Al Cairo mi hanno offerto un posto di lavoro (insegno lingue) e come potevo rifiutare? Quindi più che un viaggio è stato un anno straordinario... Vivevo a Mohandisseen, il quartiere in cui ora abita Naguib Mahfuz, a poche centinaia di ...
Al Cairo mi hanno offerto un posto di lavoro (insegno lingue) e come potevo rifiutare? Quindi più che un viaggio è stato un anno straordinario...
Vivevo a Mohandisseen, il quartiere in cui ora abita Naguib Mahfuz, a poche centinaia di metri dal deserto; una zona forse un po' occidentalizzata, ma certo tirava aria d'Africa.
Il tempo era scandito dal lavoro, i corsi d'arabo, i contatti con gli egiziani ed escursioni nei dintorni del Cairo: una ricchezza di cultura, archeologia e tradizioni che difficilmente si ritrova altrove.
Del meraviglioso Cairo raccomando il bazar di Midan Hossein, nella città vecchia, dove sono ambientati i romanzi di Mahfuz; la città dei morti, il quartiere copto, e naturalmente le piramidi di Giza. Difficile vedere tutto in pochi giorni, anche perche' fa sempre un gran caldo e anche l'inquinamento ti strema; comunque calcolare almeno una settimana, che scorrera' frenetica in men che non si dica. Imperdibile il caffè Fishawi's, dove andava Mahfuz, per un narghile all'ombra delle moschee. Dicono abbia aperto il secolo scorso e da allora non chiuda mai! Per capire gli egiziani bisogna assolutamente buttarsi nei taxi locali e nei minibus: si', magari ti fregano il telefonino e ti sfilano il portamonete, ma vuoi mettere l'ebbrezza di andare alla stazione di polizia e assistere a interrogatori, discussioni animate, risse, il tutto condito da te' e pipa ad acqua?