Vichinghi e paesaggi estremi: jylland centrale

Una premessa doverosa per questo viaggio di una settimana effettuato nella Danimarca del nord: lo scopo è stato quello di andare a trovare una cara amica che non vedevamo da tanto, troppo tempo, quindi, a parte le prime due notti, ...

  • di Estelgard
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Una premessa doverosa per questo viaggio di una settimana effettuato nella Danimarca del nord: lo scopo è stato quello di andare a trovare una cara amica che non vedevamo da tanto, troppo tempo, quindi, a parte le prime due notti, abbiamo soggiornato da lei e non possiamo fornire notizie sulle strutture dove pernottare e in parte dove mangiare. Scriviamo comunque questo resoconto per indicare i luoghi che a nostro avviso meritano una visita e per esprimere le emozioni che tale viaggio ci ha regalato.

GIORNO 1 (13/05/07): PISA – BILLUND Il viaggio comincia con un treno, poi un altro e poi un altro! Già, perchè noi siamo residenti in romagna tra Forlì e Cesena ci tocca prendere il treno per Bologna, cambiare per andare a Firenze e cambiare nuovamente per Pisa. Tutto questo perchè l'aeroporto di Pisa è uno di quelli che ha maggiori partenze della Ryanair e c'è anche quella che ci interessa: Billund, pressochè anonima città dello Jylland centrale (se non fosse per Legoland!). In treno è un caldo bestiale (ma siamo solo a maggio!) comunque la fermata alla stazione di Pisa aeroporto è comodissima, praticamente di fronte all'entrata. Il volo parte come al solito (con Ryanair) in orario alle 19.50 e arriviamo puntuali in Danimarca alle 21.45. Ora dobbiamo noleggiare un'auto – lo facciamo da Europcar – per un giorno, visto che la riporteremo la sera sucessiva e raggiungere il bed and breakfast che abbiamo prenotato on line. Trattasi dell'Havrevang bed and breakfast che potete rintracciare sul sito www.Visitbillund.Dk (purtroppo è tutto in danese ma è piuttosto immediato e si riesce a capire abbastanza), gestito da Thora Giol Rasmussen e Gunnar Molby Rasmussen che vi risponderanno alla mail nel loro inglese non prettamente perfetto. Noi ci siamo accordati per 1200 corone danesi a coppia per due notti, corrispondenti a circa 160.00€ in tutto (40.00€ a notte) ma senza colazione, che comunque sarebbe da fare in un hotel a circa 700 metri. Considerando il costo della vita in Danimarca e la scarsità di strutture ricettive in zona Billund non ci è andata male. Il gestore della struttura è stato così gentile da inviarci una mappa per raggiungere il B&B dall'aeroporto così partiemo senza indugi. Imbocchiamo una stradina buia e sterrata e noi cominciamo a sperare che il B&B non sia una bufala! In realtà arriviamo ad una specie di depandance di una ampia casa immersa nel verde e ritroviamo subito le immagini che avevamo in mente della Danimarca. C'è un piccolo patio con tavolino e sedie in metallo, la bandiera danese sventola forte al vento gelido e la stanza comprende un letto matrimoniale, due letti a castello, il bagno piccolo ma ben tenuto, due poltrone e un tavolino, televisione e il necessario per il te o il nescafè (immancabile in molti paesi nordici). Raggiungiamo l'ingresso della casa, suoniamo ed esce un signore che non parla una parola di inglese! Per fortuna riusciamo a capirci a gesti e lui ci fa capire che la camera è pronta e che pagheremo il giorno successivo. La stanchezza del viaggio sopraggiunge presto e ci addormentiamo nel caldo letto consapevoli che il freddo all'esterno ci accompagnerà per l'intera settimana.

GIORNO 2 (14/05/07): JELLING - RIBE Ci svegliamo presto perchè vogliamo sfruttare al massimo la giornata con l'auto a noleggio e partiamo per Jelling un paesino a circa km da Billund, dove vedremo la Jelling Kirke, una chiesa risalente al 1100 circa. Il paese è decisamente calmo, pieno di alberi e aiuole ovunque e la chiesa spicca in una vasta area verde al centro di esso. L'edificio è imbiancato a calce all'esterno e all'interno (merito della Riforma del '500 che ha coperto molti affreschi ritenendoli espressione tipica del cattolicesimo), ma per fortuna sono stati riportati alla luce una serie di affreschi nell'abside che sono tra i più antichi dell'intera nazione (XII secolo). Un'altra attrattiva del luogo è la presenza di due enormi pietre runiche ben conservate all'esterno, con diverse raffigurazioni – tra le quali la più antica immagine di Cristo che si conosca in Scandinavia – e un'iscrizione di Aroldo Denteazzurro, figlio di Gorm re della regione nel X secolo. Facciamo più foto e riprese da varie angolazioni e rimaniamo stupiti dalla finezza delle immagini e dall'immane silenzio del posto. La chiesa è circondata da un piccolo cimitero che sembra uscito da una cartolina vittoriana con vialetti e piccoli recinti di basse siepi dove sono poste le lapidi dei defunti. Inoltre ai due lati lunghio della chiesa vi sono due alti tumuli sepolcrali, ritenuti dagli studiosi il luogo di sepoltura di Gorm e delle sue mogli, sebbene non siano stati trovati resti umani al di sotto di essi (probabilmente sono stati spostati successivamente sotto la chiesa); saliamo tramite una stretta scala e possiamo avere una bellissima visuale della chiesa, delle pietre e dell'ordinato cimitero, e via con altre foto! Lasciamo quest'area tranquilla dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e partiamo per Ribe, la cittadina medievale meglio conservata di tutta la Danimarca. Durante il tragitto per strade dritte e ben tenute ci attraversa anche un cervo bello grosso: il verde e la natura sono il carattere predominante di questo Stato. Appena arrivati ci rendiamo conto che il centro è tutto a misura d'uomo e quindi percorribile a piedi senza problemi: lasciamo l'auto in un parcheggino e mentre comincia una leggera pioggia ci avventuriamo nelle graziose vie cittadine lastricate. Per prima cosa visitiamo i punti più lontani dal centro: la Sankt Catharinae Kirke del XV secolo in tipici mattoni rossi, con un bel pulpito in legno intagliato (in Danimarca queste opere sono comuni nelle chiese e sono davvero stupefacenti!) e un chiostro interno; poi il Ribes Vikinger, un museo di storia medievale con esposizioni nuove e accurate. Vi sono molti reperti che illustrano la vita dei vichinghi e due sale dove viene ricostruito un villaggio vichingo e uno scorcio di villaggio del '500. Bisogna aprire una parentesi sul discorso ricostruzioni in Danimarca: non essendovi numerose testimonianze archeologiche, lo stato, al quale a differenza dell'Italia non mancano i fondi da investire nel settore culturale, incentiva la nascita di vari parchi tematici, dove edifici e "attori" in carne e ossa ricostruiscono, sulla base di studi archeologici, la vita nei periodi passati. Di certo è un modo pratico e immediato, anche se un pò artificioso, per illustrare la funzione di strutture o manufatti che che sarebbero di difficile comprensione ai non addetti e comunque sottolinea una continua voglia di incentivare la proposta culturale della Danimarca. Chiusa parentesi, usciamo dal museo e ci dirigiamo verso la piazza principale, dove entriamo nella slanciata Ribes Domkirke, la cattedrale risalente addirittura al 948 e poi più volte restaurata. La chiesa fa più impressione da fuori che da dentro, ma se la giornata è soleggiata e siete abbastanza atletici non mancate di salire sul campanile del 1333 (248 scalini per 52 metri) per avere un panorama della cittadina e della campagna circostante (noi ci siamo andati nonstante la pioggia). Pranziamo in un luogo favoloso, il Weis Stue: dentro le stanze sono piccole e scure, legno e mobilio d'epoca dappertutto, porte inclinate e atmosfera da villaggio del '600; se non fosse per i turisti in abiti moderni sembrerebbe di essere tornati indietro nel tempo! Io prendo una zuppa di verdure con formaggio filante e Irene una bistecca di carne macinata condita con salsa barbecue...Mmm ottimo, poi qualche contorno, birra e circa 30.00€ a testa! Abbiamo un pò esagerato ma il posto merita davvero, sebbene ci sia un pò di aria pesante, perchè in Danimarca (all'epoca del viaggio) si può ancora fumare nei locali pubblici. Facciamo due passi per le vie cittadine, seguendo l'itinerario proposto dalla Lonely Planet e osserviamo parecchie case a graticcio ben conservate, con finestre e porte inclinate e dei piccoli specchietti presso alcune finestre che servivano agli abitanti per osservare chi passava in strada senza doversi sporgere o aprire il vetro, davvero ingegnoso e antesignano del reality! Infine arriviamo al Radhus, il municipio, stupenda costruzione in mattoni con il famoso nido di cicogne sul tetto...Purtroppo gli uccelli non ci sono, ci dicono che solitamente si presentano verso aprile, comunque scattiamo foto di rito lo stesso. Nel tardo pomeriggio torniamo verso Billund, lasciamo l'auto all'aeroporto, raggiungiamo col taxi il B&B, paghiamo la camera e consumiamo sulle poltroncine i tramezzini e la frutta presi in un supermarket, perchè troppo stanchi per uscire. Il giorno seguente ci aspetta il tragitto per raggiungere la nostra amica Lucia ad Aalborg! GIORNO 3 (15/05/07): BILLUND – AALBORG Ci alziamo alle 7.00 e dopo una colazione con biscotti del supermarket e te preparato in camera raggiungiamo tramite taxi il punto dove passa il pullman per Vejle. Arriva il mezzo e un simpatico ragazzone danese, che dalle nostr valigie capisce che siamo turisti, ci chiede dove dobbiamo andare e ci dice che quello è il nostro pullman; il tragitto dura circa 50 minuti con sottofondo di musica country (!) e paesaggi piatti e verdi che mi ricordano l'Irlanda. Vediamo anche molte turbine eoliche, enormi pali con eliche a tre raggi che caratterizzano tutta la bassa e ventosa Danimarca e le consentono di produrre una quantità di energia tale, che ne hanno in eccesso e devono esportarla. Mitica energia rinnovabile! La stazione di Vejle è piccola, moderna e pulita (proprio come in Italia!), e ci mettiamo un attimo a fare il biglietto su una specie di intercity comodissimo e silenzioso. Arriviamo a Aalborg verso mezzogiorno, dopo circa due ore di piacevole viaggio, e la Lucia è come al solito un pò in ritardo, così ci mettiamo ad aspettarla fuori dalla stazione: mamma mia che freddo e che vento gelido, si insinua nelle ossa e ci congela orecchie e naso! Del resto abbiamo percorso più di 130 km in linea d'aria verso nord e i leggerissimi rilievi dello Jylland centrale sono ormai scomparsi, lasciando il vento libero di sfuriare. Dopo poco arriva comunque la nostra amica con la sua piccola Jeep (che sarà il nostro prossimo mezzo di trasporto) e con nostra sopresa è in maglietta a maniche corte con sopra una giacca della tuta aperta e coi capelli ancora umidi dalla doccia! "Ma sei pazza?" le diciamo, ma poi capiremo che abituarsi al clima danese comporta anche una strana resistenza fisica alle temperature basse di questa zona. Ci sistemiamo nella camera per gli ospiti del suo grazioso appartamento (grazie ancora sorellina), mettiamo qualcosa sotto i denti, e, dopo esserci dati una rinfrescata, usciamo per le vie della fredda Aalborg, città giovane e universitaria. Imbocchiamo Algade e notiamo ancora il patriottismo danese nello sventolare di parecchie bandierine con la croce bianca su sfondo rosso; ci sono molti negozietti di artigianato che non paiono essere i soliti luoghi per turisti e siamo attratti dal gusto nordico per arredamento e giardinaggio. Ad un certo punto notiamo una specie di cabina-ascensore che va sotto terra e capiamo che si tratta di un'altra stranezza danese: è il Grabrodrekloster Museet, museo sotterraneo comprensivo di un paio di stanze che fa luce sul ritrovamento delle fondamenta di un'abbazia francescana. La cosa interessante è che non vi è personale, si inseriscono le monete (20 corone, 2.70€ circa) e si scende nei sotterranei illuminati e corredati di panelli interattivi (ovviamente c'è anche un numero di emergenza per eventuali problemi, comunque è da sconsigliare ai claustrofobici). Dopo questa breve visita proseguiamo verso la Budolfi Domkirke, cattedrale del XII secolo sempre imbiancata a calce, a parte la volta dell'atrio con interessanti affreschi raffiguranti i simboli degli evangelisti. Da notare all'interno le decorazioni in legno del pulpito e dei seggi per i nobili e l'altare barocco. A circa 50 metri dalla chiesa, sempre su Algade, si trova il Museo Storico di Aalborg, che ha un prezzo d'ingresso di 20 corone, ma essendo martedì l'entrata è gratuita (e vai!): l'edificio contiene degli oggetti del passato tra i più vari, a partire dagli anni 50-60 del secolo scorso indietro fino alla stratigrafia di uno scavo preistorico. Le didascalie non sempre sono chiare e forse ci sono un pò troppe cose disposte in ordine caotico, ma l'attrattiva maggiore è rappresentata da una magnifica camera risalente al '600, dalle pareti interamente in legno, smontata da una casa di Arhus, e ricomposta in originale qui; le piccole finestrelle con vetri opachi e il legno scuro danno un'idea di che tipo di luminosità si doveva percepire a quei tempi e fanno capire quale rischio si correva ad utilizzare candele o lanterne per illuminare gli ambienti. Arriviamo fino al porto che da sul''immenso fiordo che in pratica divide la parte all'estremo nord dal resto dello Jylland e facciamo due passi nel cortile interno dell'Aalborghus Slot, che dovrebbe essere un castello, ma sembra più un palazzo medievale. Tornando verso casa della Lucia, Irene nota Sostrene Grene, negozio che fa parte dell'omonima catena nordica, e ci si infila senza remore: compriamo qualche piccolo oggetto da casa (tipo tovaglie, porta saponette, ecc.) e altre cosucce tipo caramelle, infusi, varie ede eventuali...Di sera ceinamo con Lucia e Alex, il ragazzo greco di lei, che ci prepara dell'ottimo tzatziki e delle gustose polpette di carne e cipolle con pita: vai di globalizzazione e multietnia! Tra una chiacchera e l'altra è ora di andare a letto, perchè domani noi andremo ad Arhus con l'auto di Lucia e i nostri amici andranno in università

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