Partenza il 10/8/2007 · Ritorno il 24/8/2007
Viaggiatori: fino a 6 · Spesa: Da 500 a 1000 euro

Danimarca e un po’ di svezia: fly & drive & hostel

di La Redazione - pubblicato il

14 giorni (10-24 agosto 2007) 4 persone volo Bergamo–Lubecca + noleggio auto SW (...Subito ribattezzata Heidi) 2850 km percorsi 1100 € a testa tutto compreso (volo aereo, noleggio auto, pernottamento in ostello, vitto, ingressi, benzina, varie) Estate, quindi mare... E difatti volevamo andare a Creta...Ma alla fine per mille motivi (non ultimo il fatto di poter partire solo ad agosto, anziché a luglio come pensavamo) ci siamo ritrovati in tutt’altro contesto, ben più nordico e molto meno balneare! Importanti nella scelta della destinazione sono state le letture incrociate della fida Lonely Planet e di alcuni articoli su riviste di viaggio, e l’entusiasmo di un collega che ci era stato l’anno passato. Queste cose ci hanno talmente coinvolto, che già a marzo pianificavamo itinerari e richiedevamo depliant e cartine sul web (www.Visitdenmark.Com e www.Visitsweden.Com , entrambi anche in italiano, danno anche rimandi ad altri siti web specifici per le località che interessano).

ASPETTI ORGANIZZATIVI Un rapido giro su internet ci chiarisce subito due cose: che il volo su Copenhagen è molto più caro che un volo verso il nord della Germania, e che il noleggio auto in Germania costa quasi la metà che in Danimarca. Detto, fatto: volo Bergamo-Lubecca con Ryanair (90 € a testa compreso l’imbarco di un bagaglio) e noleggio di un’auto SW presso www.Economycarrentals.Com, un broker che si appoggia a compagnie diverse a seconda della località.. La nostra auto si rivelerà essere della Sixt (460 € per due settimane, prezzo inferiore a quello proposto dalla Sixt direttamente sul loro sito; si pagano 80 € alla prenotazione, poi il saldo alla riconsegna dell’auto).

Resta da decidere cosa fare per il pernottamento...Di hotel meglio non parlare, i prezzi medi per una doppia senza colazione si aggirano sui 90-110 € a notte... niente camping (anche se un po’ ci spiace, affezionati come siamo alla vacanza in tenda) perchè il rischio meteo è troppo alto (...E mai decisione fu più saggia).

...E se provassimo l’ostello? Nei paesi scandinavi è una opzione di soggiorno molto gettonata, non solo dai giovani ma anche dalle famiglie... su www.Danhostels.Com (in danese e inglese) la mappa interattiva della Danimarca ne riporta un numero altissimo, con possibilità di prenotazione online e dettagliate descrizioni dei singoli ostelli... Non ci sono camerate, ma stanze da 2-4-6 persone con letti a castello, spesso con il bagno in camera. Le camere da 4, perfette per le nostre necessità, si aggirano intorno ai 50 € a notte..Il che significa spendere solo 12€ a testa al giorno per dormire! E nelle foto le camere non paiono affatto male... aggiudicata la soluzione ostello! La medesima soluzione la troviamo anche per la Svezia, dove ci sono due catene di ostelli: quella ufficiale (STF, su www.Svenskaturistforeningen.Se ) che richiede la tessera HI (come anche gli ostelli danesi), e quella privata (SVIF, su www.Svif.Se ), che non la chiede. Proveremo entrambe, sempre con soddisfazione.

Facciamo la tessera internazionale in Italia (presso gli uffici comunali giovani, o presso il locale ostello, se c’è...Maggiori info su www.Hihostels.Com e www.Ostellionline.Org ) perché costa meno che in Danimarca (17 € anziché 22, per i maggiori di 26 anni...Esistono offerte per famiglie con bambini), e perché senza tessera a ciascun pernottamento deve essere emessa una tessera provvisoria che costa 35 DKK, cioè circa 5 €... se si sta più di tre notti conviene farla, scade a fine anno solare.

Inizialmente pensiamo di prenotare solo l’ostello di Copenhagen, dove saremo proprio nei giorni di Ferragosto...Ma l’itinerario è ormai deciso e condiviso, e ci viene un po’ di timore nel leggere di altri turisti agostani che hanno perso ore a procacciarsi un pernottamento...Questo ci spinge a prenotarli tutti, tramite l’efficientissimo sito web. Alcuni ostelli ci richiedono il pagamento anticipato della prima notte con CC, altri l’intero importo, altri ancora solo una conferma via mail e il saldo all’arrivo... un solo ostello (quello di Møn) ci chiede un bonifico bancario, che essendo fuori area euro risulta un po’ salato... Qualche dettaglio in più sugli ostelli, con l’intento di ...Rispondere alle domande che avevamo noi prima di partire! Prenotato via web l’ostello, arriva una mail di conferma che va consegnata alla reception; attenzione a presentarsi all’ostello entro l’orario indicato nella mail (in genere entro le 12 e tra le 16 e le 18, ma può essere diverso da ostello ad ostello) perché le prenotazioni sono valide solo fino a quell’ora. Se si prevede un ritardo, è possibile concordarlo, telefonando la mattina stessa entro le 12. A proposito, tutti parlicchiano/parlano inglese, anche i benzinai, le cassiere dei supermarket e i panettieri. Che vergogna noi italiani, popolo monolingue. Tra le 12 e le 16 in genere la reception è chiusa. Al momento del check-in viene comunicato l’orario entro cui lasciare la camera (in genere le 9.30 - 10) e l’orario della colazione (in genere 7.30-9), se la si vuole fare in ostello (40 - 50 DKK a testa, un amplissimo buffet dolce e salato che fa impallidire di vergogna tutte le italiche colazioni d’hotel... noi facendola abbiamo spesso saltato pranzo). In ogni caso tutti gli ostelli hanno una o più cucine comuni, attrezzate di tutto (pentole, padelle, posate, piatti e bicchieri, ecc), in cui cucinare e mangiare per conto proprio. Noi le abbiamo spesso usate per cenare; in genere sono abbastanza fornite di tutto. Nel dubbio ci siamo portati piatti e posate, ma si poteva tranquillamente usare ciò che c’era. Non sempre c’è il “set di sopravvivenza” del cuoco da ostello, cioè olio e sale. Piuttosto compratene un po’ a inizio viaggio e poi lasciate l’avanzo nell’ultimo ostello in cui soggiornate. Le camere da 4 hanno due letti a castello, forniti con piumino e cuscino, più in genere un tavolo e delle sedie; non sempre c’è un armadio. Lo spazio è spesso minimale, ma comunque ci si va solo per dormire. Nei letti bisogna usare le lenzuola (vietato il sacco a pelo) quindi portatevele, sennò vanno noleggiate. Il concetto di base dell’ostello (che non è un albergo) è che chi usa qualcosa, dovrebbe lasciarlo meglio di come l’ha trovato...Quindi si lava e si ripone il materiale di cucina, si asciuga il pavimento del bagno dopo la doccia, si rifanno i letti e si passa l’aspirapolvere in camera, si vuota il cestino (occhio, c’è sempre la raccolta differenziata, ma è spesso incomprensibile perché i cartelli sono solo in danese...Meglio guardare dentro il cestino cosa c’è...Le bottiglie di plastica e le lattine si possono riconsegnare nei supermarket e si riceve un bonus, o direttamente delle monete, c’è una macchina automatica apposita). Spesso c’è la lavanderia a gettone (completa di detersivo) e l’asciugatrice; l’abbiamo usata diverse volte, per evitare di portarci dietro troppi cambi.

La colazione si può pagare all’arrivo, anche se la prenotazione online prevede la possibilità di pagarla insieme alla camera... Talvolta viene rilasciato un tagliandino da consegnare la mattina a colazione, più spesso non viene chiesto nulla (non è nella mentalità danese che qualcuno usufruisca di un servizio senza pagarlo...La metro a Copenhagen non ha i tornelli all’ingresso, nei paesi i giardini delle case non hanno recinzioni, e le porte sono aperte sulla via...Un altro mondo davvero!!). Le carte di credito sono molto più usate che da noi, anche per spese minime...Attenzione perché spessissimo viene richiesto il PIN (anche se è un pagamento, non un prelievo di contante) anziché la classica firma della ricevuta. Talvolta c’è un piccolo ricarico se la CC non è danese, ma cmq è scritto su un cartello, e si tratta di pochi spiccioli.

Le indicazioni stradali per raggiungere gli ostelli sono molto numerose nell’isola di Sjellen (l’isola di Copenhagen, per intenderci) mentre latitano altrove... meglio stamparsi a casa le indicazioni stradali (reperite su mappy o viamichelin) prima di partire, e in autogrill o ad un Tourist Info prendere una copia della carta delle autostrade danesi (è un libretto gratuito che si chiama Motorvej) perché riporta la localizzazione della maggior parte degli ostelli (sebbene non dettagliatissima), ha le mappe delle principali città ed è la carta più dettagliata che abbiamo trovato, davvero utilissima! IL VIAGGIO 10/08 La marcia d’avvicinamento a Bergamo è lunga.. Da Torino andiamo ad Alessandria, per recuperare gli altri due partecipanti, poi a Lodi dai suoceri per farci scarrozzare all’aeroporto e non dover lasciare la macchina due settimane a pagamento. Arriviamo a Lubecca alle 10 di sera, e subito capiamo cosa vuol dire nord Europa: DILUVIA! Le valigie arrivano fradice, e anche noi ci laviamo a percorrere i pochi metri dall’aereo al capannone (si, la zona arrivi è un capannone, coperto da un tendone bianco...). Perlomeno non fa freddo, ci saranno 20 gradi.

Ritiriamo l’auto alla Sixt, è una Focus famigliare nuova (solo 720 km!). Attenzione: la carta usata per la prenotazione viene bloccata per un importo doppio rispetto al noleggio, per verificare la disponibilità a coprire eventuali danni. Viene prelevato davvero solo il costo del noleggio, alla riconsegna dell’auto, ma la cifra totale non viene sbloccata fino alla fine, tenetene conto per l’uso della carta.

La prima notte la passiamo all’Etap Hotel di Lubecca (che visiteremo però al ritorno). Una catena ACCOR di hotel spartani ma dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, che già abbiamo usato in passato (i Formula1 con bagno in comune, gli Etap con bagno in camera). Dopo una mezz’oretta di peregrinazioni sotto la pioggia, ci rendiamo conto di essere su una strada diversa da quella indicata da mappy...Ecco perché non troviamo l’Hotel! Doccia e poi a nanna..Notte agitata per il traffico fuori della finestra, ma comunque...Siamo in vacanza!! 11/08 Dopo colazione, statale verso Puttgarden, dove prenderemo il traghetto per la Danimarca. Ci sono diversi traghetti ogni ora, non serve prenotare o pre-acquistare il biglietto. Noi ci imbarchiamo dopo 20 minuti di attesa. Sul mare c’è nebbia, si diraderà solo a metà percorso. Il viaggio dura circa un’oretta, ne approfittiamo per un panino al self-service.

Sbarchiamo: siamo in Danimarca!! Già l’avevamo capito dal numero di impianti eolici...D’altronde la Danimarca produce più di un quarto del fabbisogno energetico con il vento.

Tutta autostrada fino all’isola di Bøgo, dove usciamo, direzione isola di Møn. Sono collegate da ponti e terrapieni, ogni tanto si passa su specchi d’acqua che non siamo in grado di identificare come marini o di acqua dolce...Sarà che il tempo è cupo e a tratti piove (molto poco balneare, per noi mediterranei) sarà che l’erba dei pascoli arriva fino in acqua (praticamente le vacche brucano in spiaggia!) ma non sembra proprio che sia mare! L’isola è molto bella, piccoli paesini di casette a graticcio e tetti di canne, chiesette bianche, cavalli e mucche al pascolo...Davvero idilliaco! Deviamo per la chiesa di Fanefjorde, ma le indicazioni non brillano per chiarezza e completezza... dopo un giro nel mondo rurale, ci ritroviamo daccapo sulla statale e lasciamo perdere... tra l’altro piove! Ci fermiamo a Stege, dove mangiamo qualcosa in un bar. Il dehor (come tutti, qua, scopriremo) è attrezzato di coperte per gli avventori: piuttosto che stare al chiuso in estate, si avvolgono nella coperta per non congelare...Col vento freddo che tira...Altra costante del paesaggio: i ciclo-turisti. Migliaia di persone, nelle due settimane che passeremo qui... tutte con i bagagli sulla bici, l’impermeabile, il caschetto e spesso i figli piccoli nel carrettino telonato al traino. Davvero un’altra idea di vacanza. E un’altra quantità di figli pro-capite. La famiglia-tipo ha tre figli, tutti tra 0 e 5 anni. Sono quasi le 16 e siamo attesi entro le 17 in ostello. Tralasciamo le chiese affrescate di Keldby e Elmelunde, le vedremo domani, e arriviamo all’ostello, vicino alle famose scogliere. La casa è antica, in riva ad un lago, la nostra camera, come in tutte le case antiche che visiteremo, è tutta storta e pendente, il bagno e le docce (immacolati) sono in corridoio. Lasciamo Luca, distrutto, a collaudare il letto a castello, e visto che non piove più andiamo a piedi fino alle scogliere (10 minuti, dall’ostello). La vista è spettacolare: dall’alto il bosco di faggi sembra trattenere la roccia bianca, che in effetti in diversi punti è franata in mare... il gesso della roccia si scioglie in acqua, e il mare è lattiginoso per diversi metri dalla spiaggia. Percorriamo un po’ del sentiero in costa, domani scenderemo giù.

Per cena andiamo a Klintholm Havn, un villaggio di pescatori sulla costa sud. Mangiamo fuori nel dehor, e il tramonto è impagabile. Siamo davvero in vacanza.

12/08 La nostra prima colazione a buffet: che spettacolo! Affettati, formaggi, aringhe (ebbene si,...E sono pure buone!) pane di ogni tipo (delizioso e morbidissimo...Da abbuffata di solo pane!) yogurth, miele, marmellate, corn flakes, latte, caffè e the, succhi di frutta...E chi si alza più?? Riconsegnata la camera, scendiamo lungo la strada (sterrata ma perfetta) all’interno del parco fino al parcheggio del nuovo museo. Alle spalle del museo parte una delle scale di legno che in circa 400 gradini portano in spiaggia. Scendere è stato lunghetto...Risalire micidiale!! Gli scorci dalla spiaggia però ripagano della fatica...E che dire della spiaggia, che dall’alto sembrava di sabbia, ma...È di gesso anch’essa! Dura come cemento! Riprendiamo la strada e ci fermiamo a visitare le due antiche chiese affrescate di Keldby e Elmelunde, molto carine... vediamo per la prima volta che i cimiteri in Danimarca sono raccolti intorno alle chiese, in piena terra, senza grandi lapidi urlanti né ecomostri di cemento a 8 piani...Sembrano tutti dei giardino all’inglese davvero particolari e gradevoli, dove sedersi a leggere il giornale per mezz’ora su una panchina, rastrellare la ghiaietta del viale, salutare il bisnonno e poi andare a casa...Tutt’altro contesto che da noi, davvero... Lasciata Møn, risaliamo con l’autostrada verso Copenhagen, dove dormiremo. Tappa però a Koge, dove la LP suggerisce una visita al centro cittadino. Molte case a graticcio, una grande piazza ariosa, la cattedrale e il porto...Facciamo un giro e uno spuntino con un kebab, poi visto che è presto decidiamo di visitare anche il parco del castello di Vallø, nei dintorni. Il castello è privato, di proprietà di una fondazione reale che alloggia qui le donne nubili di famiglia nobile (!!); il parco, bellissimo, è aperto al pubblico. Verso le 16.30 entriamo nella periferia di Copenhagen. Grazie al mitico libretto Motorvej, ci districhiamo senza alcun problema nel dedalo di svincoli e circonvallazioni, e arriviamo all’ostello al primo colpo! Abbiamo prenotato all’ostello Amager, sulla stessa isola dove c’è anche l’aeroporto, nei pressi del Bella Center, un centro congressi di recente inaugurazione. A CPH ci sono diversi ostelli, abbiamo scelto l’Amager perché ha un ampio parcheggio gratuito per l’auto, è comodo alla metro (10 minuti a piedi) e costa meno degli altri più centrali. Pur essendo in periferia, è in un ampio parco verde, poco rumoroso, ed è nuovo, con ampie zone comuni e arredamenti molto allegri. La camera è da 5, al piano terra con vista sul giardino, ed è una piazza d’armi. Il bagno (in camera) è addirittura più grande di quello che abbiamo a casa nostra! Disfiamo i bagagli, facciamo una doccia e poi collaudiamo la nostra prima cucina comune. Ambiente molto internazionale, e soprattutto molto vario come età: si va dai ragazzini alla loro prima vacanza da soli, alle famiglie con bambini, ai gruppi di amiche anzianotte.

Dopo cena prendiamo la metro al vicino centro congressi (Bella Center) e andiamo a dare una prima occhiata al famoso Nyhavn. Foto di rito con il cielo colorato di rosa, e poi a nanna, siamo cotti.

13/08 Oggi CHP! E non piove! Anzi, c’è un bel sole e fa caldo..Non ci sembra vero! Colazione, metro fino in centro, e poi...Tutti i grandi classici turistici: gita in battello (1 h, dal Nyhavn) per orientarci, passeggiata fino al Kastellet con foto di rito alla Sirenetta (che delusione, però...Davvero una trappola per turisti), Marmorkirke (neoclassica, non ci è piaciuta), cambio della guardia all’Amalienborg (ci capitiamo per caso all’ora giusta, ma dopo un po’ ci scocciamo e lasciamo i bravi soldatini a sudare copiosamente sotto i cappelloni di pelo..Poverini erano paonazzi!), parco del Rosemborg slot (ci sono i gioielli della corona, ma non entriamo) dove in pieno spirito danese ci sdraiamo al sole nel prato per un’oretta a fare la pennichella, cattedrale (davvero orrenda) e Rundetorn (bel panorama da sopra), poi ultima passeggiata lungo lo Stroget, dove però sono le 17.30 e molti negozi stanno chiudendo...Si, perché in Danimarca gli orari dei negozi sono davvero nordici: chiusura alle 18 in settimana, alle 17 il sabato, domenica tutto chiuso. Ma proprio tutto!! Solo i supermarket in settimana chiudono alle 20, il sabato alle 17 anche loro, alcuni sono aperti la domenica mattina ma solo fino alle 12. Tra l’altro non esistono i grandi centri commerciali e gli ipermercati di cui trabocca la ns pianura padana...Tutti spacci di piccole.Medie dimensioni, nessuno fa la spesona periodica, ma tutti vanno frequentemente (in bicicletta of corse, al massimo col rimorchietto telonato che serve per i bambini) a prendere quel che serve. Sera in ostello, i piedi chiedono pietà e la biancheria chiede di essere lavata.

14/08 Siamo indecisi: ancora CPH, per vedere magari l’orto botanico che ieri (lunedì) era chiuso come tante altre cose, oppure si va fuori città? Tra un boccone e l’altro, vince la seconda opzione: Roskilde prima destinazione! In mezz’ora di autostrada siamo lì, visitiamo la cattedrale (carina) e poi facendo una bella passeggiata in mezzo ad un curatissimo ( ..E quando mai non lo è?) parco pubblico scendiamo fino in riva al fiordo per visitare il museo delle navi vichinghe. Lungo il percorso, come mio solito, quasi mi slogo una caviglia in un invisibile avallamento del sentiero. Davvero una frana. Accanto al museo, proprio sul mare, c’è un ostello DH. Peccato non averlo provato, è molto moderno e sembra avere una vista fantastica! Il museo espone le cinque navi recuperate in fondo al fiordo, ma soprattutto presenta laboratori dal vivo in cui con le medesime tecniche di allora sono state ricostruite e varate le medesime navi recuperate...Ci sono video, artigiani al lavoro, un laboratorio di restauro dove si mostrano le tecniche di recupero e conservazione, una finta nave vichinga dove salire vestiti da vichinghi per fare le foto (...Ebbene si!!! Non volevamo + scendere) e un intero porticciolo di navi vichinghe, con cui volendo si può fare un giro in mare. Molto coinvolgente! Risaliamo alla chiesa e poi riprendiamo la strada verso nord, destinazione Hillerod e il castello di Fredriksborg. Arriviamo in circa un’ora di strada statale: il castello sorge in mezzo ad uno splendido lago, e ha un parco barocco affacciato sul lago davvero eccezionale. Visitiamo anche gli interni, meritano davvero. All’uscita, una fetta di torta proprio accanto al castello e poi rifocillati riprendiamo il cammino. Decidiamo di rientrare a CPH lungo la costa dell’Oresund: ci fermiamo a Rungsted al porto, poi scendiamo fino alla prima circonvallazione di CPH, tra ville hollywoodiane (alla maniera danese, cioè col giardino che è un parco, e le finestre che sono bovindi vista mare) e Barbara che come suo solito dopo aver suggerito l’itinerario poi dorme, ignara del paesaggio. Spesa a un SuperBrugsen, e cena in ostello. A proposito, una notarella very-italic: la pasta Barilla si trova facilmente, e costa come da noi. I sughi si trovano di diverse marche, italiane e danesi, e non sono male. L’acqua in bottiglia è cara (come fosse una bibita) perché tutti bevono quella del rubinetto (buonissima).

15/08 Oggi è Ferragosto, ma guardando fuori della finestra si direbbe ottobre...Piove e il cielo è cupissimo. Lasciamo l’ostello per spostarci in Svezia, dove faremo qualche gg in Scania, la regione più meridionale. L’ostello è vicinissimo all’autostrada per Malmo, quindi in pochi minuti siamo nel tunnel...Si, prima del ponte c’è un tunnel, che sbuca in un’isola artificiale creata apposta come base per l’innesto del ponte. Il ponte è spettacolare, leggerissimo ed etereo..Eppure è immenso, altissimo sul mare. Il pedaggio si paga in Svezia, 30€, anche con CC. Durante il tragitto piove, ma giunti a Malmo smette, per fortuna. Lasciamo l’auto lungo il fiume in un parcheggio a pagamento (servono tanti ticket quante ore si vuole lasciare l’auto, costi differenziati a seconda del colore della zona; si può pagare con CC ovviamente) e facciamo una passeggiata in centro, ma la città non ci entusiasma affatto..Sarà il tempo..Mah... Facciamo una puntata al castello, ma sembra più una fabbrichetta che un castello, e non c’è davvero nulla da vedere...Perlomeno da lì si vede bene il Turning Torso, il grattacielo che ruota di 90° dalla base alla punta, e pochi metri oltre il castello c’è un grazioso mercatino del pesce con le classiche casette in legno rosso e bianco.

Per lenire la delusione di Malmo, decidiamo di dedicare qualche ora al parco acquatico indoor A-Qua-Kul (...Si chiama davvero così), molto famoso e indicato su tutte le guide e i depliant...È alle spalle del castello, cinque minuti in auto. Ok, siamo arrivati. Ma...E’ CHIUSO! Ad agosto... è chiuso per ferie...Giusto, no? Immusoniti dall’ennesima delusione svedese, lasciamo la città e scendiamo verso sud, direzione Ystad, fermandoci ad Hollviken, al Museo vichingo di Foteviken. Si tratta della ricostruzione fedele di un intero villaggio vichingo, con tanto di arredi interni e guide vestite da vichinghi che illustrano il modo di vivere del tempo...Molto molto interessante e proposto in modo accattivante...Se non fosse che appena entriamo... inizia il diluvio! Tra una pozzanghera e l’altra, l’ombrello inservibile per il forte vento, visitiamo lo stesso tutto quanto... La guida, che parla inglese, sembra uscita da un film! Gli arredi sono stati rifatti a mano con i medesimi attrezzi disponibili allora, ci sono le pellicce nei letti e i piatti sui tavoli, alcuni animatori tessono, cuciono o spaccano la legna in abiti vichinghi...Imperdibile! Seguendo la strada costiera verso Ystad, finalmente spiove; ci fermiamo qui e là per qualche foto, anche qui i prati arrivano al mare e tanti, tantissimi cavalli pascolano tranquilli, incuranti della pioggia che va e viene. L’ostello di questa notte è alcuni km prima di Ystad. Per un colpo di fortuna, lo troviamo subito, seguendo una strada “alternativa” che per un tratto è pure sterrata, ma il posto è davvero bello: un villaggetto sperso tra i campi, in lontananza il mare, cavalli e giardini fioriti, qualcuno che passa in bicicletta. Un’altra dimensione! Il gestore attacca bottone in spagnolo, nonostante che gli diciamo essere italiani; Luca ne approfitta per hablar un poco el idioma. E svela il mistero: la moglie del gestore è spagnola, anzi canaria! Che cambio di latitudine e di clima, povera donna! Luca decide per il solito collaudo del letto, noi facciamo un giro del paese per fare qualche foto alle case; dopo una mezz’oretta rientriamo al galoppo perché inizia un bel temporalone! Dopo la doccia, andiamo ad Ystad a cenare.

La città è bella davvero! Ben tenuta, molto antica, con tante piccole casette colorate e alcuni palazzi pubblici settecenteschi. Ceniamo alla birreria Bryggeriet, consigliata dalla LP, ed è in effetti un’ottima scelta, mangiamo bene, nel cortile interno di un antico birrificio. Molto caratteristico.

16/08 Oggi prima tappa al sito megalitico di Ales Stenar, la Stonehenge della Svezia... Il tempo ovviamente è cupo, anche se asciutto...Ma oggi è il quadro giusto per accrescere il fascino senza tempo di questo sito! Lo raggiungiamo con una passeggiata di una ventina di minuti salendo in mezzo ai campi, fino alla cima della collina che poi strapiomba sul mare. L’accesso è libero e gratuito, non c’è nessuno intorno per km, a parte le mucche, le case sono in paese e qua c’è solo erba e vento. Riflettiamo su come da noi in Italia ci sarebbero una strada a tre corsie x portare i pullman di turisti caciaroni direttamente all’ingresso del sito, che avrebbe il biglietto d’ingresso, i baracchini dei souvenir, e il furgone che fa hamburger e patatine con lo stereo a palla (e un congruo volume di rifiuti). Qua invece non c’è nulla, solo silenzio e gabbiani, e la strada te la conquisti gambe in spalla, pioggia o sole che sia. Che soddisfazione! Torniamo indietro con le prime gocce di pioggia della giornata, ma smette subito, anzi, quasi c’è il sole! Deviamo verso Loderups Strandbad, una delle tante località balneari lungo la costa, e restiamo in spiaggia più di un’ora, a prendere sole e vento a volontà. I colori sono bellissimi, e l’acqua non è poi così fredda...Se non fosse per il vento che porta via...Due signore sessantenni il bagno infatti lo fanno...Il mare non è mai granchè visibile dalla strada, si raggiunge oltre una fascia di pineta prima, e di dune poi...Nella pineta ci sono la immancabile pista ciclabile e le casette, tutti bungalow di legno colorato molto discretamente appartate tra le piante... e sul mare non c’è nulla, se non qualche faro qui e là. Che differenza con le nostre coste cementificate, le nostre spiagge assediate dalle sdraio...Ma basta, oggi sono troppo polemica! Ritemprati dalla terapia di spiaggia + gelato, ci dirigiamo a nord, verso il castello di Glimmingehus, il più antico della regione, dotato (dice la LP) di ben 11 fantasmi! E’ molto carino e molto antico, ben diverso dai castelli dell’immaginario classico: è più una roccaforte a torre, al cui interno gli ambienti spogli riescono comunque a comunicare molto. C’è pure il fossato. Stasera dormiamo a Tranas, pochi km a nord di Tomelilla. In un primo tempo avevamo pensato di fare una puntata all’isola di Oland, così bella e tanto decantata per le sue spiagge da sogno, ma per fortuna ci siamo accorti in tempo di quanta strada avrebbe comportato: ben 300 km, tutti di statale! Col tempo poco balneare che stiamo incontrando, non sarebbe proprio valsa la pena... L’ostello di Tranas si rivela uno dei più belli che abbiamo visitato: è in tre case tipiche, di legno colorato, affacciate su un laghetto (una delle case era un mulino), in un delizioso paesino campestre. La nostra family room si rivela un appartamento vero e proprio, con veranda vista lago, bagno (nuovo), angolo cottura e due camere, una sotto e l’altra nel sottotetto: splendida! Anche le zone comuni (dove prepariamo cena, osservando disgustati le manovre assurde di una famiglia tedesca che ...Cuoce la pasta e la mangia scondita come contorno, senza nemmeno scolarla perché ne ha cotta troppa in un pentolino troppo piccolo...) sono molto caratteristiche. Peccato fermarsi una notte sola! 17/08 Oggi tagliamo la Scania verso nordovest fino ad Helsingborg, dove dormiremo.

Prima tappa a Lund, dove visitiamo la cattedrale, molto bella, con uno spettacolare orologio astronomico del ‘600 perfettamente funzionante. Facciamo anche qualche acquisto, visto che x una volta troviamo i negozi aperti, poi ripartiamo verso Helsingborg. Deviamo a lato dell’autostrada alla caccia di un castelluccio visto su un depliant (il nome ahimè l’ho perduto) e incredibilmente lo troviamo, nonostante non sia indicato! È una bella residenza nobiliare del 700, con annessa azienda agricola. Il castello è privato, ma in perfetto stile nordico un cartello all’ingresso spiega la storia del castello (dove aveva soggiornato anche Linneo) e invita gli ospiti a visitare liberamente il parco.. Le zone private sono semplicemente indicate da un cartello discreto, con la dicitura , nessuna recinzione o porta chiusa. Altro che con la foto del rottweiler!! Dopo la digressione castellana, riprendiamo verso nord, oltre Helsingborg, direzione penisola di Kulla, dove piccoli borghi di pescatori e un faro ci attendono.

Visitiamo Arild, molto caratteristica, con un porticciolo di pescherecci e tante casette colorate; il bagno pubblico del porto ha un bouquet di fiori freschi sul lavandino e delle candeline accese (!!!!!). Poi Mollo, più grande e turistica, dove finalmente c’è il SOLEEEEEEEEEE! Cominciamo a capire i popoli nordici che al primo raggio di sole si sdraiano in un prato a godersela...Lo stiamo facendo ormai anche noi! Andiamo fino al faro, la zona è parco naturale e c’è un ticket per entrare in auto; il panorama dalla punta è spettacolare, il vento fortissimo...E si vede la Danimarca a occhio nudo! Per le 18 come previsto siamo a Helsingborg all’ostello, nuovo e molto bello (le zone comuni sono tutte con mobili IKEA, sembra di essere dentro un catalogo!). Mollato il bucato in lavatrice, andiamo a fare la spesa al market di fronte. E’ il primo market di grandi dimensioni che vediamo...C’è un intero banco frigo, lungo 15 metri, solo di polpette! Ecco perchè all’IKEA servono sempre le polpette...Sono il piatto nazionale! E le prendiamo per cena.

Dopo cena, tour notturno della città. Niente di eccezionale, ma la piazza con quello strano palazzo turrito che pare avere degli stuzzicadenti che escono dai lati è davvero particolare. Quando già siamo in ostello a nanna, si sentono dei fuochi d’artificio, ma non capiamo dove.

18/08 Oggi lasciamo la Scania; sarà il tempo poco felice che ci ha accompagnato, ma ci pare di apprezzare di più la Danimarca...Più curata nei dettagli, con paesaggi più belli e più cose da vedere... mah, sarà vero? Dopo colazione, traghetto: siamo vicini al porto, e in pochi minuti siamo al molo degli HH Ferries (quelli meno costosi, dopo un rapido raid tra i depliant che l’ostello espone alla receprion) e poi subito imbarcati. Il tragitto è talmente breve che non facciamo in tempo a salire sul ponte, che siamo già nel porto di Helsinør, in Danimarca! E ovviamente piove.

Parcheggiamo accanto al castello, quello famoso per essere stato scelto da Shakespeare per ambientare l’Amleto, anche se si tratta solo di finzione letteraria...Il castello era una stazione di riscossione del dazio dalle navi in transito nello stretto, dazio da cui la famiglia reale ricavava larga parte delle proprie entrate. Il castello è bello esternamente, ed è in riva al mare, con tanto di cannoni minacciosamente puntati sulla Svezia...Ci facciamo irretire ed entriamo a visitare gli interni...Errore! Sono molto spogli, poco significativi e per giunta c’è una mostra di arte contemporanea con pezzi uno più terribile dell’altro... brrr! L’unica cosa che merita un’occhiata veloce è la cappella, ma ovviamente non si può visitare solo quella... Lasciamo la città con la solita pioggerellina, direzione costa nord, ricca di spiagge e di porti di pescatori. Complice il sole, ci fermiamo un po’ sulla spiaggia di Horbaek, il vento porta via ma due impavidi giovani fanno il bagno, sotto gli occhi di una coppia in giacca a vento... Col sole, il mare assume colori e sfumature fantastici, peccato davvero non aver trovato un tempo più favorevole alle attività balneari... eppure in qualche periodo dell’anno il bagno si fa, in tutti i depliant ci sono foto di bambini in spiaggia...Sarà un fotomontaggio?! In realtà, comunque, le vacanze del popolo danese sono a luglio, dopo ferragosto la scuola ricomincia e un po’ tutto assume una patina da “fuori stagione”...Anche gli orari dei siti, come ci siamo già accorti... Dopo Hornbaek, altra tappa a Gilleleje. Il porto è molto grande, affollato di pescherecci colorati, il sole splende e le casette colorate hanno mille fiori...Davvero un quadretto splendido! Mangiamo (come tutti, ma proprio tutti!) un’ottimo fish and chips all’Adamsen fisk, al porto...E dopo aver finito ci accorgiamo che dietro l’angolo il medesimo Adamsen fisk vende anche sushi e altre ghiottonerie..Mannaggia! Quasi quasi ricominciamo!! Per una volta che abbiamo trovato un posto per mangiare pesce...Già, perché i danesi non paiono essere poi dei gran consumatori di pesce, nei ristoranti va di più la carne...Lo esporteranno tutto? Mah.. Dopo mille foto al porto e alle case, ci rimettiamo per strada...Stanotte l’ostello è a Slagelse, molto più a sud. Dopo circa un’ora e mezza di statale tranquilla, ci siamo. Slagelse non la vediamo nemmeno, in realtà saremmo voluti stare a Søro, leggiadra cittadina dove l’ostello è in riva al lago, dice la LP...Ma non c’era più posto! In effetti è sabato sera, e abbiamo capito che qui l’ostello è gettonatissimo da tutti, anche per il wknd... Ripieghiamo quindi sul più vicino, che è a Slagelse, comodo l’indomani per passare sull’isola di Funen.

Grazie alle mappe stampate a casa, lo troviamo rapidamente..Il gestore segue anche il campeggio che c’è accanto. L’ostello in realtà sembra essere un pensionato di una scuola superiore, che in estate si ricicla ad ostello... di fronte alla nostra camera in effetti c’è una classe scolastica! L’edificio è proprio squallidino, sebbene come al solito sia pulito e ordinato...Vabè, per una notte.. Chiediamo la colazione per l’indomani, ma l’omino ci dice che la domenica non la preparano (!!). E la cucina? C’è, ma...È chiusa a chiave! A parte che essendo sabato, ed essendo già le 17.30, non avremmo comunque nulla da cucinare perché ci siamo dimenticati di fare la spesa per tempo e ora non c’è modo di comprare nulla! Decidiamo di fare la doccia e poi di andare a Søro per cena.

Due caselli d’autostrada e ci siamo. Il deserto. Nessuno in giro, meno male che è sabato sera. Nessun locale aperto. Ma cosa fanno i soresi il sabato sera?? Alla fine due cose ci risollevano il morale: lo splendido lago su cui si affaccia il paese, e un ristorante cinese con buffet all-you-can-eat per soli 100 DKK! Mangiamo, e poi decidiamo che la vita notturna ha dei ritmi troppo frenetici per noi e ce ne andiamo in ostello a dormire! 19/08 Però almeno la colazione ... dove rimediarla? Entriamo in città, direzione Slagelse centro (?) e...Tutto è chiuso, nessuno in giro...Solita storia...Siamo già dell’idea che salteremo colazione, quand’ecco una panetteria! Evviva!! Compriamo un congruo tonnellaggio di croissant, sfoglie alla mela e succo di frutta, e sbraniamo tutto in quattro e quattr’otto.

Barbara insiste per vedere il sito vichingo di Trelleborg, nei dintorni ella città. Noi siamo meno entusiasti perché ci pare si tratti solo di un gran terrapieno e nulla più. Comunque partiamo alla ricerca di Trelleborg, solo che per tutta la città non è indicato nemmeno una volta...Meno male che è l’unica gloria locale! Alla fine un colpo o due di fortuna, uniti all’uso assiduo del libretto magico Motorvej, e ci siamo! Solo che.. È ancora chiuso! Dopo il 15 agosto, apre alle 10.00. E sono solo le 9.20. Ok, cambiamo isola perché queste 24 h di sfiga ci sono bastate! L’autostrada per Odense scavalca il Grande Belt con un ponte che è il fratello minore di quello sull’Oresund..A pagamento anche questo (ma sono gli unici due). Dopo il ponte lasciamo l’autostrada direzione sud, per il parco del castello di Egeskov, di cui tutti parlano.

Il castello è molto ben indicato, ha ampi parcheggi (amplissimi! Ma quanta gente ci viene??) e un biglietto d’ingresso davvero salato (solo il parco, 110 DKK a cranio!). Entriamo. Il parco è davvero molto bello, il castelluccio (ancora parzialmente abitato) è in mezzo ad un laghetto, ci sono un sacco di giochi per bambini, un percorso avventura sugli alberi, un labirinto, e nelle dependances del castello un ristorante, un museo di auto e moto d’epoca e un museo dell’agricoltura e delle carrozze davvero ben fatti e interessanti. Ovunque ci sono tavolini per il picnic, e difatti orde di danesi con bimbi e cestini stipati nel carrettino a mano (quello che hanno anche all’IKEA, ora sappiamo a cosa serve!! Davvero una bella idea!) arrivano per passare qui la giornata di domenica. Molto bella l’idea di permettere ovunque a tutti di mangiare per i fatti propri, nessuno ti caccia dal dehor del bar se hai il tuo panino home-made...E ovviamente non c’è una singola carta per terra! Passiamo diverse ore nel parco, con sprezzo del pericolo (e delle vertigini) saliamo anche sul percorso avventura in cima agli alberi, Luca compreso, che sale pallido ma scende quasi (quasi) divertito... Lasciato il parco, andiamo fino a Faaborg, sul mare a pochi km a sud... al porto mangiamo un bell’hamburger con patatine (ebbene si, niente pesce qua) nel fast-food di due arzille vecchiette che ci preparano i panini più imbottiti e più buoni dell’intera vacanza. Anche loro parlano inglese, ovviamente. Dopo un giretto per la città vecchia, molto carina, ritorniamo a nord fino a Odense. Abbiamo prenotato la notte nell’ostello più caratteristico della città, alloggiato in un’antica casa a corte...Imperdibile! Prima di cercare l’ostello, facciamo due passi in città.

La cattedrale è carina, ma essendo domenica pomeriggio è tutto chiuso, e poiché pioviggina non c’è nessuno in giro...Sigh... passiamo davanti alla casa di Andersen (o meglio a una delle tante, c’è un museo in tutte le case dove ha vissuto, fosse anche x poche settimane) e scopriamo che fino al giorno prima (!) c’è stato un festival dedicato a lui, con sagome dei personaggi delle fiabe fatte coi fiori...Mannaggia, averlo saputo! Scattiamo qualche foto svolgiata, poi decidiamo che Odense non ci piace e andiamo in ostello. Cercandolo (cosa che si rivelerà poco agevole) incappiamo in un discount aperto, e ci fondiamo dentro a cercare qualcosa per cena.. Decidiamo per pasta e sugo al pomodoro, per la modica cifra totale di 12 DKK (meno di due euro!!) Trovato l’ostello, molto bello davvero, decidiamo per un po’ di sano relax..Leggi: ronfata clamorosa, mentre fuori intanto piove.

Per cena raccogliamo un bel piattone di more selvatiche, che crescono nel giardino dietro l’ostello...Bellissime e grossissime, ma un po’ acquose ahimè. Dopo cena mega-torneo a carte, poi tutti a nanna, in previsione della giornatona di domani.

20/08 Luca lo aspettava sin da quando era piccolo, questo giorno: oggi andiamo a LEGOLAND! Entriamo nella penisola dello Jutland, lasciamo l’autostrada a Vejle, e in una mezz’oretta siamo davanti all’ingresso! Meno male che non siamo venuti di domenica, vista la folla che c’è oggi che è lunedì! Il biglietto d’ingresso è modesto (299 DKK per gli adulti) considerato che dentro non si paga nessuna attrazione, i vari Eurodisney in confronto sono carissimi! Passiamo diverse ore nel parco, giriamo praticamente tutte le attrazioni che non siano proprio per neonati, ci divertiamo tantissimo e..Piove solo una volta solo 5 minuti! Quando proprio è ora di uscire, avremmo ancora voglia di rifare tutto daccapo...Torneremo! L’ostello ci attende a Silkeborg, nella regione dei laghi. La zona è molto carina, con laghi fiumi e pinete dappertutto, la cittadina anche e l’ostello è romanticissimo: in riva al fiume, con il giardino che scende in acqua e le anatre che pascolano beate le briciole della colazione tra i tavoli! Peccato che nell’ostello ci siano due o tre classi di una scuola media (in gita? Ad agosto? Oppure sarà un campo-scuola..Mah..) che da buoni dodicenni fanno un casino incredibile.

La camera è strettina, forse la più piccola finora, ma tanto ci dormiamo solo. Facciamo un bel bucato, la spesa e poi prepariamo cena, per una volta ad orario italico e non danese (loro cenano alle 18.30, tanto che la maggior aprte dei ristoranti alle 21.30-22.00 chiude la cucina!). Facciamo qualche parola con una famiglia di Biella, anche loro in marcia verso Skagen, e poi andiamo fino in centro città (5 minuti a piedi) per vedere le fontane luminose in mezzo al lago. Ovviamente per strada non c’è nessuno, ma oramai lo sappiamo.

21/08 Stamattina gita sul fiume. Da Silkeborg infatti parte una nave d’epoca a pale, a vapore, che copre i 12 km di fiume fino alla base dell’Himmelbjerget, l’unica “montagna” di Danimarca (ben 147 m!!!), su cui si può salire per vedere il panorama. Come idea ci sembra carina, e andiamo al porto. Scopriamo però che dopo il 15 agosto (aridaje) la nave a vapore non fa più corse, sostituite da un battello normale..Vabè, pazienza...Si parte lo stesso. Il panorama è molto bello, ma un po’ ripetitivo...Considerando che il viaggio dura 1.5 h all’andata e altrettante al ritorno, e che il tempo non è dei migliori.. Ammetto di aver ronfato abbastanza! Il panorama dall’alto della collina spazia su un lungo braccio del fiume, tra boschi stupendi. Volendo evitare il battello, si arriva nei pressi anche con la strada statale.

Al rientro a Silkeborg, visitiamo il locale museo, dove tra le altre cose è esposto l’Uomo di Tollund, un uomo dell’età del Ferro ritrovato mummificato in una torbiera lì vicino...Davvero impressionante il perfetto stato di conservazione del corpo! Lasciamo Silkeborg, e andiamo ad Arhus per visitareil famoso “Den Gamle By” cioè il villaggio costituito da 75 case originali, smontate e ricostruite lì per salvarle da degrado incipiente e piani regolatori assassini. Le case sono arredate e animate da personaggi in costume che lavorano (c’è il fornaio che vende biscotti deliziosi, un bottegaio che sembra uscito da un film, le carrozze coi cavalli che vanno su e giù per le vie...In una parola: spettacolare! Restiamo fino all’ora di chiusura (le 17) poi, dopo due passi nel magnifico parco pubblico adiacente, andiamo verso il centro per un giro a piedi. La città è molto moderna, ricca di negozi e locali, ma un po’ impersonale, senza grandi elementi che restino impressi nella memoria. La cattedrale, che forse è l’unica vestigia storica famosa, è già chiusa. Ceniamo al Jakob’s Bar BQ consigliato dalla LP (e in effetti la carne è ottima), e poi rientriamo a Silkeborg per la notte.

22/08 salutiamo le papere del giardino con gli ultimi pezzi di pane, e prendiamo l’autostrada. Oggi e domani ci aspetta una bella tirata, da Silkeborg fino a Skagen e poi giù al sud fino a Ribe, ma non possiamo esimerci dal vedere la punta estrema della Danimarca! In un paio d’ore siamo a Fredrikshavn, dove abbiamo prenotato l’ostello. Passiamo subito a ritirare la chiave, in modo da essere liberi di far tardi stasera. L’ostello è moderno ma sembra carino, tutto a piano terra attorno ad un praticello. Non entriamo nemmeno in camera, via subito verso Skagen, che dista circa 30 km di statale. I paesaggi cambiano, tutta brughiera fiorita di erica lilla, qualche pineta e il mare... davvero bello. Prima di Skagen visitiamo la chiesa sepolta di Tilseleje, carina ma niente di che (Luca suggerisce che abbiano costruito apposta solo un pezzo di campanile, e che la chiesa sepolta in realtà non ci sia). Saliamo sul campanile ma il panorama non è granchè. Passiamo Skagen che vedremo al ritorno, e puntiamo verso Grenen, dove c’è la punta estrema della Danimarca. Al faro c’è un parcheggio gratuito, mentre in fondo alla strada il parcheggio è a pagamento, vedete voi se fare 300 m in più oppure no. Passate le dune più alte, si vede la lingua di sabbia lunga circa 800 m che sparisce tra le onde contrastanti dei due mari...Spettacolare! C’è molta gente, alcuni per non fare la camminata prendono il Sandoman, che è un trattore che tira una specie di pulmino arredato coi sedili. Noi con calma andiamo fino alla punta, scattiamo le foto di rito e poi con le prime gocce di pioggia rientriamo. L’acqua anche qui non è fredda, ma il vento è micidiale! Facciamo una passeggiata in Skagen, è una cittadina graziosa ma molto turistica, e il porto è poco pittoresco. Ne approfittiamo per fare la spesa per cena. Dopo Skagen deviamo per le dune mobili (Rabjerg Mile), l’unica porzione di dune sabbiose lasciata senza rimboschimento, e che quindi si sposta di diversi metri ogni anno. Arriviamo col sole basso sotto le nuvole, saliamo sulla duna e c’è un bel panorama, si vede il mare e alcune zone paludose di torbiera. Il paese vicino alle dune non è sul mare, quindi prendiamo la prima deviazione verso l’altra costa, siamo curiosi di vedere com’è.

Arriviamo in auto fino all’imbocco della spiaggia, molti sono parcheggiati direttamente vista mare e in effetti la sabbia regge, ma noi non ci fidiamo... anche qui immense spiagge bianche, un mare dai bei colori, un vento incredibile e un tramonto mozzafiato in mezzo alle nubi...Le foto si moltiplicano! Rientriamo a Fredrikshavn. La camera è enorme; prepariamo cena e per la prima volta troviamo una cucina un po’ sporchetta e delle pentole davvero malconce...Ma il nostro menu non ne risente..In confronto a cosa han mangiato le due ragazze danesi a piedi nudi...La solita pasta (da minestra, tra l’altro) cucinata in un pentolino in cui ci stava a malapena un uovo, condita a freddo con del sugo (o era ketchup??)... e che disastro hanno lasciato! Altro che pulire ciò che si usa... 23/08 Oggi ci tocca un altro tour-de-force autostradale: da Fredrikshavn dobbiamo scendere fino a Ribe, sono più di 300 km povero Luca auto-nominatosi autista perenne! A metà percorso facciamo un break: usciamo a Vejle e andiamo a Jelling a vedere le pietre runiche che ci sono davanti alla chiesa. Il paese è moltoc arino, la chiesa ha il consueto cimiterino intorno, più due immensi tumuli sepolcrali vichinghi uno a destra e l’altro a sinistra! Le pietre sono interessanti, ma l’atmosfera è davvero particolare. La chiesa purtroppo è ancora chiusa (oggi ? apre alle 13). Visitiamo il museo che si trova di fronte alla chiesa, è gratuito e davvero ben fatto, permette una più agevole comprensione non solo delle due pietre runiche, ma di tutto il contesto del sito. Da non mancare.

Dopo Jelling in un paio d’ore siamo a Ribe, sono solo le 15 quindi decidiamo di andare prima a vedere la costa, e poi di tornare in città. Seguiamo le indicazioni per l’isola di Mandø, ma ci fermiamo sull’argine dove la strada viene sommersa dalla marea. C’è bassa marea, ma sta cominciando a salire; volendo c’è una strada su un terrapieno, per raggiungere l’0isola, ma il panorama è molto bello già qui: ampie distese sabbia con un velo d’acqua (la gente sembra camminare sulle acque davvero!) e l’argine verde alle spalle. Un pilone ricorda le piene distruttive dei secoli che furono (Ribe fu evacuata più volte). Prendiamo il sole per un po’, nel frattempo passa un altro Sandoman che porta i turisti sull’isola a fare birdwatching.

Torniamo a Ribe e facciamo un giro: è davvero molto bella! Piccolina e raccolta, tutte le case sarebbero degne di una foto! La cattedrale è molto bella anche dentro, pur se spoglia come lo sono tutte le chiese riformate, in confronto alle nostre chiese cattoliche. Torniamo all’ostello, è molto grande e moderno e si affaccia sul canale della città vecchia, ma la nostra camera purtroppo guarda.. La circonvallazione! Facciamo una doccia e poi dobbiamo dedicarci al duro compito di far rientrare tutto nelle valigie perché domani sera ripartiamo da Lubecca, e mamma Ryanair è diventata molto rigida con i bagagli, max 15 kg sennò si paga! Ceniamo sul canale, al Sielhunden consigliato dalla LP, e finalmente possiamo mangiare pesce! Ottimi gamberetti e deliziosa sogliola, ad un prezzo davvero onesto. Sono quasi le 22, attendiamo insieme ad altri turisti l’arrivo della famosa guardia notturna in costume che gratuitamente illustra la città durante una passeggiata. Il soggetto è pittoresco, facciamo un tratto con lui e le sue storie poi la stanchezza incalza, e ce ne andiamo a dormire. Domani è l’ultimo giorno di vacanza.

24/08 Ultima colazione a buffet...Riusciremo a riabituarci alle nostre colazioni normali, a casa? Lasciamo l’ostello e andiamo a prendere l’autostrada, dove facciamo benzina e spendiamo gli ultimi spiccioli...In 2 bottiglie d’acqua. L’autostrada in germania è trafficatissima, ci sono spesso rallentamenti e il percorso è davvero un po’ pesante ...A 50 km da Amburgo, usciamo verso Lubecca. La statale è anch’essa bella trafficata; ci sarà il Grande Rientro anche in Germania?! A Lubecca parcheggiamo in un parking al chiuso dentro la città vecchia, dovremo ricordarci di uscire prima delle 19.30 perché poi chiude. La città ci sembra subito molto bella! Sotto uno splendido sole, che non ricordavamo da giorni, visitiamo la porta della città, tutta storta e pendente, la bella cattedrale e altre chiese, tra cui la chiesa di St.Peters (sconsacrata, sede di mostre, ha un ascensore per salire a vedere il panorama), il fantastico municipio, ricco di stili e colori, e poi... una bella gita in battello tutto intorno alla città (purtroppo il commento pè solo in tedesco, ma la vista è piacevole).

Spostata la macchina all’esterno (tanto dopo le 18 non c’è più parcheggio a pagamento nelle vie) ci sediamo in un dehor sul lungofiume, e ci mangiamo qualcosa con l’ultima birra e l’ultimo tramonto di questa bella vacanza nordica. Alle 20.30 riconsegnamo la macchina all’aeroporto, e poi in un attimo siamo a Bergamo... un po’ più lungo il percorso verso Torino, dove arriveremo alle 4 del mattino...Ma tanto è sabato, possiamo dormire!! IN CONCLUSIONE..

Per i costi, non abbiamo trovato prezzi fuori dalla norma di casa nostra, né per la spesa né per cenare fuori, ma chiaramente condividere auto e camera, e cucinare spesso noi, ha sicuramente abbattuto molto i “costi fissi” della vacanza. Quanto agli ostelli, sono stata un’ottima soluzione di pernottamento, che replicheremo sicuramente per un’altra destinazione nordica, come anche l’idea di volare fino al nord e noleggiare l’auto: 1400 km in auto sia all’andata che al ritorno ci avrebbero rovinato un po’ il gusto della vacanza, e poi in 4 il costo del noleggio si ammortizza più che bene. In conclusione, una splendida meta per una vacanza, breve o lunga non importa...Magari a luglio: qualche probabilità in più di trovare il sole, di fare il bagno (le spiagge erano molto belle), di avere orari di apertura dei siti più lunghi e magari di trovare qualche evento di animazione estiva che ravvivi un po’ la vita notturna, che fuori CPH è davvero piattina...

Monica, Luca, Bì e Konrad

di La Redazione - pubblicato il