Weekend in Romagna tra escursioni, gastronomia e benessere

Alla scoperta dell'entroterra romagnolo

  • di giucas85
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Regalarsi un weekend di relax è un sogno ricorrente nelle stanche menti di molti e da tempo io e il mio compagno volevamo dedicare qualche fine settimana alla scoperta dei territori a noi circostanti: quelli dell’entroterra romagnolo.

Così, complice un weekend lungo a Pasqua, seppur il meteo non fosse dei migliori, abbiamo approfittato per fare un giro nei dintorni di casa nostra.

Il sabato di Pasqua, sveglia all’alba e partenza per una gita fuori porta sulle colline di Rimini. Colline, che nascondono antichi borghi e castelli che permettono ai visitatori di fare un tuffo nel passato grazie al suggestivo panorama caratteristico di queste località immerse nel verde.

Su consiglio di amici, abbiamo acquistato la Romagna Visit Card, una card turistica che che mette in rete la Romagna consentendo l’ingresso gratuito a quasi 50 attrazioni del territorio e l’ingresso con sconto a moltissimi altri monumenti o attrazioni. La card costa 12,00 euro e vale un anno, per noi è stata davvero un acquisto conveniente!

Prima tappa: Montegridolfo, un borgo tutto chiuso da alte mura con l’accesso protetto da una torre con porta d’epoca medioevale. All’interno si nota subito il castello malatestiano, oggi sede del municipio. Il mio compagno, appassionato di storia e di guerra ha puntato dritto al Museo della Linea dei Goti, che si trova fuori delle mura in un edificio che ricorda la struttura di un bunker. Ospita oggetti, documenti, giornali, manifesti della propaganda nazista e fascista, contrapposti a quelli degli alleati, oltre ad un ricco repertorio fotografico e audiovisivo.

Da qui, in una mezz’oretta raggiungiamo Montefiore Conca, splendido paesino che non a caso rientra nel prestigioso circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. Visitiamo il castello, conservato egregiamente e all’uscita ci fermiamo in una caratteristica trattoria poco distante perché ormai si è fatta ora di pranzo.

Dopo esserci ristorati, partiamo alla volta di San Leo, paesino medioevale che si erge sulla riviera riservando uno spettacolo mozzafiato nelle limpide giornate di primavera (come la nostra). Dopo un giretto a piedi in centro storico con breve visita al duomo in stile romanico-lombardo, edificato tra il XII e XIII secolo, e la Pieve del IX secolo, la più antica chiesa del Montefeltro, abbiamo visitato la fortezza, famosa soprattutto per essere stata la prigione del Conte di Cagliostro, eccentrico avventuriero vissuto nel secolo dei lumi e dedito all’alchimia, alla massoneria, alla divinazione del futuro e per questo denunciato come eretico e condannato al carcere a vita.

Da qui ripartiamo per Verucchio, altro paesino medioevale che visitiamo facendo una piacevole passeggiata in centro. Un po’ stanchi ci dirigiamo verso l’ultima tappa del nostro tour, e in soli 15 minuti di macchina arriviamo a Poggio Torriana, dove visitiamo subito il Museo Mulino Sapignoli che racconta del lavoro e dell'ingengo del sistema dei mulini della valle del Marecchia. A questo punto, sfiniti ma con gli occhi pieni di bellezze rientriamo verso casa.

Il giorno di Pasqua si parte alla volta della scoperta dell’entroterra forlivese. La giornata è soleggiata così decidiamo di inoltrarci verso il parco delle Foreste Casentinesi per fare un po’ di (tranquillo) trekking. Il nostro tour parte da Portico e precisamente da Monte Busca dove si trova il vulcano più piccolo d’Italia. Di fatto, il fuoco che brucia senza sosta altro non è se non una emanazione di idrocarburi gassosi, ma fa comunque uno strano effetto vedere dei fumi salire in continuazione da un piccolo buco nel terreno. E poi la vista qui è a dir poco meravigliosa…

Da qui, muniti di scarpe da trekking ci dirigiamo verso le Cascate dell'Acquacheta: un salto d’acqua a 70 metri di altezza, una visione che ci toglie quasi il fiato. Alla cascata si arriva dopo circa un’ora e mezzo di cammino da S. Benedetto in Alpe. Il percorso è abbastanza tranquillo, anche per noi che non siamo molto abituati a camminare.

Arrivati, facciamo un pranzo al sacco in mezzo alla natura e dopo un po’ di meritato riposo ci dirigiamo verso la macchina per poi rientrare, esausti, a Forlì

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