Copenhagen in sei giorni

Devo ammettere che, nonostante l’avessi letto e sentito dire ovunque, non mi aspettavo che Copenhagen fosse così “piccina”. La si può girare tranquillamente a piedi, come tra l’altro mi ha “costretto” a fare la mia impavida ragazza, Elena. Ecco come ...

  • di andreafbv
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Devo ammettere che, nonostante l’avessi letto e sentito dire ovunque, non mi aspettavo che Copenhagen fosse così “piccina”. La si può girare tranquillamente a piedi, come tra l’altro mi ha “costretto” a fare la mia impavida ragazza, Elena. Ecco come abbiamo girato in lungo e in largo una delle capitali europee che senza dubbio mi rimarrà maggiormente nel cuore.

La partenza, Martedì (Tirsdag) Partiamo da Bologna con un volo SAS, in un paio d’ore siamo al København Lufthavne. Appena scesi ci dirigiamo al cambio che non è affatto sconveniente, anzi...! Appena usciti dal terminal la prima cosa da fare è dirigersi al bancone della DSB e acquistare il biglietto del treno per la stazione di Copenhagen (København H). Costa 28,50 DKK (poco meno di 4€), e in 15 minuti ci porta nel pieno centro della città. Appena usciti ci troviamo di fronte Tivoli, che scopriamo essere un parco giochi (e non un “semplice” parco). Dopo circa 20 minuti a piedi giungiamo al nostro albergo, il più economico che ho trovato (in base ai canoni richiesti), l’hotel Euroglobe (http://www.Hoteleuroglobe.Dk/): per 35€ a testa al giorno abbiamo una stanza comoda (unica pecca il bagno al piano) e una ricca colazione. Data la giornata intensa optiamo per una doccia prima di andare a mangiare sulla Vesterbrogade, poi tutti a nanna.

Giorno 1, Mercoledì (Onsdag) L’itinerario di oggi prevede il nord della città: prendiamo la metro dalla stazione Forum e raggiungiamo Nørreport. Il biglietto costa 19 corone ed è valido anche per la S-Tog (una linea di treni paragonabile alla linea suburbana italiana). Facciamo una sola fermata, ma basta per farci notare che la metro è pulitissima e modernissima; la gente ci entra anche in bicicletta! I binari, poi, sono separati dalla piattaforma da una singolare barriera di vetro, che si apre solo per far entrare e uscire la gente dai treni...Bellissimo! Comunque...Il castello di Rosenborg è raggiungibile a piedi dalla stazione di Nørreport, costa tra le 20 e le 40 corone (a seconda degli sconti) ed è una piccola chicca inserita in un giardino stupendo. Ogni giorno viene proiettato non-stop un video (in inglese) sulla storia del castello nella stanza che si trova all’esterno sulla sinistra appena entrati nel complesso del Rosenborg Slot. Ricchissima anche la collezione reale: gioielli, manufatti artistici, abiti, armi e la corona di Cristiano IV. Appena usciti ci dirigiamo verso lo Statens Museum for Kunst, che si trova dall’altra parte della strada. È molto ampio e impegnativo da “digerire”, soprattutto se si è esigenti in fatto d’arte; al suo interno però c’è n’è un po’ per tutti i gusti: Filippino Lippi, Guido Reni, Rubens, Picasso, Matisse e infiniti altri. Il mercoledì l’entrata è libera. Purtroppo al bookshop hanno finito i poster, proprio quelli che desideravo intensamente...Peccato. Nel pomeriggio decidiamo di fare un giro sullo Strøget, il lungo viale dello shopping in cui Elena perde letteralmente la testa. Qui entriamo malauguratamente nel museo dei Guinness dei primati: molto costoso e deludente...Ve lo sconsiglio! Alla sera finiamo a mangiare il “famoso” smørrebrød, un panino al pollo aperto e cosparso di mille salse (kyllingbrød) in un ristorantino proprio sullo Strøget. Tornando in albergo non ci esentiamo da qualche fotografia notturna del luminoso parco di Tivoli e della piazza del municipio.

Giorno 2, Giovedì (Torsdag) Cosa non ci si può assolutamente perdere a Copenhagen? La sirenetta. Prendiamo la metro fino alla coincidenza per la S-Tog, con cui arriviamo alla fermata Østerport: da qui in pochi minuti si arriva alla celebre statua, “Den Lille Havfrue”. Prima però, lungo la strada, costeggiamo il magnifico complesso del Kastellet, l’ennesimo edificio immerso in un parco meraviglioso. Attualmente è un complesso militare tuttora in uso, quindi è visitabile soltanto parzialmente, completamente gratis. Il parco merita una passeggiata. Ma torniamo al “simbolo”: ci troviamo in mezzo ad una flotta di cinesi e giapponesi (e non solo) che, armati di qualsiasi strumento digitale, si impegnano a fotografare la piccola statua di bronzo. Dopo aver scattato anche le nostre foto di rito (e aver sudato sette camicie tra la calca di turisti! Un consiglio: andarci di pomeriggio per non avere foto in controsole) riprendiamo la passeggiata che ci fa arrivare alla bellissima fontana di Gefion, a fianco alla chiesa di S.Alban. Nel parco antistante la chiesa pranziamo con il bøfsandwich, che non è altro che una versione danese del Big Mac (ma molto più buono!). Nel pomeriggio ci dirigiamo ad Amalienborg, la residenza reale estiva: c’è l’ennesima collezione di gioielli da vedere, oltre alle stanze in cui stanno i reali; siamo scarsamente attratti dall'idea di vedere altre ricchezze quindi optiamo per un giro all’interno della Marmorikirken, una sorta di “brutta” copia di San Pietro a Roma. Per poche corone si può anche salire sulla cupola, ma perdiamo per una manciata di minuti il giro di visite (che custodi rigorosi però!!!). Decidiamo quindi di rilassarci con un giro in barca al Nyhavn, il porto nuovo, dove un paio di foto alle case caratteristiche e coloratissime sono d’obbligo. Dicono anche che si mangi bene il pesce, ma né io né Elena siamo amanti del genere. Spediamo 60 corone a testa per il tour in italiano (8€) e ci godiamo per un’ora abbondante Copenhagen vista dal mare: è ovvio che ve lo consigliamo caldamente! Ormai è tardo pomeriggio, il sole e la barca ci hanno rosolati perbene quindi decidiamo di “perderci” lungo lo Strøget per andare a casa. In una via perpendicolare troviamo il museo Erotica: stesso giudizio del museo dei Guinness...Andateci solo se siete particolarmente incuriositi! Più tardi cadiamo nella trappola Mc Donald’s e la sera, nonostante la stanchezza, decidiamo di buttarci dentro Tivoli, giusto in tempo per evitare una fastidiosa pioggia: si paga l’entrata anche se non si sale sui giochi (tutti a pagamento, 10 corone a giro!!!), ma assistiamo ad un piacevole concerto jazz in un chioschetto all’aperto e passeggiamo nel parco tra meravigliosi ristoranti tematici (e costosi) e luci coloratissime. Ora è davvero tempo di riposare...Buonanotte! Giorno 3, Venerdì (Fredag) Finalmente il sole oggi ci da un po’ di tregua: il cielo è nuvoloso, ma in maglietta si sta bene. Prendiamo il nostro primo autobus danese (si fa il biglietto anche sul bus) che ci porta a Rådhuspladsen, la piazza del municipio. Qui è sempre pieno di spettacoli di artisti di strada che si esibiscono dalla mattina alla sera, ed è un po’ il centro assoluto di Copenhagen. Dopo essere entrati nel municipio (dove non abbiamo trovato nulla di particolarmente interessante), facciamo qualche foto anche alla fontana della piazza e alla statua di H. C. Andersen. Attraversando la strada ci tuffiamo nel museo di Louis Tussaud (cugino di Madame Tussaud? Figlio? Fratello? Boh...), che costa 80 corone (poco più di 10€) e offre uno spettacolo decisamente inferiore al museo londinese: le statue sono delle più svariate, ma non troppo somiglianti. Inconcepibile il divieto di fare foto, comunque non rispettato da nessuno dei visitatori. Io ho avuto la mia foto con Batman e i Beatles, Elena ha avuto la sua con Marilyn Monroe e Picasso. Molto carina invece la sezione horror, nel sotterraneo del museo. Dopo questa “fantasmagorica” avventura ci dirigiamo verso la Ny Carlsberg Glyptotek, che però costa 7,50€, mentre la domenica è gratis. Decidiamo di rinviare la visita e facciamo tappa al National Museet, altamente consigliato perché ripercorre l’intera storia della nazione dall’epoca primitiva ad oggi. Ci si trovano reperti di ogni tipo e anche ricostruzioni di ambienti interni tipici danesi, dal 600 ad oggi. Incredibile la sezione dedicata alle case delle bambole! Dopo un paio d’ore abbondanti decidiamo di fare la pausa pranzo, dopodichè affrontiamo la “sfida” dello Slotsholmen, ossia il complesso reale che comprende il vecchio castello di Christiansborg, la chiesa, la biblioteca reale e le scuderie. Anche qui si possono trovare stanze arredate in stile reale, ma stavolta a farci rinunciare c’è la chiusura del museo. Optiamo quindi per il museo delle fondamenta, che personalmente ho trovato interessante (al contrario di Elena): ok, in fondo non è altro che “un ammasso di sassi”, ma sembra di respirare l’atmosfera di più di 600 anni fa, quando il vescovo Absalon fondò Copenhagen su questo isolotto, ponendo le basi del primo castello in città. Le didascalie sono in danese e in inglese, anche il video esplicativo. Uscendo facciamo qualche foto in qua e in là e proviamo ad entrare al teatro reale, che però è aperto sabato e domenica dalle 13 alle 16: proveremo domani. Il resto del pomeriggio lo dedichiamo allo shopping e alla ricerca dei souvenir, poi in albergo scegliamo di mangiare qualcosa di leggero preso al volo da 7 Eleven (una sorta di catena di supermarket sempre aperta) per poi infilarci in una delle mille birrerie che si trovano a Vesterbro, il nostro quartiere

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