Emirati Arabi: verso il Quarto Vuoto

Viaggio in auto tra deserti di dune, oasi e città avveniristiche

  • di giubren
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Il traffico si fa sempre più scarso quanto più ci si inoltra all’interno del Rub al Khali, il cosiddetto “Quarto Vuoto” che è poi la distesa di sabbia desertica più vasta del mondo dopo il Sahara. L’entusiasmante paesaggio, con i suoi sconfinati silenzi ed i cammelli che attraversano le dune, rallentano il nostro percorso verso l’oasi di Liwa, la più vasta degli Emirati ed poco frequentata dal punto di vista turistico. L’altezza delle dune e la meraviglia degli scenari desertici continua a sorprenderci, soprattutto quando, imboccata la strada per raggiungere il nostro lussuoso resort, scompare dall’orizzonte ogni possibile traccia di antropizzazione mentre la nostra macchina attraversa rapidamente la striscia d’asfalto, talvolta invasa dalle sabbie.

Ecco che si scorge finalmente la nostra destinazione da “mille e una notte”, dove avremmo trascorso due giorni indimenticabili. La struttura ricorda un antico forte arabo, ma curato nei minimi particolari e dotato di ogni confort, compresa una meravigliosa piscina ed una vista incomparabile sui cordoni di dune che cambiano colore durante il corso della giornata.

Ogni tanto vale davvero la pena viziarsi, ma si sa, gli Emirati Arabi non sono propriamente la destinazione più economica da scegliere…

Le scalate sulle dune, i tramonti infuocati mentre dall’alta terrazza del resort si sorseggiano gli aperitivi, le lanterne traforate che si illuminano sul far della sera ed il cielo stellato con la falce di luna durante la cena del ristorante in stile beduino… immagini ed emozioni che si vorrebbe fermare perché sembra di viverle troppo velocemente e che ci fanno davvero sentire nel cuore dell’esotica Arabia.

E’ tempo di ripartire e di esplorare l’oasi di Liwa, con i suoi fitti palmeti e i forti restaurati che dall’800 proteggono le preziose falde acquifere sotterranee. Sotto il sole implacabile, ammiriamo le architetture tradizionali, le torri e le merlature color ocra dei castelli ed i panorami dalle terrazze in completa solitudine. Dopo le visite ai forti di al Jabannah, Mezaira’a al Dhafeer e Qutub, con altri 30 chilometri raggiungiamo la duna più alta di Tal Moreeb.

E’ tempo di tornare sui nostri passi, ci dirigiamo così verso l’oasi di Al Ain, ai confini con il Sultanato dell’Oman ed in circa 5 ore eccoci arrivati nel nostro nuovo resort nel mezzo delle dune. Questa volta ci ritroviamo in un’ambientazione simile ai lussuosi lodge africani, infatti sia l’arredamento che i tendaggi provengono proprio dal Sudafrica. Fantastica la piscina che ricorda una spiaggia delle Seychelles: dall’alto della collina si ammira ancora una volta un favoloso panorama desertico, con piccole oasi di palmizi tutt’intorno, dove ci saremmo inoltrati il giorno successivo con i cammelli poco prima del tramonto.

Eccoci ad Al Ain, una grande oasi che in parte gli Emirati condividono con il vicino Oman (al Buraimi) e che custodisce, rispetto ad altri luoghi del Paese, un maggior numero di edifici storici e musei. Il forte di al Jahili è probabilmente quello più imponente, anche perché fu ingrandito dagli inglesi verso gli inizi del ‘900. Si caratterizza per una grande torre circolare ed ospita un’interessante mostra fotografica dedicata all’esploratore del “Quarto Vuoto” Wilfred Thesiger, che lo attraversò in lungo ed in largo negli anni ’40.

L’oasi di palme si trova al centro di Al Ain: oggi è tutelata dall’UNESCO ed è ancora possibile osservare gli impianti tradizionali d’irrigazione (falaj) che qui vennero utilizzati per la prima volta. Diversi sentieri lastricati possono essere percorsi a piedi o in bicicletta, al riparo dalla calura diurna

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