A Marsa Alam le meduse sono come morositas

Sabato E’ mezzanotte. Non riesco a dormire. Fra due ore dovrò alzarmi, controllare che tutto sia pronto, prendere la valigia e trascinare l’orso che vive con me giù per le scale fino alla macchina. Dobbiamo andare a prendere Daniela. Chissà ...

  • di Tuppa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sabato E’ mezzanotte. Non riesco a dormire. Fra due ore dovrò alzarmi, controllare che tutto sia pronto, prendere la valigia e trascinare l’orso che vive con me giù per le scale fino alla macchina. Dobbiamo andare a prendere Daniela.

Chissà se Tony ha poi deciso di accompagnarla.

Chissà se andrà tutto bene. Chissà se tra me e lei ci saranno problemi.

Chissà se riuscirò a fare tutto quello che voglio fare.

Chissà se conquisterò anche l’Egitto.

Chissà se l’aereo esploderà in aria.

Chissà se la gente dopo l’esplosione si ricorderà di me.

Chissà...

Ecco la sveglia. Doccia, colazione, sveglia l’orso, valigia chiusa. Si parte.

Arriviamo sotto casa di Daniela dopo circa 30 minuti. Siamo in anticipo. Scende dopo 10 minuti. L’orso sta per ricadere in letargo.

Un santo, direbbero molti. Un santo che alle 2.30 del mattino s’è svegliato con me per accompagnarmi in aeroporto.

Mi è sempre piaciuta l’aria che si respira in aeroporto. C’è aria di cambiamento per tutti. C’è aria che parte e va a rigenerarsi altrove. Predisporsi al viaggio. 1. Fregarsene di qualsiasi ritardo. Tanto prima o poi si parte.

2. Le code non sono un problema. Prima o poi finiscono e il check in tocca a te 3. Non c’è fretta. Sei in vacanza.

C’è gente che riesce a lamentarsi in ogni momento della sua vita. Anche quando sta andando in paradiso. E davanti a noi ci sono proprio due persone di questo tipo. Che non faranno altro per tutto il resto della vacanza.

Se la prendono immediatamente con il ragazzo al bancone a cui si consegna il foglio di convocazione. “Eh l’agenzia non ci ha avvertiti del ritardo aereo. Non è possibile. Noi paghiamo.” E compagnia bella.

Quel poveretto alle 5.00 del mattino comincia a subire lamentele da soggetti come questi, e chissà a che ora finisce.

Mi piace lo spirito con cui Daniela prende le cose. Anche lei se ne frega. Consapevole d’essere in vacanza, che i contrattempi ci stanno, e non rovinano niente.

Tranquillizziamo l’omino del bancone: “Tranquillo, noi siamo felici, va tutto bene, del ritardo non ce ne frega niente, sapevamo già tutto, tu non c’entri, ti vogliamo quasi bene, sai, anche noi...” e vogliamo quasi raccontargli la nostra avventura quotidiana di quando lavoravamo assieme e di lamentele ne sentivamo ogni tre minuti.

A parte questo, ho l’adrenalina a mille.

Si, siamo in volo. L’Egitto è vicino. I sogni di queste settimane stanno per realizzarsi.

All’aeroporto di Marsa Alam Daniela trova i primi pretendenti. Gli egiziani la trovano immediatamente stupenda. “Tu hai origini egiziane, vero?” E’ la domanda ricorrente della vacanza.

Incontriamo Yasser per la prima volta. E sarà il nostro punto di riferimento per quasi tutto il resto del soggiorno.

Dall’aeroporto al Tulip Resort ci mettiamo circa 40 minuti. Credo. Non ricordo. Sarà che ero presa dal guardar fuori. Strade strette, poco trafficate, col deserto intorno. Non è il deserto quello con la sabbia gialla e le dune. E’ un deserto fatto di rocce, canyon e rarissima vegetazione bassa. Un deserto che incontreremo più da vicino nei giorni a seguire.

“Dani, siamo veramente qui. Ce l’abbiamo fatta.” Siamo felici. Arriviamo, svuotiamo le valigie, facciamo la doccia e in men che non si dica siamo in piscina. Decidiamo di trascorrere li il nostro primo pomeriggio. Siamo sveglie da presto e non abbiamo voglia di fare sbattimenti di alcun genere.

Incontriamo Said. Bello, sorriso del sole, occhi grandi e neri. Neri quanto la sua pelle e profondi quanto il mare che ci farà conoscere nei giorni successivi

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