Danimarca alternativa

06/08/2007 Bologna - København Dopo un’infinità di considerazioni e ripensamenti quest’anno si è deciso per la Danimarca e mai scelta si rivelò più azzeccata! Nessuna levataccia in questa occasione, per una volta arriviamo in aeroporto a Bologna con ampio margine ...

  • di Culdefeu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

06/08/2007 Bologna - København

Dopo un’infinità di considerazioni e ripensamenti quest’anno si è deciso per la Danimarca e mai scelta si rivelò più azzeccata! Nessuna levataccia in questa occasione, per una volta arriviamo in aeroporto a Bologna con ampio margine sull’orario di partenza, cosicché salutati i genitori di Sara pranziamo con tutta calma prima di procedere al check-in, dove in una selva di teste bionde notiamo distinguersi una coppia, lui è ivoriano e lei modenese. Dopo un breve scambio di convenevoli ci salutiamo per incontrarci in attesa dell’imbarco, dove la ragazza racconta di essersi recata come volontaria in Togo e per Sara che ha vissuto un’esperienza similare solo pochi mesi prima, l’argomento è quanto mai invitante. A bordo del velivolo ci perdiamo nuovamente di vista, poco male poiché detestando gli aerei l’unico modo per far trascorrere il tempo del volo è farlo dormendo. Quando finalmente si decolla, com’è prassi da un po’ di tempo a questa parte, avvio il minidisc grazie al quale una lista di brani collaudati ed altri nuovi aggiunti in previsione di ogni vacanza fanno entrare nel vivo il viaggio. La genesi di questa colonna sonora è cominciata tre anni or sono, inevitabile quindi che le musiche mi ricordino i precedenti viaggi in Islanda, Norvegia, Svezia, Portogallo e Togo. Sono comunque sufficienti pochi brani affinché mi addormenti, per svegliarmi in prossimità dell’atterraggio, quando dai finestrini sono ben visibili le grandi turbine per l’energia eolica in piena attività nello stretto dell’Øresund. Rintracciati i nostri compagni di viaggio, riacquistiamo le valigie e ci dirigiamo verso la biglietteria ferroviaria che si trova all’interno dell’aeroporto. Le nostre strade qui si dividono definitivamente, loro soggiorneranno qualche giorno nella capitale ospiti di una amica, noi gireremo il paese per quanto possibile. In una decina di minuti il treno ci conduce in København H, la stazione centrale a ridosso del famoso parco Tivoli. Senza perdere tempo consultiamo la cartina della città procacciata in aeroporto e serpeggiando con i trolley all’evenienza tra corsie ciclabili e pedonali, arriviamo in Absalonsgade, dove pernotteremo per due notti prenotate tramite Internet. Ad accoglierci troviamo Marianne, la proprietaria dell’appartamento, che si dimostra subito molto affabile. Preso possesso della camera e dopo una doccia ed un cambio d’abiti siamo in strada, pronti per cenare. Nella zona della stazione appena giunti avevamo notato (impossibile non farlo) il locale Hard Rock Cafè, ma dopo aver appurato l’impossibilità di accomodarci in tempi umani, optiamo per il Bryggeriet Apollo, un bel ristorante localizzato sempre in Vesterbrogade. Si tratta per inciso di una cena frugale, durante la quale faccio il mio primo approccio con la birra danese. Quando torniamo in strada decidiamo di concederci una serata al rinomato Tivoli; l’acquisto del biglietto d’ingresso di per sé oneroso non include la possibilità di poter usufruire dei giochi del parco, che vanno pagati singolarmente comprando negli appositi distributori disseminati nel parco gli opportuni tagliandi. Prima però di entrare nel parco Sara adocchia a ridosso dell’ingresso il Build-a-Bear, un negozio popolato da centinaia di pupazzi senza consistenza, che il negoziante al momento dell’acquisto provvederà dar loro forma imbottendoli della giusta quantità di lana con un apposito macchinario, per poi abbigliarli a piacimento con le infinite soluzioni che la rivendita propone. Per i bambini è il regno della perdizione, eppure anche Sara dall’alto dei suoi ventisei accusa un duro colpo tanto che mi vedo costretto a trascinarla fuori a forza. Entrati nel Tivoli ci soffermiamo in un piccolo padiglione dove è in corso un concerto di musica celtica, dopodichè gironzoliamo a lungo tra le varie attrazioni, in un mondo di luci colorate dove giochi e luoghi più romantici trovano il loro spazio senza per questo stridere l’uno con l’altro. Prima della chiusura del parco, nel laghetto al suo interno viene messa in opera una danza di luci colorate e di zampilli d’acqua al ritmo di musica classica, mentre tutt’intorno coppie più o meno giovani si fermano ad osservare rapite dallo spettacolo. E’ tutto molto suggestivo, la degna chiusura di questa prima giornata danese

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