Azerbaigian, il nuovo che avanza

Alla scoperta di un Paese poco sconosciuto ma dal grande futuro

  • di FULCOLA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 12
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

“Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di molte persone.” Mi è sembrato doveroso cominciare questo racconto di viaggio in Azerbaijan citando le parole del grande esploratore norvegese Thor Heyerdahl che proprio in questo Paese effettuò studi e ricerche per avvalorare le sue controverse teorie.

Questo piccolo e, per molti versi, ancora sconosciuto Stato caucasico va in effetti visitato senza preconcetti o pregiudizi di sorta, legati al fatto che la popolazione è in gran parte di fede islamica o per la posizione in una zona dal recente passato turbolento (ricordo i conflitti in Cecenia, Ossezia e Daghestan). Si sta aprendo al turismo occidentale solo negli ultimi anni ed intraprendere ora un viaggio in questi luoghi può essere un’occasione unica per entrare in contatto con delle realtà e stili di vita che stanno rapidamente mutando e perdendosi a causa della globalizzazione.

Motore trainante di questo veloce cambiamento sono stati gli enormi introiti derivanti dal petrolio che, dopo l’inevitabile periodo di instabilità seguito alla fine della dominazione sovietica e le dispute territoriali con la confinante Armenia, hanno iniziato a fluire copiosi nelle casse dello Stato. La ricchezza principale dell’Azerbaijan è infatti la presenza di idrocarburi, già conosciuti in antichità ed i cui fenomeni naturali di combustione hanno dato origine al culto del fuoco, con la nascita dello zoroastrismo, poi diffusosi nella vicina Persia ed in India.

Per la visita di questo Paese ci siamo appoggiati all’agenzia Cividin Viaggi di Trieste che, in collaborazione con il T.O. Columbia Turismo, proponeva un tour di 8 giorni tra la capitale Baku , sul Caspio e la cittadina di Sheki, situata alle falde del Caucaso Maggiore, con soste lungo il percorso per ulteriori escursioni. Dopo Armenia, Georgia ed Iran del Nord abbiamo così voluto completare la scoperta di quell' area.

Nonostante ci fossimo preparati a quanto avremmo visitato nel corso del tour, lo scoprire quanto moderna ed “occidentale” sia Baku ci ha davvero impressionato. Splendidi grattacieli dalle forme avveniristiche stanno sorgendo un po’ in tutti i quartieri della città che si affaccia sul Caspio, stravolgendone lo skyline e relegando in secondo piano le costruzioni di inizio secolo e di epoca sovietica, che pure mantengono un loro stile ed un loro fascino. In centro hanno aperto boutiques delle più note firme della moda e le concessionarie delle maggiori case automobilistiche che, a giudicare dal traffico e dal parco macchine di gamma alta in circolazione, stanno facendo affari d’oro. La metropoli è stata comunque sapientemente valorizzata con la costruzione di molti musei, palazzetti sportivi, ponti, stadi e di un lunghissimo“ boulevard”, un viale ricco di giardini, con ruote panoramiche, fontane, bar e caffè che corre lungo buona parte delle rive ed è molto animato a tutte le ore del giorno. Ma è di notte che la città dà il meglio di sé, quando si possono ammirare i giochi di luce delle Flames Towers, il complesso di tre grattacieli che svetta in cima alla collina del Parco Montano e quando anche molti altri edifici vengono sapientemente illuminati creando un’atmosfera quasi magica con il gioco dei riflessi nelle acque del Caspio.

Tra tanta modernità, il centro storico - separato dalla città da una cinta muraria e dichiarato patrimonio mondiale dall’ UNESCO – ci è sembrato quasi un corpo estraneo; eppure conserva al suo interno alcuni monumenti di pregevole interesse quali il bel complesso del Palazzo Shirvanshah, la Torre della Vergine, moschee, hammam e caravanserragli, eredità del passato di una Baku tappa fondamentale per le carovane che percorrevano la Via della Seta e per i pellegrini adoratori del fuoco, seguaci di Zoroastro

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