Il dolce e l’amaro di un viaggio in ecuador

IL DOLCE E L’AMARO DI UN VIAGGIO IN ECUADOR E GALÁPAGOS “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti” (Charles Dawin) L’Ecuador è una scelta obbligata per chi, come ...

  • di dabi
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  • Viaggiatori: in coppia
 

IL DOLCE E L’AMARO DI UN VIAGGIO IN ECUADOR E GALÁPAGOS “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti” (Charles Dawin) L’Ecuador è una scelta obbligata per chi, come noi, desidera visitare le isole Galàpagos, ci troviamo così a progettare un viaggio in un Paese che non occupa, nella lista dei nostri desideri, una delle primissime posizioni.

Attratti più dall’Amazzonia e dal caldo che dalle Ande, costruiamo il viaggio sulla base di due elementi certi: la crociera di una settimana alle Galàpagos ed alcuni giorni di full immersion nella foresta amazzonica optando, in alternativa ad un soggiorno in lodge, per la navigazione a bordo di un battello fluviale.

Quel che resta delle nostre tre settimane di vacanza è presto colmato dai lunghissimi voli di andata e ritorno, dalla visita di alcune località andine del nord del Paese e dal trasferimento dalla capitale a Guayaquil, tragitto che ci consentirà di percorrere la via dei vulcani.

Affidiamo l’incarico di prenotare i vari servizi ad una agenzia locale già utilizzata da altri viaggiatori non senza aver prima interpellato un’altra agenzia e Fabio Tonelli, spesso menzionato in vari siti di viaggi, con il quale però non si riesce a raggiungere un accordo.

Per il volo intercontinentale, KLM è la compagnia aerea che risponde meglio alle nostre date e che, inoltre, offre – rispetto alle altre – la tariffa migliore, anche se va detto che – con destinazione Ecuador – non si trovano voli particolarmente economici.

Diario di viaggio: 11 gennaio 09 – domenica Nei giorni passati sono caduti 30 e più centimetri di neve, ma il timore di imbatterci nella chiusura degli aeroporti è ormai scongiurato, le strade sono state pulite dai mezzi spazzaneve e dalla pioggia.

Oggi c’è il sole, il cielo è incredibilmente azzurro, i campi sono ancora imbiancati, la luce ed il paesaggio così innevato invitano all’ottimismo e al buonumore, è esattamente in questo stato d’animo che, caricati i bagagli in auto, ci avviamo verso l’aeroporto di Malpensa.

Con un primo volo della durata d’un paio d’ore raggiungiamo l’aeroporto di Amsterdam per noi ormai famigliare, siamo transitati qui diverse volte, l’ultima non più di 4 mesi fa.

Inganniamo l’attesa della partenza per Quito curiosando nei tanti shop e duty free, segue l’imbarco e finalmente alle 23,30 si decolla, ci aspettano molte ore di volo e due scali (Bonarie e Guayaquil) ma riusciamo a dormire per buona parte della notte.

12 gennaio 09 – lunedì Siamo bloccati nella sala d’aspetto dell’aeroporto di Bonarie (Antille olandesi), gli annunci non dicono altro che di pazientare fino alla risoluzione di un problema tecnico.

La sosta a terra si protrae per un ora e mezza oltre il previsto, anche una volta risaliti a bordo dell’aereo dobbiamo attendere altro tempo senza capire cosa accade.

Non siamo particolarmente preoccupati, ma siamo stanchi, indossiamo abiti invernali e siamo infastiditi dal caldo, insomma non vediamo l’ora di arrivare a destinazione, ci auguriamo, pertanto, di poter ripartire quanto prima.

L’aereo atterra a Quito con due ore abbondanti di ritardo quasi sfiorando con le ali le case ed i palazzi costruiti a ridosso della pista.

L’addetto dell’agenzia che ci attende all’uscita ci rincuora informandoci che a Bonarie succede molto spesso di restare bloccati e che giusto ieri i passeggeri di un altro volo hanno atteso 7 ore prima di poter ripartire

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