Copenhagen fiabesca

Viaggio a Copenhagen 29 Dicembre 2004 - 3 Gennaio 2005 Posti principali visitati: Municipio e piazza del Municipio (Radhuspladsen), Museo Nazionale, Christiansborg, Biblioteca Reale – Diamente Nero, Sirenetta, fontana del Gefion, Sant Alban, Kastellet, Marmor Kirke, Amalienborg, RundeTarn, Amagertorv, Strǿget, ...

  • di Elena Mainardi 1
    pubblicato il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Viaggio a Copenhagen 29 Dicembre 2004 - 3 Gennaio 2005 Posti principali visitati: Municipio e piazza del Municipio (Radhuspladsen), Museo Nazionale, Christiansborg, Biblioteca Reale – Diamente Nero, Sirenetta, fontana del Gefion, Sant Alban, Kastellet, Marmor Kirke, Amalienborg, RundeTarn, Amagertorv, Strǿget, Nyhavn, Christiania, Oersted Park, Rosenborg Alloggio: hotel First Vesterbro Mercoledì 29: cominciamo questo viaggio invernale in Danimarca partendo in macchina da Ferrara per l'aeroporto di Bologna intorno alle 11:00. Proprio quando siamo in autostrada mi accorgo di essermi dimenticata i guanti. Ma dico io, si può andare a Copenhagen in inverno senza guanti? Mah! Ci incontriamo con i compagni di viaggio (Furo e Cri) verso le 12 e decolliamo verso le 12:40. Fuori piove e ovviamente è tutto grigio.

Il volo è tranquillo, buchiamo subito lo strato di nuvole e arriviamo a vedere il sole. Inaspettatamente scopro un colore nuovo! Laggiù in fondo ci sono delle nuvole di un azzurro chiarissimo, con una lieve puntina di verde. E' una sorta di acquamarina poco distante dal bianco. Un colore mai visto prima.

Peccato però che sotto di noi la distesa di nuvole sia ininterrotta da Bologna sino in Danimarca. Anzi, quando ci apprestiamo a scendere di quota mi aspetto prima o poi di ribucare il grigiore e vedere finalmente un po' di suolo danese.

Invece niente! In mezzo al grigio sento l'aereo che inaspettatamente sobbalza. Atterriamo circondati da una nebbia degna della pianura padana. Non è che il pilota abbia sbagliato rotta e ci abbia riportati a casa?!? Sono appena le 15:45, ma anche nella nebbia s'intuisce il tramonto. Le brume che circondano Copenhagen sono rosate.

Entriamo in aeroporto e camminiamo un bel po' prima di arrivare ai nastri di consegna delle valigie. La sala d'aspetto è disseminata di funghetti per fumatori, una specie di strutture a tettoia sotto alle quali si può fumare. Altrove, invece, è proibito (la nostra guida dice che i danesi fumano parecchio).

Le valigie arrivano in fretta e dunque ci dirigiamo al bancone denominato DSB, dove facciamo i biglietti del treno che ci porterà in città. Non avendo capito che la fermata della città è esattamente la stazione centrale dei treni, chiedo alla tipa dello sportello se lì mi potranno fare i biglietti di ritorno, e lei mi risponde "Certo, e se non te lo vogliono fare c'è anche la polizia. Puoi chiamare loro". L'ho capita solo dopo, la battuta. Eh certo, come se uno andasse allo stadio a chiedere se lì vendono i biglietti per le partite di calcio! Comunque, fatti i biglietti, scendiamo con la scala mobile al piano inferiore e ci mettiamo sulla pensilina del binario. Il treno è puntualissimo, e passa ogni 12 minuti. Siamo in città quando scoccano le quattro e mezza. La stazione centrale profuma dei classici odori della cucina tedesca (qualcosa del tipo wűrstel e crauti). Non sapendo bene su che lato della stazione siamo e avendo una striminzitissima cartina di Copenhagen che riporta sì e no quattro strade, mi armo del mio miglior inglese e di un bel sorrisone, infilo la porta d'uscita, trovo subito un carretto degli hot-dog e chiedo alla padrona se posso chiederle un'informazione. Mi risponde semplicemente "no". Superato lo schiaffo morale chiedo comunque se ha idea di dove sia l'hotel First Vesterbro. Il suo mutismo è per fortuna compensato da un cliente che si sta mangiando un panino, il quale mi dice di proseguire per quella strada e poi di girare a sinistra. Così ci mettiamo a trainare le nostre valigie sul marciapiede. Al primo grande incrocio (quello con la Steno Apoteke) giriamo a sinistra e in effetti in 5 minuti raggiungiamo l'insegna "First". Tra l'altro, sul lato opposto della strada c'è un negozio d'abbigliamento. Mi aspettavo prezzi esorbitanti, invece vedo un bel paio di guanti di lana a 29 corone, poco più che 4 euro, e mi fiondo subito a comprarli

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