho raggiunto, a piedi, l’omonimo hotel che dista solo 8 minuti dalla struttura (se vi sbagliate, come ho fatto io, e prendete la strada delle automobili; in realtà, se uscite dall’aeroporto e girate a sinistra, immediatamente, superate un parcheggio e trovate un sentiero che vi porta all’hotel in meno di cinque minuti).

Avevo letto alcuni vecchi articoli secondo cui all’aeroporto si trovava l’ufficio degli autobus in cui chiedere informazioni, la mappa con gli orari e comprare l’abbonamento settimanale. Non è vero (o quantomeno non lo è più nel 2017): all’ufficio informazioni sanno poco e i più informati sono gli autisti degli autobus. L’unico ufficio dei bus si trova a Tórshavn ed è chiuso nei giorni festivi (come, d’altra parte, quasi tutti gli uffici informazioni). Quindi, vi consiglio di caricarvi sul telefonino un pdf con tutti gli orari come ho fatto io.

Abbigliamento per il viaggio? Giacca vento tecnica, pantaloni impermeabili, fascia para orecchie per il vento e scarpe da trekking.

In Hotel mi chiedono se voglio prenotare un tavolo per la cena e sono titubante, riservandomi di confermarlo più tardi. La gentile receptionist sorride, perché sa cosa mi aspetta.

Dall’hotel, prendo il sentiero di cui vi parlavo prima e mi dirigo a piedi verso la cittadina di Sørvágur che si raggiunge in meno di mezz’ora e si apre ai vostri occhi con uno spettacolare panorama di verdi colline che cadono su colorate casette di pescatori in una baia blu e marrone (il pomeriggio la bassa marea fa affiorare i fanghi del fondo dell’oceano). È il mio primo approccio alle Faroe ed è il modello dei paesi che andrò a incontrare nei giorni successivi. Si cammina volentieri tra le strette vie, fino al porto da dove, il giorno successivo, ho prenotato un traghetto. La zona è anche famosa per gli attacchi ambientalisti in quanto, in occasione della pesca delle balene, la si vede nelle foto con il pescato, gettato sull’asfalto, che diventa rosso per il sangue delle bestie sventrate.

Avevo visto sulla mappa un ristorante e un bar in paese. Tutti chiusi. Le uniche attività aperte sono un piccolo supermercato e il benzinaio che fa anche da bar. Mi capacito che la sera sarò costretto a dar retta alla receptionist e cenerò (male) nel ristorante dell’hotel, molto frequentato anche da gente del posto.

Dopo cena, rifaccio la passeggiata e si apre uno spettacolo di luci sulla baia dovuto ai raggi solari che trafiggono le nuvole. Sono appena arrivato, ho visto un solo paesino e ho già fatto una montagna di foto.

Il mattino successivo parto in traghetto per Mykines. La tratta è spettacolare e gira attorno agli scogli di Gáshólmur e Tindhólmur la cui forma particolare è uno dei simboli delle isole Faroe. Gáshólmur è formato da due rocce: una specie di fungo e un arco con una enorme fessura al centro. Sembrano un troll che esce dall’acqua per rientrare in casa. Tindhólmur, invece, è una vela alta e storta, come se fosse piegata dal vento. Inutile dire che nidificano migliaia di uccelli (le Faroe sono il paradiso del birdwatching)

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