Il sogno

Il sogno più grande che avevo era quello di visitare l’Egitto e scoprire questo crogiuolo di storia terra dei faraoni, dei Tolomei, patria di Cleopatra; quest’anno sono finalmente riuscita ad organizzare il mio tanto desiderato viaggio ed il girono14/8/2006 alle ...

  • di dele1976
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il sogno più grande che avevo era quello di visitare l’Egitto e scoprire questo crogiuolo di storia terra dei faraoni, dei Tolomei, patria di Cleopatra; quest’anno sono finalmente riuscita ad organizzare il mio tanto desiderato viaggio ed il girono14/8/2006 alle ore 17.00 l’aereo è decollato destinazione LUXOR. Il tour operator che abbiamo scelto è la CATARACT che pochi conoscono ma che io consiglio vivamente sia per l’organizzazione del tour sia per la qualità dello stesso sia per la loro serietà e professionalità. Alle 22,10 l’aereo dell’Egyptair (ottima la pulizia, il cibo e la cortesia delle hostess sempre sorridenti) è atterrato puntualissimo ed appena scesa dall’aereo mi sono subito accorta della differenza di temperatura, sembrava ci fosse un ventilatore caldo che mi soffiava sul viso. Arrivate al piccolo aeroporto troviamo subito il nostro accompagnatore con il classico cartello e sbrigate le formalità per il visto d’ingresso ci ha accompagnate sulla nave “Aube du Nil” la nostra avventura, mia e della mia amica Marina, stava per cominciare. Il nostro gruppo è formato da otto persone e fortunatamente tutte giovani come noi; il mattino seguente (15/8/2006) di buon ora , sveglia alle 4,30, abbiamo iniziato la visita partendo dai colossi di Memnon due enormi statue sedute, raffiguranti il faraone Amenof, fatte con vari pezzi di pietra ora sorgono anacronisticamente in mezzo ai campi coltivati, sul ciglio di una strada che all’alba con sullo sfondo decine di mongolfiere in cielo è da cartolina

Poi ci siamo recati alla Valle delle Regine dove le tombe appartenevano esclusivamente alle regine e ai figli del faraone visitiamo la tomba di Amonkhopshef, una delle poche ben conservate come nelle altre tombe, entrando, la poca aria che circola ha un odore particolare, un misto di chiuso, umido e fango, quasi manca il fiato (purtroppo la tomba di Nefertari è chiusa per restauri l’avrei visitata con piacere) per poi andare alla Valle dei Re dove tra le rocce e la sabbia che ci circonda vediamo le prime aperture delle tombe tutte scavate sottoterra. Solo 6 sulle 62 ritrovate fin d’ora sono aperte e visitabili. Per evitare infatti che le visite dei turisti (e quindi l’umidità, la polvere, il calore) le rovini, vengono aperte a turno durante l’anno su molte pareti le sculture sono intatte e i colori ancora brillanti, senza che siano stati restaurati entrando nelle tombe e seguendo lungo le pareti il tragitto che compie il faraone nell’aldilà, il tempio di Aschepsut ma il nome esatto del tempio funebre è Dair el-Bahar e fu costruito per l’unica regina della storia egizia. E’ perfettamente incastrato nella parete di una montagna, il tempio di Habto, il tempio di Karnak dedicato a Horus il dio dall’aspetto di falco e protettore dei faraoni che fu eretto per celebrare le nozze di questo dio con Hathor da dea di Dendera e di Luxor, avendo ancora un pochino di tempo la nostra guida ci ha portato a visitare anche il tempio di Ramses II non compreso nel tour. Il 16/8/2006 ci siamo recati a visitare il tempio di Edfu dove abbiamo effettuato come di consuetudine il tragitto dalla nave al sito sui tipici carretti trainati da cavalli ed abbiamo avuto un primo contatto con i tipici paesini egiziani e con la popolazione locale che è sempre molto accogliente e gioiosa con i turisti, dopo circa quattro ore di relax e di navigazione siamo arrivati al tempio di Kom –Ombo dove abbiamo visitato il tempio dedicato al dio coccodrillo Sobek (interessante la visita al coccodrillo mummificato anche se la fila è lunga ed il caldo soffocante) e al dio sparviero Haroeris siamo rimasti tutti colpiti dalle raffigurazioni dei ferri chirurgici raffigurati su una parete tra cui tutti quelli utilizzati per il parto e l’aborto a testimonianza delle enormi conoscenze scientifiche e mediche di questo popolo ed abbiamo poi proseguito la navigazione per Aswan dove abbiamo attraccato a tarda notte. Il 17/8/2006 siamo andati al tempio di Philae, uno dei più belli a mio avviso, per raggiungerlo abbiamo preso un vecchio e poco affidabile motoscafo con annesso venditore ambulante (preparatevi a trovarne tanti ed ovunque e soprattutto a contrattare il prezzo sempre e comunque è una tradizione) questo tempio una volta sorgeva sull’isola di Philae, ma fu spostato, con un immane lavoro di 8 anni, sulla vicina isoletta di Aegilka per evitare che venisse sommerso dalle acque una volta costruita la diga di Assuan da qui ci hanno portato in una profumeria per farci apprendere le tecniche delle essenze e dei profumi, una breve sosta per ammirare la nuova diga (immensa) ed infine ultima tappa della lunga e soleggiate mattinata l’obelisco incompiuto alla cava di granito rosa (che a dire il vero non merita) il pomeriggio è iniziato con una classica gita in feluca (tipica imbarcazione a vela) dove siamo stati allietati da simpatici bimbi egiziani che una volta saputa la nazionalità dei passeggeri cantavano le canzoni tipiche il percorso sul Nilo è un zigzagare continuo per cercare la corrente giusta sfruttando il velo con le vele quadrate, da qui siamo andati a visitare il giardino botanico e poi abbiamo proseguito su una barca a motore (per velocizzare i tempi) e siamo andati a visitare un villaggio nubiano (anche questo non compreso nel pacchetto). Ho trovato molto interessante visitare le case tipiche e coloratissime, assaporare l’ospitalità tipica, vedere un piccolo coccodrillo e farmi fare un caratteristico tatuaggio all’ henne sulla gamba, loro vivono con davvero poco e nonostante tutto sorridono sempre, forse dovremmo imparare qualche cosa da loro (consiglio importante: Beatrice ed Angelo, due ragazzi del nostro gruppo, avevano portato dolcetti e caramelle da regalare ai bimbi del posto ma appena si sono accorti che avevamo queste cosa due sono stati letteralmente aggrediti quindi, consegnatele con discrezione e poche ad ognuno), rientrando in barca si possono ammirare i mille colori del deserto al tramonto, gli ibis ai lati del fiume che quasi paiono in mostra, le mucche che si abbeverano nel Nilo, i cammelli che si vedono sparire dietro le montagnole di sabbia ed il rossore che ricopre tutto. La cosa più spettacolare di questa vacanza oltre agli immensi tesori è sicuramente il Nilo ed i paesaggi che offre di straordinaria bellezza ed i suoi tramonti, un rito di ogni sera affacciati dalla cabina della nostra nave lo ammiriamo con rigoroso silenzio ed ammirazione ed ogni sera il nostro cuore si gonfia di gioia ed incredulità nel vedere che sono sempre più belli. Il giorno 18/8/2006 siamo andati, se pur con otto ore di ritardo causa tempesta nel deserto e foschia mattutina, a visitare il grandioso tempio di Abu Simbel (questa visita si può fare in pulmann con circa tre ore di autostrada od in aereo come era previsto nel nostro pacchetto infatti ci vuole solo una mezz’ora di volo) spettacolare davvero. Avevo visto foto e letto descrizioni di questo tempio ma trovarsi lì è davvero un'altra cosa, è grandioso in tutto. Resto esterrefatta nel pensare che abbiano potuto ricostruirlo spostandolo di 600 metri dalla collocazione originale ad alzarlo sul livello del lago Nasser di altri 60 metri, un opera colossale. Entrando dentro ad entrambi i tempi (quello dedicato a Ramses II il più colossale e quello della sua bellissima moglie Nefertari) si possono ammirare tutti i dipinti conservati benissimo sembrano appena stati fatti, colori vivaci ed allegri, statue enormi e perfette valeva la pena aspettare così tanto per vederli. Da qui poi in aereo abbiamo proseguito per Il Cairo ultima tappa del tour ma non del nostro viaggio, l’hotel scelto dal nostro tour è il “CATARAT PYRAMID RESORT” che a mio avviso è stupendo. Arrivare di notte al Cairo è un'esperienza mozzafiato. L'agglomerato urbano infatti, non è omogeneo, quindi si vedono gruppi di luci sparse, distanti fra loro, più o meno grandi ... già il Cairo città dalle mille contraddizioni, l’ingresso in questa splendida città non è proprio esaltante, l’immensa e caotica periferia non sembra corrispondere ad alcun disegno di agglomerato urbano, tutte le costruzioni (anche le più recenti) sembrano vecchie e sporche, regna un degrado totale che va scemando arrivando nel centro dove si intrecciano i minareti, da dove per cinque volte al giorno il muezzin con la voce cantilenante, richiama i fedeli alla preghiera un dovere assoluto per tutti i musulmani. Il girono 19/8/2006 prima tappa della nostra visita alla capitale dove vivono attualmente circa 20 milioni di persone è la moschea di Mohammed Alì (detta anche moschea di alabastro) ed alla cittadella. ATTENZIONE, per entrare alla moschea bisogna avere pantaloni lunghi meglio se a vita alta e magliette che comprano le spalle meglio anche le braccia, bisogna entrare senza scarpe quindi è consigliabile portarsi un paio di calzini dietro. Comunque in caso non abbiate i “requisiti” idonei al luogo Vi forniscono un a specie di mantello che copre da collo ai piedi di color verde un po’ pesante ma comodo.

Dentro la moschea la nostra guida ci spiega brevemente le nozioni principali della loro religione e dei doveri di ogni buon musulmano, ci lascia anche il tempio per qualche foto e poi via verso il Museo Egizio (non si possono portare dentro né videocamere né macchine fotografiche) descrivere l’immensità della bellezza di questo museo è impossibile ci sono talmente tante cose da vedere Al piano superiore, la maggior parte delle stanze è dedicata allo stupendo tesoro di Tutankamon che conta più di 177 pezzi, la prima meraviglia che vediamo è l’enorme catafalco in legno coperto con lamina d’oro che conteneva un altro sarcofago, che a sua volta ne conteneva un altro, tutti coperti con lamina d’oro e poi il tesoro funerario i due sarcofaghi in oro e la famosa maschera in oro massiccio strega tutti. Facoltativa è la visita alla sala delle mummie (LE. 100) che io consiglio vivamente, certo ad un primo impatto fa un po’ di impressione vedere le mummie in fondo sono cadaveri ma poi si ammira il perfetto stato di conservazione, alcune di loro hanno ancora la corolla di fiori recisi attorno al collo. Dopo pranzo siamo andati al bazar di Klan al – Klali centro di vitale importanza per il commercio dei generi più disparati si parte dalla moschea di El-Azhar, nel cuore della città dei Fatimidi un intrinseco di vie e viuzze piene di negozietti che vendono proprio di tutto dalle spezie ai tessuti, dagli oggetti in legno intarsiato a quelli in vetro soffiato, dai monili in oro ai tappeti, ai cammelli in alabastro, alle magliette in cotone ed ad ogni genere si souvenir, un paradiso a forma di turista (qui i prezzi sono comunque più bassi rispetto ai negozietti che sono presenti nei singoli siti turistici), c’è un atmosfera particolare, gli odori, i colori ti prendono. La sera ci sarebbe stato lo spettacolo “luci e suoni” alle piramidi ma a me il genere non piace ma soprattutto trovavo il prezzo molto eccessivo per un ora sola di spettacolo (euro 22,00) quindi ho preferito non andare ci hanno comunque detto che non è stato molto bello ed era soprattutto uno spettacolo troppo “turistico” inoltre per riprendere o fotografare bisognava pagare un biglietto supplementare ma essendo molto buio si vedeva poco e le riprese non venivano, doppia fregatura. Il 20/8/2006 siamo finalmente andati a vedere le Piramidi e la Sfinge. Mi ero sempre chiesta se fossero davvero tanto grandi ed imponenti, ora ho la risposta lo sono delle tre piramidi la più piccola è quella di Micerino forse a causa di un declino di potere o di uno spostamento di interessi ed anche l’ultima ad essere costruita; la piramide di Chefren è grande quasi quanto quella del padre Cheope ed infine la Grande piramide quella di Cheope appunto sovrana della IV dinastia. . C’era la possibilità di fare il giro di fianco alle piramidi con il cammello o dromedario, ed alcuni l’hanno fatto (costo €. 10,00) , la vista si perde all’infinito dietro questi monumenti lati e maestosi. Abbiamo anche avuto la possibilità di entrare all’interno della piramide di Chefren , la seconda in ordine di grandezza (costo LE. 20) ma avviso che il cunicolo è stretto e basso quindi se uno soffre di claustrofobia o di attacchi di panico è meglio non scenda anche se perde questa incredibile emozione si giunge dopo un tratto in discesa e poi in salita alla camera funeraria del faraone dove c’è ancora il sarcofago vuoto. Scendendo siamo andati a visitare la Sfinge che è molto grande ed imperiosa (anche se io mi aspettavo più grande) è la guardiana dell’altopiano e nota agli arabi come Abu – al Hol il “padre del terrore” viene collocata intorno al 2.500 a.C. E se ne attribuisce l’ispirazione a Chefren, è alta 20 metri ed ha il corpo allungato le zampe protese ed un copricapo reale che incornicia un volto carnoso. Quasi d’obbligo una rapida sosta alla fabbrica del Papiro dove oltre a dare un esauriente spiegazione di come vengono creati si possono acquistare gli stessi ad ogni prezzo e per ogni grandezza. Dopo un veloce pranzo siamo andati a Menfi, appena fuori dal Cairo capitale dell’Egitto durante l’antico regno, a sud ovest, nel frattempo, ci godiamo lo spettacolo, non senza qualche attimo di panico dovuto al modo di guidare degli egiziani infatti una cosa caratteristica è il suono dei clacson che ci accompagna per tutto il percorso, qualsiasi motivo infatti, è buono per suonare, da un semplice sorpasso al saluto, per un avvertimento su una strade asfaltata senza protezioni, si susseguono sorpassassi di ogni genere di mezzo di trasporto automobili (moltissime le Fiat, ed altre auto molto vecchie come la SIMCA), malconce e sporche, camion , altri pulmann di turisti, biciclette, motociclette (soprattutto la VESPA PX 125), carretti trainati da asinelli, cammelli, bambini su asinelli, pecore, mucche ed anche qualche pedoni. I pochi resti sono raccolti nel piccolo museo dove si può ammirare l’imponente statua di Ramses II in calcare, sdraiata a terra, ma tronca all'altezza del ginocchio la statua è lunga 13 metri circa e pesa 120 tonnellate. E' stupefacente. Le enormi dimensioni non ne hanno ridotto la precisione nella muscolatura e nei lineamenti del volto. Tappa successiva Saqqara per vedere la piramide a gradoni di Zoser la prima costruita in Egitto è considerato il più antico cimitero dell’Egitto antico e quindi il luogo è ricco di mastabe, le tombe dei nobili, ma solo alcune sono ancora in piedi. (Molti tour operator per esempio difficilmente prevedono queste due visite che a me interessavano molto come nel prezzo era anche compresa la visita di Abu Simbel in aereo). L’ultima serata al Cairo è stata allietata da una festa di matrimonio che si teneva nel nostro albergo ed a cui abbiamo partecipando ballando una danza tipica in onore degli sposi insieme ad alcuni ospiti che ci hanno coinvolto, è stato un bel modo di concludere il tour. Il nostro viaggio con la CATARACT è finito il giudizio è positivo, ottima la nave e l’hotel, di un discreto livello le due guide che parlavano un buon italiano ed un eccellente per la qualità del cibo e della pulizia. Da qui non abbiamo proseguito il nostro viaggio per Alexandria dove eravamo ospiti di un parente della mia amica, abbiamo alloggiato al METROPOLE HOTEL nella centralissima Midan Saad Zaghlul piazza pulsante e centro nevralgico della città e dove siamo arrivate il 21/8/2006 proprio mentre giungeva il corteo presidenziale di MUBARAK che era ospite in città. Il primo giorno l’abbiamo dedicato ad una visita d’insieme della città ed in particolare della zona portuale, del lungomare che ricorda moltissimo la Promenade des Anglais di Nizza e della Fortezza di Qaitbay, abbiamo ammirato la maestosità della moschea di Abu El-Abbas El-Morsi di stile arabo ed Andaluso. Il 22/8/2006 abbiamo iniziato il vero tour della città prima tappa la colonna di Pompeo costruita in granito rosso è un unico pezzo alto 26,85 metri con un diametro medio di metri 2,30 ed è considerata attualmente il monumento più alto al mondo, poi le catacombe di Kom El- Shokafa risalgono al II secolo d.C. Ed è la necropoli greco romana più famosa d’Egitto, furono scoperte nel 1892, arrivano fino a 35 metri di profondità e si articola in tre livelli (l’ultimo chiuso per infiltrazioni di acqua) molto bella la Sala di caracolla complesso funerario più antico dedicato a Nemesi la dea dello sport. L’arte delle catacombe è un misto di arte romana e arte faraonica raffigurata non soltanto nell’architettura delle catacombe ma anche nelle sue sculture e nelle sue statue, l’anfiteatro greco-romano scoperto nel 1965 sotto la collina delle macerie venne rinvenuto uno splendido teatro greco romano di granito bianco, composto da 13 file fu recuperato da archeologi polacchi, vi sono ancora alcune parti originali del pavimento in mosaico

  • 424 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social