SOTTO SCORTA (Egitto 2005)

Di Alessandro Scarano Il Cairo, 13 agosto 2005 Sì, lo so, tutte le volte dico “mai più”, ma anche questa estate, piuttosto che viaggiare da solo, ho scelto di aggregarmi ad un gruppo di “avventure nel mondo”, cosa che finora ...

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  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Di Alessandro Scarano Il Cairo, 13 agosto 2005 Sì, lo so, tutte le volte dico “mai più”, ma anche questa estate, piuttosto che viaggiare da solo, ho scelto di aggregarmi ad un gruppo di “avventure nel mondo”, cosa che finora si è sempre rivelata foriera di momenti stressanti, ma a volte (anche se raramente) piacevoli.

Alla fine, però, è l’unico compromesso possibile tra il passare dei periodi di noia solitaria ed il viaggiare sempre da solo, ma inserito in un gruppo turistico vero e proprio.

L’Egitto era un importante tassello che mancava alla mia “collezione” di Paesi visitati, e l’entità del suo patrimonio archeologico mi ha spinto a venire qui nonostante agosto non sia certamente il periodo ideale, e nonostante le recentissime bombe contro i turisti a Sharm El-Sheik.

Saremo in sedici, cinque uomini ed undici donne.

Sono partito da Fiumicino con un gruppo di sette persone, che vivono tutte a Roma: l’atmosfera è stata tranquilla e scherzosa fino all’aeroporto del Cairo, dove abbiamo dovuto attendere gli altri nove che provenivano da Milano (piemontesi, lombardi, friulani).

All’aeroporto ci attendeva il corrispondente di “avventure”, che ha provveduto a fornirci i bolli per il visto egiziano (il quale fa una ben magra figura sul mio passaporto, onorato di visti di ben maggiore resa grafica ed estetica).

Chi dovesse arrivare non al seguito di un viaggio organizzato può acquistare i suddetti bolli al banco del cambiavalute.

Giunti finalmente i “milanesi”, siamo andati con un pulmino – percorrendo strade caratterizzate da traffico intenso ma spesso scorrevole – all’albergo Pharaos (12, Lofti Hassouna Street, nella zona di Dokki, tel. 7610871/2/3, Fax 7610874), sulla riva occidentale del Nilo, con vista sul fiume.

L’albergo non è citato nella pure recente edizione della Lonely Planet, ma le stanze appaiono pulite e ristrutturate di recente.

Divido la stanza con Franco, di Arcore, l’unico altro maschio single del gruppo.

Vista l’ora tarda (si era oramai fatta mezzanotte), abbiamo cenato al ristorante dell’albergo: il piatto principale è consistito in un insieme di spaghetti (!) scottissimi, con sopra un po’ di sugo di pomodoro e formaggio, un pezzo di pollo arrosto, due polpette di carne e cipolla.

Neanche a dirlo, gli spaghetti di tutti sono rimasti nei piatti.

L’aria condizionata della stanza, mi annosa nemica durante i viaggi per il mondo, non è di quelle che congelano l’ambiente per cui, considerata l’impossibilità di tenere la finestra aperta per via del caldo, dell’inquinamento e dei clacson, dormiremo tenendola accesa.

Il Cairo, 14 agosto Avevo già capito alla partenza che avrei dovuto rassegnarmi, stavolta, a fare il turista.

Questo, purtroppo, sarà un viaggio “blindato”: per motivi di sicurezza (le bombe di Sharm risalgono a neanche un mese fa, e pare che ci sia stato l’85% di disdette per i viaggi in Egitto previsti in questo periodo) il percorso è stato prefissato e tutti gli alberghi già prenotati: non ci sarà modo, per alcun motivo di variare il programma concordato con la polizia turistica.

Stamattina, dopo colazione, ho persino dovuto subire l’onta del tour del Museo Archeologico con tanto di guida locale parlante italiano.

Solo bastate due sale per farmi decidere di andare più avanti da solo e godermi in santa pace (si fa per dire: è domenica, e il museo è discretamente affollato) i reperti esposti.

All’interno, con esclusione di poche sale, non c’è l’aria condizionata, e si suda non poco.

Disagio e stanchezza spariscono, però tutto d’un tratto, innanzi al favoloso tesoro della tomba di Tutankhamen: dopo averlo visto sui libri ed in televisione, aver studiato le fasi della scoperta, ed aver atteso finora per vederlo, sono entrato ed uscito più volte dalla sala principale, che contiene i sarcofagi in oro ed in legno, i numerosi gioielli e – naturalmente – la strepitosa maschera funebre in oro e lapislazzuli

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