Ande e amazzonia equadoriana

Viaggio in Ecuador 24 luglio-16 agosto 1994 24 luglio-25 luglio ‘94 Partiti da Monaco con volo Iberia fino a Madrid. Dopo un’attesa di tre ore decollati per la transoceanica fino a Santo Domingo. I timori per la lunga permanenza in ...

  • di bufius
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Pomeriggio giro in pullman verso i pozzi petroliferi della texano, ma ci portano a vedere ben poco, solo un enorme rubinetto e uno stagno di petrolio. Passa correndo una piccola iguana.

Poi andiamo a vedere una laguna con le mangrovie. Visti i pirana. Molto piccoli all’apparenza innocui. Preso in autostop Paul studente americano di scienze ambientali, simpatico continua a parlarmi. Il mio inglese si rivela meglio di quel che pensavo. Anche in questo scorcio di foresta capanne e casupole e un villaggio davvero miseri. Ore 18 stiamo per arrivare a Coca e comincia a piovere. Climaticamente pensavo peggio, non è caldissimo, in compenso è umidissimo; bevuto un litro di acqua minerale senza andare mai a pisciare, ergo ho sudato il tutto. Domani si parte per il parco naturale di Cuyabeno. Tre giorni nella foresta senza contatti con l’esterno. Speriamo vada tutto bene! 29 luglio ’94 Riserva naturale di Cuyabeno Altra giornata terribile! Sono davvero felice di essere incolume. Andiamo con ordine. Partiti stamattina da Coca per il parco di Cuyabeno. Dove si entra solo con passaporto e permesso speciale e previo pagamento di 20 dollari una cifra enorme da queste parti. Il viaggio in pullman dura 6 ore sulla strada (stavolta parzialmente asfaltata, ma comunque con buche) che porta al confine con la Colombia. Per strada solo capanne, qualche villaggio e un piccolo aeroporto. Finalmente arriviamo all’imbarco per il parco di Cuyabeno. E qui mi rendo conto che si mette male. Si viaggerà su una canoa di legno a motore. Il bordo della canoa è a 5 cm dall’acqua! Mettiamo il salvagente (non tutti!). Si parte. Quanto ci si presenta davanti è stupendo (già visto al cinema nei film sul Vietnam). Un fiume con acqua piatta e a riva una vegetazione fittissima che arriva in acqua. La canoa è (o pare) molto instabile, se qualcuno fa un movimento brusco, oscilla pericolosamente. Sono molto teso. Accanto a me Dorianna lo è altrettanto. Ci mettiamo a parlare di cose banali e rogne della vita d’ufficio e in effetti funziona a far diminuire la tensione. Il viaggio è di 2 ore. Non passano mai. Farfalle coloratissime. Fauna del fiume: pirana e caimani. Ma i pirana mangiano solo se vedono sangue e i caimani sono molto timidi (così ci hanno detto). Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere (citazione da “Frankestein junior”). Si scatena una pioggia tropicale molto intensa. Ci mettiamo gli impermeabili alla meglio facendo oscillare pericolosamente la barca. Non mi sono mai trovato in una situazione simile! Sulla canoa insieme a noi è salita anche una donna con un bambino piccolo. Non smette di allattarlo neanche durante la pioggia. Siamo fradici. La casa si riempie di acqua che uno degli accompagnatori butta fuori con un secchio. Si rompe lo spinotto del motore. Mettono un chiodo in sostituzione sotto la pioggia. Dopo due ore arriviamo in una laguna meravigliosa e attracchiamo a riva. C’è un gruppo di capanne. Ogni capanna ha quattro letti con zanzariera. Ci cambiamo. Per fortuna la roba negli zaini è asciutta. Ci sono le docce e i gabinetti decisamente confortevoli. Qui vive un custode con la famiglia e quattro bambini piccolo. Ci danno da mangiare. La tensione si stempera. Mi chiedo se sono il solo a considerare certe situazioni come un pericolo o se gli altri in apparenza tranquilli o addirittura sbruffoni non dissimulino. Passeggiata nella jungla. Vegetazione fittissima. Usciamo di nuovo in canoa per andare a vedere i caimani. Non so più che aspettarmi l’escursione consiste nel navigare vicino a riva e cercare di vedere i caimani con le pile. Finalmente riusciamo a vederne uno, tutti si voltano di scatto. Pile, macchine fotografiche e la canoa oscilla pericolosamente. Anche se stavolta non ho il salvagente non sono più così teso. Dopo più di un’ora si torna. Mangiamo e andiamo a dormire alle 21,30. Ma non è finita. Alle 3 mi sveglio. Devo orinare, ma non ho il coraggio di andare ai bagni. Gli animali più strani stanno facendo un discreto rumore. Trovo la soluzione ! Svuoto per terra una bottiglia di acqua minerale di plastica e poi ci piscio dentro. Un po’ di urina finisce nel letto ma l’operazione può dirsi riuscita. Mi riaddormento soddisfatto anche se a causa dell’umidità ho freddo. Finora nessuna puntura. Sono spalmato di autan come un panino imburrato

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