Sulle tracce dei faraoni... Racconti ed emozioni

Sulle tracce dei faraoni... RACCONTI ED EMOZIONI TRA I SENTIERI DEL NILO Epilogo di quanto vissuto in Egitto nell’appena trascorsa estate, mi ritrovo a raccontare delle impressioni e delle sensazioni di quanto tante volte immaginato e sognato attraverso i racconti ...

  • di Angelo Coccaro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sulle tracce dei faraoni... RACCONTI ED EMOZIONI TRA I SENTIERI DEL NILO Epilogo di quanto vissuto in Egitto nell’appena trascorsa estate, mi ritrovo a raccontare delle impressioni e delle sensazioni di quanto tante volte immaginato e sognato attraverso i racconti di Wilbur Smith e delle sue tanto avvincenti narrazioni.

Parlerò di angoli, posti e luoghi il cui fascino solo chi ha la fortuna di vedere può davvero capire. Narrerò del Nilo dei faraoni che il tempo ha permesso di godere: bellezze che da sempre dicevo “Io prima o poi ci andrò!!!” e che quest’anno, finalmente, messi da parte i ripensamenti iniziali, ho potuto ammirare estasiato.

Prologo singolare del racconto è la Russia, naturale prosieguo, nelle primordiali intenzioni, dei paesaggi scandinavi vissuti lo scorso anno. Avviati da tempo i primi preparativi – abbigliamento tardo invernale-semi primaverile, affrettata corsa per il passaporto onde prenotare il necessario visto di ingresso - e messe da parte le solite e noiose agenzie delle bella ragazza col sorriso ammiccante e dai colorati depliant delle camere vista mare e degli omini tuttofare – prende vita, in un’afosa giornata di agosto, la Coccaro-vacanza.

E, di fronte all’inattesa sorpresa della “siamo spiacenti, ma la prenotazione "Tour della Russia" non è disponibile”, tra i mille affascinanti itinerari della “Viaggi e avventure nel mondo” - il tour operator poco operator che da venti anni manda allo sbaraglio, nella maniera più insolita e a portata di tutte le tasche, impavidi viaggiatori nelle parti più o meno note del mondo - la frettolosa ricerca di una magica e affascinante alternativa non poteva che portarmi in Egitto. Messi da parte i naturali mille dubbi del caldo e della paura del terrorismo, spostate in tutta fretta le già programmate ferie, con la mia poco preventiva organizzazione del viaggio (prima di partire, a causa del tempo tiranno, non sapevo se dare la priorità all’acquisto dei medicinali per i fastidi intestinali del tanto delicato stomaco occidentale o le batterie per la macchina fotografica), arrivo alla partenza con la benedizione e il sorriso di tutti, in fondo partecipi della mia avventura e del mio entusiasmo.

Tralasciando le solite e quanto mai lecite mille domande sul viaggio (punto di ritrovo, riferimenti sul volo, compagnia aerea, etc.) - domande alle quali nei viaggi con Avventure nel Mondo non è dato di aver risposta – dopo le interminabili girovagazioni tra i tremila terminali alla ricerca di un qualche indizio sui compagni di avventura, mi trovo davanti un insolito e quanto mai variegato gruppo di dodici persone: età dei partecipanti: almeno dieci anni più di me, provenienza: extra terronia, entusiasmo del viaggiatore al momento della conoscenza: sconsolatezza totale.

Messa da parte l’incertezza iniziale di fronte all’estranea e insolita compagnia (“ma dove mi trovo? E che ci faccio io qua?”), e volte le spalle alle invidie di qualcuno sulla nascente avventura, parto alla volta del Cairo.

Alle porte del continente africano, il solo semplice viaggio di trasferimento verso l’albergo - lo sguardo sul caldo tramonto, lo svettare nei cieli delle mille moschee - basta a rapire lo sguardo col fascino dell’Africa. L’immediato gemellaggio col futuro compagno di avventure, il simpatico Bruno, un’affrettata doccia, una prima discussione sul da farsi nel poco programmato, e perciò avvincente, viaggio, e – grazie alle preziose guide Touring e Lonely planet dei compagni viaggiatori - mi ritrovo in un tipico ristorantino, dove, tra i mille dubbi sulle poco note pietanze africane (messi naturalmente da parte spaghetti e pasta che al solo vederne il nome - spagetti napoltaine, pasta bolognise - ti passa lo sfizio di prenderli), provando questo e assaggiando quello, alla fine ci esce una bella cenetta accompagnata dalla tipica birra egiziana (stella), gradevole e fugace bevanda - a dispetto dell’eccezione di quella prima sera, di birra neanche a parlarne per tutta la durata del viaggio, dato che, secondo la ferrea disciplina islamica, non sono serviti alcolici (di birra analcolica neanche a parlarne, offesa al grado alcolico che mi porto nelle vene da sette generazioni)

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