Cairo fai da te

Erano due anni che io e mio marito sognavamo di passare un'intera settimana al Cairo e, dopo aver sopportato ben due mesi di lavori in casa, abbiamo deciso che ci meritavamo un premio, niente tour in altri Paesi, cogliamo un'offerta ...

  • di La Redazione
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Erano due anni che io e mio marito sognavamo di passare un'intera settimana al Cairo e, dopo aver sopportato ben due mesi di lavori in casa, abbiamo deciso che ci meritavamo un premio, niente tour in altri Paesi, cogliamo un'offerta dell' Alitalia e così il 16 novembre del 2003 inizia il nostro viaggio.

Prima di partire contattiamo un amico di mio suocero che è prete missionario e contattiamo anche la guida che due anni prima ci aveva accompagnato durante la classica crociera, fortunatamente sono tutti e due liberi e così sappiamo di avere degli amici che ci aspettano.

Compriamo la guida dell'Egitto, mi stampo tutte le risposte che avevo ricevuto nel forum qui sul sito nel quale chiedevo consigli su cosa vedere, e finalmente arriva la sospirata partenza.

DOMENICA 16/11 Arriviamo al Cairo alle 14.30 dopo un volo bellissimo (io ho il terrore di volare ma è stato il più bel volo della mia vita), l'areoporto è super affollato e dopo aver sbrigato tutte le pratiche usciamo alla ricerca di Padre Antonio. Ci sono centinaia di persone che si accalcano alla porta, molti con cartelli in mano e noi cerchiamo su uno di questi il nostro nome, ma niente. Per fortuna il nostro amico è dotato di cellulare così dopo mezz'ora riusciamo ad incontrarci, ci salutiamo, saliamo su una macchina mezza scardassata, guidata da una donna e partiamo verso l'albergo. Il Cairo, le sue strade, i taxi, la guida pazzesca, il caldo, riconosciamo tutto, io e mio marito ci guardiamo e ci diamo la mano, siamo felici.

L'albergo è bellissimo, non lo abbiamo scelto, era compreso nel prezzo del biglietto aereo, ma sapevamo che il Marriot era uno dei più spettacolari alberghi del Cairo. Padre Antonio ci saluta e ci diamo appuntamento al martedì.

Saliamo in camera, mettiamo a posto i vestiti in circa 5 minuti e siamo già pronti per uscire.

Sotto l'albergo è pieno di taxi, non sarà difficile trovarne uno (già il giorno successivo capiamo che allontanandosi un pò dall'albergo il taxi si può pagare anche la metà) ed infatti ci avvicinano subito, prendiamo il primo e chiediamo di portarci a khan el Khalini. E' incredibile, per strada si vedono fiumate di persone e il tassista ci spiega che durante il Ramadan loro usano uscire verso le sette di sera per andare a fare shopping, per passeggiare, e i negozi stanno aperti fino alle quattro del mattino. Per noi è uno spettacolo nuovo, le strade sono illuminate come da noi per il Natale, siamo sempre più felici. Arrivati a destinazione ci buttiamo nel serpentone di folla e veniamo quasi trascinati da loro, senza sapere dove stessimo andando. Abbiamo fame, cosi' ci allontaniamo un poco e ci fermiamo a mangiare un panino con della carne (non so cosa) cotta allo spiedo, era buonissima, beviamo una coca cola e ci ributtiamo nella mischia. Improvvisamente ci ritroviamo dentro un mercato, che corre per una serie di stradine strette. Crediamo di essere gli unici turisti, ci sono tante stoffe, tanti vestiti e soprattutto tanta gente. Il Cairo, ancora non ci possiamo credere. Dopo un poco la stanchezza del viaggio comincia a farsi sentire così decidiamo di tornare in albergo.

LUNEDI' 17/11 Alle dieci abbiamo appuntamento in albergo con la vecchia guida, Naghy, appena ci vediamo ci riconosce subito ed è una gioia poterci riabbracciare. La mattina comincia con una visita al museo egizio, Naghy ha deciso di farci vedere tutte le sale che non avevamo visto l'altra volta. Visitare il museo è stata un emozione nuova, ed essere da soli invece che col gruppo organizzato come due anni fa ha sicuramente i suoi vantaggi! Abbiamo visitato tutto con molta calma e ci siamo soffermati in alcune sale meravigliose. In tarda mattinata lasciamo il museo e ci dirigiamo verso le Piramidi. La volta scorsa appena vidi le piramidi mi emozionai e mi misi a piangere, ma tornai in Italia con il rimpianto di non essere entrata nella "Grande Piramide"

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