DUBAI in 12 ore? Si può fare

Breve diario su Dubai vista durante un lungo scalo di rientro dalla Malaysia (per chi interessa il diario è “Malaysia stupenda : Perhentian – Tuapat – KL) Dati tecnici: a Dubai tutto apre vero le 9 del mattino la temperatura ...

  • di angio
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Breve diario su Dubai vista durante un lungo scalo di rientro dalla Malaysia (per chi interessa il diario è “Malaysia stupenda : Perhentian – Tuapat – KL) Dati tecnici: a Dubai tutto apre vero le 9 del mattino la temperatura verso l’una raggiunge e supera i 50° un giro in taxi di 1 ora e mezza con soste ci è costato 20€ a testa (eravamo in 2).

Il tassista ci ha informato che lo stesso giro fatto con il traffico di Dubai dopo le 9 ci avrebbe preso + di 3 ore (con relativo aumento del prezzo).

Itinerario Quando il capitano una volta atterrati comunica la temperatura esterna chiedo conferma a Elisa che capisce molto meglio l’inglese di me perché ho il sospetto di aver capito male... Elisa mi conferma : 36° e sono le 3 del mattino! Restiamo barricati nell’aeroporto fino al primo raggio di luce che appare verso le 6.

Ci infiliamo in un taxi e chiedo al tassista di farci fare un tour della città... Abbiamo incontrato una persona fantastica.

Ci ha mostrato le diverse follie di questa città e abbiamo avuto modo di capire anche l’altra faccia di Dubai , quella nascosta dietro allo splendore... Andiamo per ordine: Prima follia il centro commerciale con la pista da sci... Vederlo da fuori sembra un enorme galeone con la prua che altro non è che il contenitore della pista...Terribile... Seconda tappa il famoso hotel “vela”... Bello dal punto di vista architettonico ma per chi pensa che sia il pezzo forte della città posso dire che in mezzo a tanta costruzioni assurde e tanto lusso quasi appare in secondo piano... Terza visita la spiaggia di Jumeira per bagnarci i piedi nelle calde acque del Golfo.

Quarta tappa la vecchia Dubai... ossia come vivevano prima di scoprire di essere seduti sopra milioni di dollari di petrolio.

Si tratta dell’unica autentica testimonianza storica di Dubai: una piccola distesa di case basse fatte di fango e paglia. Questa era Dubai fino alla fine degli anni 60.

Quinta tappa il souk e il fiume con le barche di legno dei commercianti che arrivano da tutta l’asia.

E’ un mercato per quel ceto medio basso che vive all’ombra dei grattacieli. Fra una tappa e l’altra abbiamo visto altre stranezze come il centro commerciale con le facciate fatte come i palazzi di Venezia e, altra cosa assurda, le macchie di grattacieli sparse qua e là... Come dice Patrizio nell’ultima puntata di TPC andata in onda ieri sera (03/09/2007) su rai 3 a Dubai non c’è un piano regolatore.

Ci è capitato di percorrere una strada in mezzo al nulla e vedere comparire improvvisamente dalla nebbia dell’umidità mattutina un gruppo di grattacieli ... Ne ho contati 15 sul lato destro e 15 su quello sinistro... Tutti allineati lungo la strada come i paesini del far west!... Prima , dopo e alle loro spalle ? IL NULLA! In mezzo ha questa finzione abbiamo trovato però un’oasi di semplicità e umiltà .

E’ il nostro tassista siriano che parlando dei problemi della Siria e di chi la definisce uno stato pericoloso mi ha detto : “Dio ci ha dato una palma affinché io e te e le nostre famiglie potessimo mangiarne i frutti. Poi sono arrivati i potenti e hanno deciso che io ho diritto ha mangiare i frutti perché sono buono e tu no perché sei cattivo. E a te i tuoi potenti hanno detto il contrario.

Ma Dio è 1 e io e te siamo uguali , abbiamo gli stessi problemi.” Ogni 6 mesi guida fino in Siria per raggiungere la sua famiglia e passare con loro qualche giorno.

Avrà 40 forse 45 anni e il volto solcato dalle rughe; fa questa vita da 20 anni.

Mentre mi racconta tutto questo mi indica nuovamente il centro commerciale con la pista da sci all’interno e scuote la testa E’ l’altra faccia di Dubai, quella operaia, che permette all’elite del mondo di vivere quel sogno.

Mentre torniamo all’aeroporto ci mostra tanti progetti in cantiere e decine di operai pakistani e indiani che lavorano sotto quel sole e la temperatura che all’ora di pranzo raggiunge e supera i 50 gradi... Il nostro parere è che un posto del genere va visto per capire qualcosa di + della nostra società “moderna” ma giusto il tempo di uno scalo.

E’ una disneyland per ricchi e francamente questo lusso dopo un pò che l’osservi appare tremendamente triste e caustrofobico...

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