Alle porte dell'Oriente

Un viaggio tra Istanbul, Datca e Pamukkale

  • di emi.ale
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

La Turchia è una vera e propria porta d'accesso al mondo orientale, basti pensare che nella sola Istanbul, un ponte unisce la zona dei quartieri europei a quella asiatica. Il volo Genova-Monaco-Istanbul (poco più di 300€ con Air Dolomiti-Lufthansa) ci ha condotto in questa splendida terra. All'arrivo all'areoporto Athaturk, uno dei 2 della città, come da accordi presi via mail, un emissario dell'hotel è venuto a prelevarci per condurci a destinazione. Nonostante la nostra scelta fosse stata l'Hanedan Hotel (www.hanedanhotel.com), per problemi sorti all'ultimo momento siamo stati dirottati nel vicino Hotel Grand Peninsula (www.grandpeninsulahotel.com), entrambi consigliati dalla Lonely Planet, che ci ha fatto lo stesso identico prezzo (65€). Situato nel quartiere di Sultanahmet, a 2 passi dalle maggiori attrazioni della città, è veramente pulito e offre bagno in camera, abbondante colazione a buffet, connessione wi-fi e tanta tanta cortesia. Il nostro primo giorno ad Istanbul è iniziato con un'ottimo breakfast sul terrazzo panoramico ed è proseguito con la visita alla maestosa Moschea Blu. Qui l'ingresso è gratuito e dopo aver varcato la soglia di una delle 2 entrate, salta subito all'occhio il colore delle maioliche dalla quale la moschea prende il nome e la maestria dell'edificio. Attraversando il piazzale dinanzi all'Aya Sofya (chiusa il lunedì) ci siamo diretti verso il Topkapi, un tempo il gran palazzo di Bisanzio. Il biglietto costa 20 TL, circa 8€, se poi si vuole accedere all'harem bisogna pagare altre 15 TL. In questo tesoro fatto costruire da Costantino, tra secolari alberi dai tronchi scavati e punti panoramici davvero stupendi, abbiamo trascorso gran parte del pomeriggio varcando le varie corti che costituiscono il palazzo e armati di pazienza per le lunghe ma ordinate code, abbiamo potuto vedere tesori bellissimi. Troni interamente costruiti con oro e rubini, pugnali incastonati di smeraldi, tra cui quello di Topkapi, protagonista di un film degli anni 60, svariati diamanti, uno in particolare tra i primi del mondo per numero di carati, tazzine da caffè e culle interamente d'oro, gioielli, corone, scettri ; attraversando le sale dei tesori non si riesce a credere ai propri occhi! Sono degne di nota, inoltre, la splendida porta proveniente dalla Mecca oltre all'impronta su argilla di Maometto, il bastone di Mosè ed il baldacchino dal tetto dorato, fatto costruire da Ibrahim il folle. Consigliamo l'audioguida che per sole 10 TL illustra tutte le meraviglie del Topkapi. Dopo un breve riposo siamo saliti sul tram che ci ha portato fino al ponte di Galata ; i gettoni per i mezzi pubblici si acquistano alle apposite macchine distributrici ad ogni fermata. Nel rettilineo sottostante il ponte vi sono ristoranti e locali, dove i procacciatori di clienti sono alquanto insistenti ma la vera attrazione di questa opera sospesa sul Corno d'Oro è il tramonto mozzafiato a cui si può assistere nelle giornate di sole, avvolti dal profumo di pesce che si sprigiona dalle bancarelle ambulanti. Risalendo le rapide scalette incastonate nelle strette stradine abitate da numerosi gatti, si arriva alla Torre di Galata, edificata nella metà del 1300. Seguendo le indicazioni della Lonely, siamo saliti sulla terrazza dell'Hotel Anemon, dove, pur essendo più bassi, si gode di un meraviglioso panorama sulla città, per di più gratis! Abbiamo gustato un'ottima cena al Guney Restaurant, bellissimo ed elegante locale alle spalle della torre che offre deliziosi piatti a prezzi modici. Al ritorno in albergo ci siamo imbattuti in migliaia di mussulmani che, appena il ramadan lo consente, si riversano in massa nel parco di Sultanahmet per una meritata cena dopo il digiuno. Aprofittando di questa incredibile vita notturna abbiamo fiancheggiato quello che fu l'ippodromo, ora sede di un pittoresco mercatino, e in una delle innumerevoli panche abbiamo sorseggiato dell'ottimo the e un buon caffè, immergendoci nella loro realtà e concludendo così la nostra prima notte turca.

MARTedì 9 AGOSTO

La sveglia trilla di buon'ora, dobbiamo essere all'Aya Sofya all'apertura (h 9), prima che arrivi la massa di visitatori. Il prezzo del biglietto (20 TL) è estremamente modesto per lo spettacolo a cui si assiste. La solita audio guida (10 TL) è stata un'ottima scelta. Quella che fu una moschea poi tramutata in museo è un'autentico mix di culture, si va dagli enormi medaglioni raffiguranti i nomi di Maometto e dei califfi Ali e Abu Bakr a sacri mosaici che ritraggono donazioni alla Maria Vergine. Un'imponente portale di legno e bronzo conduce all'interno dell'edificio, dove migliaia di persone col naso all'insù osservano le meraviglie che li circondano. Una lunga coda di curiosi aspetta il proprio turno per infilare il pollice nel buco di una colonna, dove, dice una leggenda, se si riesce col dito a compiere un giro di 360° si realizzano i propri desideri. Delle ripide e misteriose rampe conducono al piano superiore dove sono preservati i più importanti mosaici, ed un imponente portone in marmo, che racchiudeva un tempo la stanza del patriarca, figura di spicco nell'impero bizantino. Dalle innumerevoli finestrelle si gode di un ampio panorama sui tetti della città e sui minareti della Moschea Blu. Riscendendo al piano inferiore ed uscendo dal bellissimo portone di bronzo, non perdetevi sopra la vostra testa il mosaico raffigurante l'imperatore Costantino e Giustiniano offrire la città e l'Aya Sofya alla Vergine Maria protettrice dalle malattie e dalle sciagure. La visita alle tombe di Aya Sofya, alle quali si accede al di fuori delle mura in direzione del Gran Palazzo, se non fosse che è free, non sarebbe, per noi, così imperdibile. Senza dubbio lascia a bocca aperta l'architettura e l'imponenza della Cisterna Basilica. Preparatevi anche qui a lunghe code ma come scenderete i primi gradini non crederete ai vostri occhi! Un magico sotterraneo retto da 336 colonne marmoree di 9 m. di altezza disposte in 12 file a poco più di 4 m

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