Marsa alam all'eden village blue reef

I resoconti di viaggio contenuti in questo sito mi sono stati di grande aiuto per organizzare la mia vacanza. Ora tocca a me essere d'aiuto a tutti coloro che intendano organizzare un soggiorno in questi posti, specialmente a chi voglia ...

  • di Luca Buttarelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

I resoconti di viaggio contenuti in questo sito mi sono stati di grande aiuto per organizzare la mia vacanza. Ora tocca a me essere d'aiuto a tutti coloro che intendano organizzare un soggiorno in questi posti, specialmente a chi voglia partire con EDEN VIAGGI, come ho fatto io. Ho cercato di non lasciare dubbi e domande senza risposta e spero di non annoiare con i dettagli. Comunque per qualsiasi dubbio non esitate a contattarmi via e-mail il cui indirizzo si trova alla fine del racconto.

La prima giornata è cominciata alle ore 2 del mattino, ora necessaria (per noi, io e Sere) per raggiungere l'aeroporto di Bologna. Il volo era previsto per le ore 7.15. Dopo aver atteso l'apertura dei banchi e dei check-in ci siamo imbarcati su un BOEING 737-400 della compagnia "Blue Panorama Airlines". Il volo è stato puntualissimo e tranquillissimo ed è durato circa 4 ore. Appena atterrati siamo subito stati investiti da un forte vento caldo (35 C° mentre a Bologna c'era la neve...) e siamo saliti sul bus alla volta del villaggio EDEN VILLAGE BLUE REEF, distante 20 minuti circa. Durante il tragitto abbiamo avuto modo di vedere una parte del deserto e della splendida costa del mar Rosso. Ci è stato ricordato che in Egitto vi è un ora in più rispetto all Italia, ma il villaggio adotta un ulteriore fuso orario, l'ora EDEN, che si rende necessaria per avere un ora di sole in più, tanto cara ai turisti, visto che altrimenti il sole tramonterebbe prima delle 17, alquanto seccante; preciso quindi che tutti gli orari citati nel mio racconto fanno riferimento all'ora EDEN. Al nostro arrivo siamo stati accolti dallo staff di animazione che ci ha prima offerto un cocktail di benvenuto e poi accompagnato alle nostre camere. Il villaggio si trova sulla costa e si affaccia sulla barriera corallina che si estende per circa 200 metri dalla spiaggia. Dall alto si possono vedere le varie sfumature dell acqua che progressivamente vanno dal azzurrino al blu intenso , allontanandosi dalla riva verso il mare aperto. Ci rendiamo subito conto che l'accesso al mare non è dei più semplici. Come avremo modo di vedere più tardi bisognerà camminare per 200 metri con l'acqua alle caviglie fino a raggiungere 2 bandierine rosse che delimitano l'inizio delle formazioni coralline, per poi raggiungere gli splendidi banchi di corallo, in particolare corallo blu da cui prende il nome il villaggio, (BLUE REEF, corallo blu..Nda) che sprofondano a perdita d'occhio in un abisso che di trova oltre in reef. Molti hanno detto:" se qualcuno dice di aver camminato per la prima volta fino alla barriera e di essere tornato alla spiaggia senza neanche un graffio sulle gambe o sulle caviglie, significa che non c'è mai andato veramente!!". E posso dire che quel detto è decisamente veritiero; racconterò in seguito. Per i meno "temerari" che pero non vogliono perdere l'occasione di un bagno in mare invece c'è una specie di piscina naturale, scavata proprio a pochi metri dalla spiaggia dove l'acqua supera il metro d'altezza. Qui anche i più piccoli si possono divertire senza doversi allontanare troppo dalla spiaggia, ma trovandosi pur sempre in mare. Ma torniamo al racconto della prima giornata. Dopo aver lasciato i bagagli e dopo esserci vestiti adeguatamente con costume e ciabatte siamo andati a pranzo. Questo è organizzato a buffet e il cibo è molto vario e abbondante. C'è un area primi, un area secondi e dolci, e anche un area dove si preparano al momento grigliate di carne o il tipico pane arabo, quest ultimo particolarmente apprezzato. Dopo il pranzo invece, mossi dalla voglia di mare che ci tormentava già da qualche settimana prima della partenza ci siamo incamminati verso la barriera e dopo 200 metri ci siamo infilati le pinne e la maschera e siamo partiti in esplorazione. Subito dopo le bandierine sopra citate compaiono già i primi pesci colorati e non è raro sentirli direttamente sui piedi. Dopo altri 50 metri di acqua relativamente bassa si comincia a sprofondare e qui le varietà di pesce e di corallo si moltiplicano. Questo a mio dire è una delle parti più belle della barriera, anche rispetto ad altri luoghi proposti dal villaggio per le immersioni o le uscite snorkeling. Restando ad osservare quelle meraviglie le ore passano velocissime e quando decidiamo a malincuore di tornare a riva ci accoriamo di aver nuotato per quasi 2 ore! Come citavo prima è vero che la prima volta ci si può graffiare le gambe, ma con un po' di pratica e soprattutto con un bel paio di scarpe da mare (indispensabili) diventerà un esperienza irrinunciabile da fare per tutta la vacanza. Ci si accorgerà ben presto che la camminata sara lunga, ma ogni giorno diventa sempre più piacevole e poi si finisce per non farci più caso. Attenzione però alle maree; quando la marea è bassa è piu faticoso mentre quando è alta si può cominciare a nuotare subito dopo le bandierine. Gli orari delle maree sono esposti tutti i giorni vicino al gazebo dei teli mare e può essere utile consultarli prima di incamminarsi. Di sera dopo la cena c'è il consueto appuntamento nel anfiteatro del villaggio dove lo staff di animazione e di organizzazione illustrano i programmi di escursioni, intrattenimento, diving, sport e la vita nel villaggio nel suo complesso. Noi pero non resistiamo fino alla fine dello show.. Le 20 ore di trambusto dalla partenza fino alla sera si fanno sentire e mentre qualcuno ha ancora abbastanza energia per organizzare una partita di beach volley notturna, noi ci ritiriamo in camera. La mattina seguente dopo la colazione rigorosamente a buffet, io e sere decidiamo andare all' Eden Bay. L'Eden Bay è una spiaggia di proprietà del villaggio, distante pochi km che è collegata con quest ultimo da una navetta gratuita che fa la spola 2 volte la mattina e 2 volte al pomeriggio. E' una spiaggia che permette un accesso al mare molto più agevole rispetto a quella del villaggio; il fondo completamente sabbioso permette di entrare in acqua dolcemente (tramite una specie di "corridoio" naturale ampio una cinquantina di metri) e senza dover indossare le scarpe da mare. Per chi non vuole rinunciare invece allo snorkeling ci sono splendidi banchi di corallo ai bordi di quel "corridoio" a cui accennavo prima, anche se a mio dire non competono con la barriera antistante il Blue Reef. Bisogna però prestare attenzione al corallo di Fuoco, ovunque presente in queste località; si tratta di una specie di corallo che provoca irritazioni molto fastidiose. Sull' ampia spiaggia si trova una specie di piccolo bazar beduino, dove si possono acquistare parei, costumi, bandane, piccole sculture in legno e alcuni souvenir. Mi permetto di aggiungere che l'Eden Bay è di proprietà ed uso esclusivi del Blue Reef, e di conseguenza anche il bazar "non è li per caso"; questo per dire che per gli acquisti il margine di trattativa è minimo e si fanno magri affari, come del resto anche nei bazar che si trovano nel villaggio dove c'è una grande varietà di souvenir, spezie e tanto altro, ma con prezzi veramente pazzeschi. Consiglio vivamente di approfittare delle visite alle città vicine per compere varie, dove il margine di trattativa è molto largo e si fanno ottimi affari. Ricordare sempre: in Egitto bisogna contrattare SEMPRE E TUTTO, perchè, oltre che risparmiare un bel po', si dialoga e si entra di più in contatto con gli abitanti del luogo, cosa indispensabile a mio parere quando si viaggia in questi paesi. Il pomeriggio lo dedichiamo al sole, al mare e allo snorkeling; fa un certo effetto, mentre nuoti, pensare che a casa tua la gente sia imbacuccata da capo a piedi con 0° C (siamo al 28 di Novembre) e tu te la spassi nell'acqua a 27° C di un mare meraviglioso come il Mar Rosso. A questo punto diventa però indispensabile farsi un idea delle escursioni previste dal villaggio in modo da organizzarle al meglio per i giorni seguenti; preciso che sono tutte a pagamento. La prima escursione proposta, la visita alla città di El Quesir (20 €), si può scegliere di farla lunedì o giovedì. Visto che siamo già di Martedì, questa escursione la programmiamo per Giovedì. Ne parlerò quindi in seguito. Nella giornata di Martedì invece si può scegliere di andare a El Shaladeen (65 €) per una visita alla città insieme al più grande mercato di cammelli dell Africa sahariana. La partenza è per le 9 del mattino e il rientro alle 21 di sera. Questa città distante 250 km circa in direzione sud si trova vicino al confine col Sudan. Qui inizia la vera e propria Africa, fatta di mercanti di cammelli, di spezie, di tessuti ecc. Provenienti da tutto il continente oltre che dalla vicina Arabia Saudita, oltre il Mar Rosso. Anche se la visita era molto interessante non vi abbiamo partecipato e pertanto mi sono tenuto alle descrizioni di chi c'è stato. Per molti è stato molto interessante. Lontano dalle località interessate dal turismo di massa, El Shaladeen offre al visitatore uno sguardo indimenticabile sulla vita, le abitudini, le tradizioni e le attività delle persone che letteralmente "vivono l' Africa". Ma se per i più è stata un esperienza positiva, per altri non lo è stato per niente specialmente per i più sensibili e "schizzinosi" . Si vede una grande miseria e una grande povertà, bambini che giocano nella sporcizia, bancarelle di frutta e verdura a pochi metri dalle fogne a cielo aperto, carne appesa ricoperta di mosche, e questo senza parlare della zona del mercato dei cammelli dove gli stessi vivono nel loro sterco e vengono maltrattati a suon di legnate.. Sono le 2 facce dell'Africa. Il fascino indimenticabile del deserto e del mare si contrappongono con le condizioni di vita del terzo mondo. Un altra escursione, per alcuni assolutamente irrinunciabile è la gita alla città di Luxor (90 €), programmata per il Mercoledì. Purtroppo anche a questa non abbiamo partecipato per una ragione molto semplice; distante quasi 500 km, da percorrere in pullman e per giunta con scorta armata al seguito, solo il viaggio tra andata e ritorno dura 11 ore circa mentre le ore di visita al monumenti e ai siti archeologici sono limitate a 6 al max. Io abito in prov. Di Mantova e mi sono immaginato di partire da casa mia per Roma, arrivare giusto per visitare S. Pietro, e poi tornare in giornata. A mio dire non valeva la pena. Lo farò in futuro, quando tornerò in Egitto e dedicherò parte della vacanza a visitare i siti archeologici di Luxor e perché no anche di Abu Simbel e Asswan. La visita come da programma prevede la visita alla Città dei Vivi e alla Città dei morti, rispettivamente sulle 2 sponde opposte del Nilo, la visita alla Valle dei Re e delle regine e vi è compreso anche il pranzo in un ristorante di Luxor. Un esperienza a mio dire fantastica (per gli amanti dell'avventura) e che viene proposta tutti i giorni è la gita nel deserto da fare o in cammello (cammellata nel deserto, durata 6 ore 45 €) o in Quad, quelle moto a 4 ruote che non si fermano davanti a niente (motorata nel deserto, durata 2 ore e mezza 45 €). Sia che si scelga la cammellata sia che si scelga la motorata si tratta comunque di un esperienza unica; un modo completamente nuovo di vivere il deserto: in cammello all insegna della tranquillità in un paesaggio veramente pittoresco, oppure in quad, all insegna dell' avventura e del rombo dei motori. Per entrambe le soluzioni vi sono 3 proposte; si può scegliere se farla all' alba, quindi molto presto tanto da vedere il sorgere del sole dal deserto, al mattino e verso sera in modo da veder tramontare il sole dietro le dune. Noi abbiamo scelto la motorata verso sera. Rispettando quindi cronologicamente la nostra tabella di marcia ora racconto la nostra avventura, visto che siamo gia a martedi e tutto combacia col filone narrativo. Indispensabili occhiali da sole e bandana che copre viso, naso e bocca. Indispensabile inoltre avere con se la consapevolezza che riempirsi letteralmente di sabbia e polvere, dai calzini fino alle mutande, "fa parte del gioco"; detto questo si può partire. Si accelera e si parte alla volta del deserto inseguendo 2 guide egiziane scatenate che non vedono l'ora di portarti sui terreni più accidentati. Si continua per una bella oretta a guidare tra polvere, sabbia, buche, salite e discese da brivido fino a quando non si giunge in una spettacolare zona pianeggiante larga parecchi km e circondata dalle cime delle montagne che all imbrunire creano ombre terrificanti. E' il momento di assistere al tramonto del sole. Nel silenzio più totale lo si può quasi vedere mentre scompare all orizzonte, colorando il cielo con sfumature mozzafiato. Dopo una pausa di qualche minuto si riparte alla volta della seconda tappa, una sosta in un accampamento beduino dove ai "motoristi" viene offerto il tè verde oppure il tipico Carcadè, un infuso di fiori rossi di Ibis. Vi è anche la possibilità di fumare la Shisha detta anche Narghilè e di visitare la tenda di questi nomadi del deserto, facendosi anche un idea di come queste persone riescano a vivervi con le poche risorse che hanno disponibili. Ma non ci si può trattenere molto: le stelle stanno comparendo e bisogna tornare al punto di partenza alla luce dei fanali. E anche se alla fine i vestiti neri sono diventati bianchi dalla polvere è stata veramente un esperienza irrinunciabile. Nella serata di Venerdì il villaggio organizza un altra escursione estremamente interessante e indimenticabile: l'Astrotour (35 €), a cui noi parteciperemo nella medesima sera. Si parte a bordo di alcuni fuoristrada alla volta del deserto immerso nella piena oscurità per addentrarsi una ventina di km fino a raggiungere una zona lontana da qualsiasi fonte luminosa. Obbiettivo ormai noto è quello di osservare le stelle, le costellazioni e l'universo in generale da una posizione davvero privilegiata e unica

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