Viaggio fai da te tra Ecuador, Galapagos e Perù

Nell’incontaminata Amazzonia, poi nel paradiso terrestre delle Galapagos tra balene, leoni marini e tartarughe giganti, poi Cuzco e Machu Picchu

  • di ScillaAlberto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

08/08

Arrivo all'aeroporto di Quito in serata, le procedure di controllo passaporti procedono piuttosto rapidamente, così come quelle per il ritiro bagagli e il recupero di un taxi che alla cifra di 26 dollari ci porta all'hotel Real Audientia, nel centro storico. L'hotel è in buona posizione, le stanze sono spaziose e pulite e la colazione, che oltretutto viene servita al bar panoramico con vista su piazza Santo Domingo, è piuttosto ricca. Siamo stanchissimi dopo il lungo viaggio da New York, e soprattutto la nottata trascorsa nella grande mela, ma troviamo la forza per uscire a mangiare qualcosa. Sono le 22 passate e abbiamo letto che è sconsigliato uscire dopo quell'ora per il rischio scippi, per cui lasciamo in camera tutto e ci portiamo solo qualche decina di dollari in tasca. La zona della Ronda è animata e ci fermiamo in un ristorante in cui un gruppo suona musica latinoamericana. Noto subito un particolare: i sudamericani ballano la salsa in maniera molto più statica rispetto a noi. Ci mangiamo due piatti a base di pollo e una cerveza e torniamo in albergo a dormire. Nonostante le varie raccomandazioni, non ci è sembrato di correre alcun rischio.

09/08

Fermiamo un taxi per strada e ci facciamo portare alla stazione dei bus da cui partono gli autobus per otavalo. Oggi è sabato, giorno del mercato. La corsa in taxi ci costa 7 dollari all'andata e ce ne costerà 10 al ritorno (il tassista del ritorno non aveva il tassametro). Arrivati alla stazione degli autobus restiamo subito colpiti dalla lunghissima coda di persone alla biglietteria, tanto da farci interessare alle proposte di un taxista che si offre di portarci ad Otavalo per 10 dollari a testa. Accettiamo, ma dobbiamo trovare altre due persone per dividere la corsa. Ci accordiamo con una coppia di spagnoli e partiamo in taxi. Il viaggio è piuttosto lungo (almeno 1 ora e mezza). Il mercato è molto grande, animato e colorato. Mi ricorda un pò il mercato di Chichicastenango in Guatemala. Ci compriamo una sciarpa e un piccolo poncho. Pranziamo in un piccolo ristorante dove mangiamo quesadilla di pollo. La proprietaria è talmente gentile che non abbiamo potuto rifiutare il caffè fatto con la Moca (acquistata su suggerimento di un amico che le aveva detto 'agli Italiani offri il caffè così ) ed abbiamo dovuto mentirle dicendole che era ottimo. Il ritorno lo facciamo in bus, durante il viaggio viene proiettato un pessimo film pessimamente doppiato in spagnolo, che ci concilia il sonno. Avevamo letto di stare attenti agli scippi, di conseguenza avevamo disposto le cose in modo da essere inaccessibili a mani leste. Una volta tornati in albergo ci siamo riposati dalle fatiche della giornata: forse dobbiamo ancora abituarci, ma a Quito sembra tutto più faticoso. L'aria è rarefatta ed abbiamo una sensazione di ottundimento, a volte sfociante in mal di testa. Siamo a quasi 3000 mt di altezza e si sentono! Inoltre fa abbastanza freddo. Per cena usciamo in zona La Ronda dove c'è davvero l'imbarazzo della scelta. La strada é affollata e ci sono anche balli e artisti di strada, non sappiamo se sia perché é sabato sera o perché domani è la festa dell'indipendenza.

10/08

Scendiamo in strada la mattina alla ricerca di un taxi che ci porti al Panecillo e subito ci accorgiamo di una cosa: non ci sono macchine per strada. È domenica ed il centro storico è chiuso al traffico. Per accedere ad una strada trafficata attraversiamo la zona della Ronda a piedi e fermiamo un taxi che per 3 dollari ci porta al Panecillo. Lì, dopo aver apprezzato il panorama e fatto le foto di rito, contrattiamo con un taxista per farci portare alla Mitad Del Mundo, spuntiamo il prezzo di 25 dollari. Se la Mitad del Mundo ed il museo etnografico non sono nulla di che, abbiamo trovato molto più interessante il museo con le dimostrazioni sul l'effetto della gravità all'equatore: lavandini in cui l'acqua scorre in sensi opposti, uova che stanno in equilibrio ed altre simpatiche prove. Soprattutto non abbiamo scoperto il trucco, se il trucco c'è! All'uscita ci attendeva il nostro taxista che ci ha riportati indietro fino a Plaza Grande. Essendo festa nazionale tutti i musei erano ad ingresso libero per cui c'erano lunghe code ovunque e tantissime persone animavano il centro. Abbiamo passeggiato per le varie vie e piazze del centro storico e siamo entrati a visitare la chiesa dei gesuiti, con il suo interno dorato. Dopo un buon sano riposo in camera siamo usciti per cena e finalmente abbiamo trovato il ristorante Los Geranios ,tanto millantato su tripadvisor , che la sera prima non abbiamo trovato poiché l'ubicazione sulla mappa del sito è leggermente sbagliata. Una buona bistecca (anche se un po' dura), ma ottimamente cotta e un buon vino cileno, giusto per ravvivare le papille gustative ormai tremendamente avvezze al solito pollo leggermente speziato

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Commenti
  1. davovad
    , 21/7/2016 13:09
    "i sudamericani ballano la salsa in maniera molto più statica rispetto a noi".
    1) secondo te, vedi 10 equadoregni e pensi di aver visto TUTTI i sudamericani?
    2) Se vuoi vedere dei latinoamericani dinamici nella salsa, vai in Colombia, in Venezuela, a Cuba, ...
    3) Adesso, che in Italia si Balli la salsa mi viene quasi da ridere

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