Egitto-Appunti di viaggio

Il nostro viaggio nel mito e nella storia di questa terra leggendaria è stata un’esperienza unica e fantastica. Trovarsi a stretto contatto con la storia, non solo egiziana, ma dell’umanità intera, è stato quando di più emozionante e meraviglioso avessi ...

  • di michelecrocco
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il nostro viaggio nel mito e nella storia di questa terra leggendaria è stata un’esperienza unica e fantastica. Trovarsi a stretto contatto con la storia, non solo egiziana, ma dell’umanità intera, è stato quando di più emozionante e meraviglioso avessi potuto sperare di vivere in un viaggio. Una settimana, quella trascorsa sulle sponde del Nilo, che, ancora oggi a distanza di tempo, faccio fatica a non pensare in continuazione. Col mio racconto spero di farvi venire voglia di visitare questa terra grandiosa, ricca di una storia millenaria, ma anche di elementi naturali molto forti, come l’immensità del deserto, o la possanza del Nilo. Ovviamente il viaggio in Egitto non può non partire dalla sua capitale, Il Cairo, metropoli di circa 17 milioni di abitanti, dove anche attraversare la strada diventa un impresa “faraonica”(tanto per rimanere in tema). La città, fondata dai Fatimidi, è la più grande città africana; al suo interno convivono grattacieli lussuosissimi, con abitazioni (parola non propriamente corretta per queste strutture) in cui riesce difficile potersi immaginare persone che vi abitino, come nella “Città dei morti”, un antico cimitero, ora trasformato nella residenza di tanti senza tetto.

Già all’arrivo all’aeroporto ho un piccolo assaggio della cultura locale: un “simpatico” ragazzo mi aiuta a prendere la mia valigia dal nastro che trasporta i bagagli, e poi molto cortesemente mi chiede il bakscisc, la mancia, prima ed unica parola egiziana che ho imparato, visto che è usata tantissimo!! Il Cairo offre tanto da vedere: con la foto del presidente Hosni Mubarak praticamente ovunque, la prima tappa da fare è la Cittadella, la fortezza fatta costruire dal “feroce” (almeno per i crociati) Saladino per difendersi dall’invasione degli europei, intorno al 1176. Al suo interno è possibile ammirare la bella moschea di Mohammed Alì, sultano ottomano che la fece costruire nel 1870, dove nel suo cortile si trovo l’orologio donatogli da Luigi Filippo re di Francia. Importante: nelle moschee si entra scalzi, e con un abbigliamento casto (alle donne troppo scoperte, almeno per loro, viene dato un telo da indossare prima di entrare nella moschea); le foto e le riprese si possono fare tranquillamente, tranne, ovviamente, durante le preghiere. Sempre nella cittadella si trova la moschea An Nasr, con la sua cupola in smalto verde. Nel complesso sono presenti anche il museo della polizia e il museo dell’esercito. Dalla Cittadella si gode di una spettacolare visuale della città, con in lontananza Giza con le sue piramidi. All’esterno è inevitabile essere assaliti da venditori, spesso bambini, che vendono cartoline de Il Cairo, segnalibri con l’alfabeto tradotto in geroglifico o qualche imitazione di papiro. Vale la pena farci l'abitudine: è una costante che accompagna il viaggiatore durante la sua permanenza in Egitto. La seconda tappa del nostro tour nell’antica El-Qahira (“la Vittoriosa”, questo era il primo nome dell’odierno Cairo), passa necessariamente per le variopinte e caotiche vie del grandissimo mercato di Khan el-Khalili , uno dei più importanti di tutto il Medio Oriente. Ottimo per chi vuole portarsi a casa qualche oggetto tipico (tappeti, oggetti in rame, legno o cuoio, ecc.), ma anche per chi vuole solamente vivere la vera atmosfera orientale. Il mercato è enorme e caotico, pieno di turisti e venditori, pronti a tutto per farti vedere la loro mercanzia. Ricordate sempre: chi va in Egitto non deve mai essere sprovvisto di ...Tanta pazienza!! Si, perché anche acquistare un semplice prodotto diventa una gran faticata, per il semplice motivo che bisogna contrattare, sempre!! Difatti, il primo prezzo che il venditore chiede per il suo prodotto e sempre, circa il 50% superiore al prezzo effettivo (se non di più). Ma, d'altronde, anche questo è Egitto. Come vedere gli uomini riuniti nei tanti bar a fumare il narghilè o a sorseggiare un bicchiere di tè o carcadè (bevanda buonissima, che è un infuso di fiori di ibisco, e che può essere bevuta fredda o calda). O come ascoltare il richiamo del muezzin che invita i fedeli alla preghiera 5 volte al giorno. Il caldo è un’altra componente essenziale di questa terra: la temperatura raggiunge livelli incredibili per noi, ma nonostante ciò, si sopporta meglio, che una giornata d’agosto a Roma o Milano. Fin qui si è visto l’Egitto odierno, quello dei vicoli, dei bar, delle moschee, ecc. Ma ora tocca all’Egitto più conosciuto e leggendario, che ha incantato intere generazioni di viaggiatori da circa 7 mila anni, l’Egitto dei Faraoni. Per farsi un’idea dello splendore di questa antica civiltà basta fare una visita al Museo Egizio, dove sono contenuti la bellezza di 120000 reperti storici di inestimabile valore (a questi vanno aggiunti quelli non esposti). Inutile che mi dilunghi sui tanti tesori contenuti al suo interno, sarebbe troppo lungo, ma voglio solo ricordare che è qui che è contenuto il tesoro dell’imperatore Tutankhamon , la cui celebre maschera d’oro è forse il simbolo dello splendore dei faraoni egizi

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