Cuba, l'isola dei colori e della gioia di vivere

Dal dinamismo di L'Avana alle bianche spiagge vergini, dal relax di Vinales al folle Carnevale di Santiago, scoprendo questa terra complessa ma che sa sempre accogliere tutti a braccia aperte

  • di kagno87
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Non è comunque possibile ottenere Pesos Convertibles fuori da Cuba: le uniche opzioni sono ritirare direttamente ai bancomat in aeroporto o nelle città maggiori (già rispetto a un paio di anni fa se ne trovano molto più di frequente, ma i guasti possono capitare sempre) oppure cambiare gli Euro alla CaDeCa, la Caja de Cambio statale presente anch'essa in aeroporti e città con orari variabili.

Per entrare nel Paese serve un visto noto come Tarjeta del Turista, dal costo di 25€, che si può ottenere dall'Italia tramite la compagnia aerea con cui si ha prenotato, tramite agenzia viaggi, o recandosi direttamente in consolato. In più, è obbligatorio possedere il biglietto di ritorno e un'assicurazione sanitaria che copra tutta la durata del viaggio.

Per i pernottamenti non ho avuto dubbi: invece degli hotel, quasi tutti gestiti dall'onnipresente Stato, ho preferito soggiornare nelle casas particulares, ovvero case di privati che mettono a disposizione una o più stanze per gli stranieri. Ce ne sono a centinaia, sono economiche e pulitissime, consentono di vivere davvero a contatto con i cubani e soprattutto di fare in modo che i nostri soldi vadano direttamente nelle loro tasche. Senza contare la piacevole sensazione di essere chiamati per nome o persino "mi amor!" (che è il modo con cui i cubani si salutano tra loro abitualmente, anche tra sconosciuti), coccolati come un membro della famiglia e rimpinzati di cibo alla sera. Dopo un paio di giorni non è difficile ritrovarsi a chiacchierare pure con la vicina, il cugino o il panettiere. In ogni caso, dall'Italia ho prenotato tramite Hostelworld.com solo la prima notte all'Havana e le notti a Santiago (essendo periodo di Carnevale le più economiche rischiavano di finire presto), decidendo il resto giorno per giorno con l'impagabile aiuto dei gestori delle casas.

A livello linguistico, la maggior parte dei cubani parla solo lo spagnolo. L'inglese non è molto conosciuto, tranne che dai classici "acchiappaturisti" che nelle grandi città si propongono di portarvi qua e là in cambio di una propina. Parlando lentamente in italiano si può comunque capire e far capire il minimo indispensabile, ma sforzarsi di parlare in spagnolo è un buon modo per inserirsi con più facilità nelle famiglie e lasciarsi guidare da loro nell'organizzazione delle tappe successive. Il mio spagnolo non va molto oltre le basi necessarie a conversare, ma devo dire che è stato un "plus" notevole per poter sfruttare appieno la socievolezza e la disponibilità della gente del posto.

Per muoversi nell'isola si possono scegliere diverse opzioni: la più classica è il bus (Viazul oppure Conectando), un po' lento ma abbastanza economico. Il treno ha prezzi simili ma è difficile riservare posti, si riempie facilmente, ha orari imprevedibili e spesso viene sospeso senza fornire alternative. La terza via, consigliata soprattutto per spostamenti medio-brevi (150/200 km), è quella dei taxi colectivos, ovvero auto private quasi sempre ultrasessanteni in cui fino a 5 passeggeri si dividono la spesa dell'autista. Se si riesce a riempire l'auto, i prezzi risultano solo di poco superiori al bus, con il vantaggio di venire prelevati alla propria casa e portati direttamente alla successiva, risparmiando su un eventuale taxi urbano che spesso può costare parecchio. Altra alternativa è il noleggio auto, che è piuttosto costoso ma consente di girare l'isola in libertà, sostando anche in posti meno "mainstream" e, perché no, dare pure qualche passaggio ai tanti cubani che fanno l'autostop

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