In Etiopia per visitare la Valle dell'Omo

Il mondo è un libro e l'Etiopia è il primo capitolo

  • di laurasergio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

12 GENNAIO 2017

Questo viaggio è nato un po' per caso: dove possiamo andare per 10 giorni in gennaio? Tramite il sito skyscanner dei voli abbiamo indicato l’opzione "ovunque" come destinazione, fissando le date incastrate tra gli impegni di lavoro, festività natalizie, le lezioni e il fine mese in ufficio. E‘ saltata fuori una buona opportunità in Etiopia. Curiosi per questo paese già molto nominato dai siti e agenzie che organizzano viaggi, fissiamo il volo con Egyptair. C'era poi da decidere tra nord o sud Etiopia. Abbiamo optato per il sud, dato che a nord è tempo di Timkat, la festa cristiana simile alla nostra epifania, molto partecipata, che preferiamo evitare “religiosamente”. Ci brillano gli occhi a leggere dell’Omo River e delle sue tribù e anche dei possibili trek sui monti Bale, ma 10 giorni sono troppo pochi per le due zone: l'Omo River è quindi la nostra scelta finale.

Decolliamo purtroppo con un’ora di ritardo da Malpensa, a Il Cairo manchiamo la coincidenza e ci fissano il posto su Ethiopian Airlines. Arriveremo quindi piuttosto frastornati alle 7.20 del mattino anziché alle 3.15. Pazienza, ce la prendiamo comoda, siamo rilassati e vedremo cosa succederà.

13 GENNAIO 2017

Stamattina quindi siamo atterrati ad Addis Abeba alle ore 7.00. Volo impeccabile con Ethiopian airlines. Usciamo come sempre rapidamente grazie al nostro bagaglio superleggero, viaggiamo infatti con solo uno zaino in spalla con qualche maglietta in più da donare all’occasione. Grazie ad un addetto dell’aeroporto, ci mettiamo in contatto telefonico con Alex della SimienMountainTours e alle 7.30 arriva con una bella jeep Jonas, che sarà la nostra guida in questi 10 giorni. Un personaggio minuto con un grande cappello che raccoglie una evidente folta capigliatura. Ci ha subito portato a fare colazione e ad incontrare Alex, cui abbiamo pagato parte della quota concordata per il nostro giro, e poi siamo partiti verso sud, con sonno da svenimento, colpiti dalle vie super affollate, polvere e smog di camion euro sottozero, un sacco di belle donne dalle pettinature superelaborate. Oltre al fuso e al sonno anche gli orologi sembrano impazziti: qui non sono due ore avanti, ma il tempo si calcola dall'alba, e quindi alle 8 del mattino, che sono le 6 in Italia, qui sono le 2...! Anche il cellulare con Sim Ethio appena acquistata si adegua automaticamente a questa nuova logica.

Si macinano i primi chilometri, evitando pedoni, animali che se ne sbattono camminando pacificamente in mezzo alla strada: gentegentegente e studenti e persone che si arrabattono, campi secchi, plastica ovunque.

Un po’ di frutta e arriviamo al lago Ziway dove alcune donne stanno pulendo pesce appena pescato e in diretta lo friggono e vendono. Siamo circondati da cormorani e da enormi maribù in paziente attesa dei resti, come i bambini che fanno i pirana sui nostri resti, lasciando solo una lisca pulitissima: nulla va sprecato.

Riprendiamo il viaggio per arrivare ad Awasa, una città caotica. Non c’è prenotazione: i due lodge più noti sono pieni e ci infiliamo in un affollato hotel a 5 stelle in pieno centro, sulla piazza principale, con la luce che salta, ma con la doccia funzionante e una traballante connessione. Andiamo a fare un po’ di spesa, un riposino, un po’ di intimità, ci scrostiamo la polvere di dosso, mangiamo, scriviamo e andiamo a dormire, per poter ripartire in quarta domani.

14 GENNAIO 2017

Una strana giornata, un po’ noiosa ma con degli incontri particolari. Facciamo colazione nell’hotel di Awasa, dopo una bella dormita. L’offerta è abbondante ma poco allettante, rimaniamo frugali

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