Di Alessandro Scarano © 2006 Addis Abeba, 26 gennaio 2005 Era un bel po’ che volevo venire a dare un’occhiata alla parte storico-archeologica dell’Etiopia, ma occorreva trovare tempo sufficiente durante l’inverno, per evitare la stagione delle piogge, denaro, ed un ...
Di Alessandro Scarano © 2006 Addis Abeba, 26 gennaio 2005 Era un bel po’ che volevo venire a dare un’occhiata alla parte storico-archeologica dell’Etiopia, ma occorreva trovare tempo sufficiente durante l’inverno, per evitare la stagione delle piogge, denaro, ed un compagno di viaggio.
Sicché eccomi qui, con 20 giorni a disposizione, un po’ di soldi in tasca, e la compagnia di una tipa conosciuta durante il viaggio in Iran.
Nonostante abbia cercato di prenotare il volo fin da ottobre, complice il periodo natalizio durante il quale molti etiopi tornano a casa, siamo riusciti a trovare posto solo con l’Ethiopian Airlines, alla modica cifra di 1.032,50 euro a persona.
L’aereo era un 757 vecchiotto, ma ci ha portato a destinazione in anticipo, con il vento favorevole.
Con 50 birr un taxi ci porta al Baro Hotel, prenotato per telefono da Roma (siccome tutti i numeri di telefono sull’edizione 2004 della Lonely Planet sono cambiati, per conoscere i nuovi occorre andare sul sito www.Telecom.Net.Et, dove c’è una pagina apposita per convertire i vecchi numeri in quelli aggiornati).
La stanza al Baro Hotel, che paghiamo 80 birr (8 euro), non è un granché (probabilmente è di quelle che vengono affittate alle coppiette, come d’uso da queste parti), ma la nottata in aereo e la fretta di organizzare i giri da fare non mi lasciano tanta voglia di farmene mostrare altre.
Il posto è comunque pieno di giovani e meno giovani viaggiatori: diversi con la jeep con tenda sul tetto (una porta la scritta “Cape Town-Cairo-Nordkapp”!), uno con una BMW enduro targata Repubblica Ceca, una coppia di S. Francisco che gira già da due mesi con i mezzi pubblici (tappe precedenti, Tanzania ed Uganda)... insomma, la solita buona e composita compagnia.
Tramite una “dritta” dell’ottimo Fabio, conosciuto nel “giro” di www.Viaggiareliberi.It, ho contattato la Sami Tours (www.Samiethiotour.Com), che per 1.200 euro ci metterà a disposizione jeep ed autista per i prossimi 17 giorni.
Nel frattempo, per 300 birr prendiamo (sempre da Sami) auto ed autista e ci facciamo portare un po’ in giro per la capitale.
Non che ci sia molto da vedere, in realtà: il Museo Nazionale (10 birr) è poverello, e pure la famosa Lucy è solo una copia (quella vera è custodita nei sotterranei), il Merkato è grande ed incasinato, ordinato come al solito per settori merceologici, la cattedrale ed il museo di S. Giorgio (20 birr) sono pressoché insignificanti, e pure il panorama da Entoto Road è coperto dai numerosi eucalipti importati dall’Australia.
Siamo così finiti a “rinfrescarci” nella sauna dell’Addis Filwoha Hot Spring Hotel, dove per 24 birr ognuno ci siamo depurati alla bisogna.
Meno male, anche perché al Baro Hotel non è che l’acqua calda abbondi (il lavandino della nostra stanza nemmeno funziona...).
Cena al Dashen, molto osannato dalla Lonely Planet, ma la cui scarsissima illuminazione ci ha a malapena permesso di capire cosa fosse stato depositato dal cameriere sulla nostra injera: non eccezionale, freddino, 48 birr in due.
Tutto sommato, il tempo che richiede Addis Abeba per essere visitata (avendo a disposizione una macchina) è al massimo mezza giornata, e per vedere luoghi che – con l’eccezione del Merkato, che pare sia il più grande di tutta l’Africa – risultano di scarso interesse storico-architettonico.
Bahar Dar, 27 dicembre Dopo una notte insonne per via del letto in pendenza da un lato, fatta colazione con biscotti e cornetti (che sono sempre solito portare con me per i casi di emergenza) ed una spremuta d’arancia (6 birr l’una, 60 centesimi di euro), abbiamo fatto la conoscenza del nostro autista per i prossimi giorni del viaggio