Alla scoperta dei borghi romagnoli

Un tour itinerante nell'entroterra riminese alla scoperta di borghi e tradizioni romagnole

  • di marviu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Chi pensa alla Romagna solitamente pensa al mare, alla spiaggia e all'estate. In realtà esiste un entroterra affascinante da scoprire fatto di borghi medioevali, imponenti rocche e scorci suggestivi adatti per ogni stagione. Sono di Rimini e una coppia di amici qui in vacanza mi ha chiesto di accompagnarli alla scoperta del nostro entroterra. Questo è l’itinerario che abbiamo realizzato e che mi sento di consigliare a chiunque venga in vacanza nella riviera romagnola e voglia passare qualche giorno alternativo lontano da spiagge e parchi divertimento.

Partiamo la mattina presto da Rimini e lungo la SP 258 raggiungiamo dopo circa trenta minuti Verucchio, suggestivo borgo affacciato sulla Valmarecchia. Dalla piazza principale risaliamo lungo la Scalinata della Pescheria fino ad arrivare alla rocca che maestosa domina il paese: ai suoi piedi si gode di un panorama mozzafiato mentre al suo interno è possibile osservare reliquie appartenute ai Malatesta e una piccola sala delle torture. Ci spostiamo poi al museo civico archeologico, accolto nell'ex convento di Sant'Agostino, che espone una ricca selezione di corredi funerari rinvenuti nelle necropoli adiacenti a Verucchio risalenti all'età del ferro e riferibili alla civiltà villanoviana, documentazione unica di rilievo internazionale per la rarità dei reperti conservati (per qualsiasi informazione www.prolocoverucchio.it). Nel borgo a luglio si tiene un importante festival musicale curato da Ludovico Einaudi. Riprendiamo la macchina e scendiamo verso Villa Verucchio per visitare il Convento Francescano che conserva nel suo giardino interno al chiostro il cipresso più antico d’Europa. La tradizione vuole che sia stato piantato da San Francesco circa ottocento anni fa. Vedo i miei amici soddisfatti di come si è svolta la mattinata e decido di giocarmi l’asso nella manica per sorprenderli ancora di più.

Ripartiamo infatti alla volta di San Leo, la strada per arrivare è molto panoramica e si arriva al borgo con un’unica strada tagliata nella roccia. San Leo sorge su un enorme masso roccioso della Valmarecchia e conserva un notevole patrimonio storico architettonico. Imperdibile la visita al forte in cui fu rinchiuso il Conte di Cagliostro, dove poter ammirare mostre di armi e armature e le temibili segrete. Non dimenticatevi di chiedere all'ingresso la guida interattiva gratuita su tablet (www.sanleo2000.it). Dopo la fortezza visitiamo la Cattedrale e la Pieve preromanica, due edifici con una peculiarità in comune: non hanno ingresso in facciata per via del terreno scosceso su cui si innalzano ma ai lati. La Cattedrale edificata nel 1173 in stile romanico-longobardo ha una cripta affascinante mentre la Pieve è il più antico monumento religioso del Montefeltro. Vale la pena di arrivare fin quassù anche solo per godere del panorama che spazia dai monti circostanti fino al mare (la vista migliore la si ha dal Belvedere subito dopo la torre campanaria). A fine agosto si tiene Alchimia Alchimie, manifestazione fatta di spettacoli e narrazioni itineranti dove si incontrano scienza, esoterismo e spiritualità per celebrare l’alchimista Cagliostro.

Il giorno successivo ci rechiamo a Montebello di Torriana, piccola frazione del comune di Poggio Torriana, antico borgo famoso per il suo castello che, secondo la leggenda, sarebbe abitato da un fantasma di nome Azzurrina la cui storia si tramanda tutt'oggi. Si narra che Guendalina Malatesta, figlia di Ugolinuccio Malatesta, scomparve misteriosamente nelle segrete della rocca mentre giocava: il corpo della bimba non fu mai trovato e la leggenda vuole che il fantasma della bambina sia ancora presente nel castello e che torni a farsi sentire ogni cinque anni, in concomitanza con il cadere del solstizio d'estate, attraverso risate di bimba e il rumore di una palla che rimbalza (www.castellodimontebello.com/index.php?leggenda). Dopo essere andati alla scoperta del castello e dei suoi segreti pranziamo al ristorante da Pacini (da non perdere il loro famoso dessert, il porcospino)

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