El alamein, l'egitto che non ti aspetti

Arrivo il 28 marzo in mattinata, in circa tre ore di volo da Milano. La zona e’ desertica, nonostante si affacci sul mediterraneo. Il colore della sabbia soffice varia dall’arancio, al rosa, al crema. Tante piccole nuvole appena accennate, piccole ...

  • di ALESSIA F.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Arrivo il 28 marzo in mattinata, in circa tre ore di volo da Milano.

La zona e’ desertica, nonostante si affacci sul mediterraneo.

Il colore della sabbia soffice varia dall’arancio, al rosa, al crema. Tante piccole nuvole appena accennate, piccole reti nel cielo, sono anche esse intrise di polvere.Uno strano spettacolo che non avevo mai visto prima.

Sto atterrando in un pezzo di storia, non nell’Egitto superturistico e un po’ scontato del Mar Rosso, ma in una zona appena conosciuta se non per motivi storici.

L’aeroporto internazionale di El Alamein ( chiamato Dabaa city ), profuma ancora di nuovo. Il mio arrivo ha inaugurato il primo volo diretto dall’Italia a qui. Pochi km per arrivare all’ex Movenpick ed oggi esclusiva del tour operator Albatour.

Quasi un’oasi in questo deserto la cui sabbia bianca avanza di giorno in giorno quasi a volerla inghiottire.

Il vento e’ una costante di questa zona e la temperatura e’ ancora un po’ bassa, 18 gradi.

Albaclub e’ una struttura degna di portare le 5 stelle, e’ ancora sotto lavori, infatti le parti incompiute sono diverse ma le strutture piu’ importanti sono tutte efficienti e perfettamente funzionanti. Le camere sono enormi, per intendersi delle dimensioni di uno dei nostri appartamenti. Il loro punto di forza e’ la vista mare di ognuna di esse. Un mare che a parole non si puo’ descrivere, dalla trasparenza del cristallo aiutata dal bianco accecante della sabbia morbida che a tratti e’ quasi rosa.

Una parte della spiaggia e’ ancora presa d’assalto da ruspe che spianano un tratto di costa rocciosa.

Nel ristorante si mangia molto bene, la varieta’ di dolci, frutta, verdure alcune anche a noi sconosciute e’ davvero sorprendente.

C’e l’angolo della pasta e quello riservato ai bambini, posto su di un tavolino alla loro altezza, che carino!!! Mercoledi’ 29 mi preparo per l’escursione ad Alessandria.

Si raggiunge in circa due ore di autobus attraverso una grande superstrada lineare e scorrevolissima.

Alessandria e’ una citta’ che almeno una volta nella vita va visitata. Meta d’obbligo e’ il teatro romano di Kom El Deka, degli scavi in mezzo alla citta’ tra i quali spicca appunto un antico anfiteatro, circondato da grosse colonne e resti di vecchi mosaici. In altra zona sono stati ritrovati resti di sfingi e la bellissima colonna di Pompei, che domina dall’alto di una collinetta alla quale si arriva attraverso una scalinata.

La gente e’ molto cordiale qui, in qualsiasi posto ci rechiamo, tutti salutano e osservano affascinati noi turisti. La loro genuinita’ non e’ ancora stata intaccata dall’arrivo del turismo di massa.

Di passaggio da un luogo all’altro col pullman, noto dal finestrino la vera e autentica Alessandria, fatta di vicoli zeppi di mercati all’aperto, di frutta e specialmente di libri. Tante botteghe hanno un’enorme stenderia di panni attaccata all’esterno e qui la biancheria intima e’ in vendita ad ogni angolo.

Numerose donne passeggiano per le vie in burka, e gli uomini vestono i tipici abiti arabi.

Oggi e’ un giorno particolare, che si ripete poche volte nella vita di una persona... e’ il giorno dell’eclisse, di quella totale. Da Alessandria la vedremo quasi nella totalita’ ma non per intero, e quando arriviamo alla cittadella di Qaitbay, inizia a rabbuiare e sta diventando freddo. Cala anche il silenzio. Una sensazione cosi’ particolare che mi reputo veramente fortunata a poter assistere a tutto questo.

Tutto si svolge nel giro di una mezz’ora, e quando ripartiamo, il procedimento inverso e’ gia’ iniziato. La luce del sole e’ di ritorno, e l’aria e’ tornata calda. Alessandria ha un bellissimo lungomare, con il porto dove ancora si costruiscono a mano imbarcazioni di legno, mentre sul mare dondolano decine di barchette da pesca colorate, altre addirittura sono tirate in secca sul marciapiede

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