Quattro amici, diversamente giovani, alla scoperta di Cuba

"Andate a Cuba prima che arrivino gli Americani!" e noi l'abbiamo fatto

  • di Gabriella Ferrero
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Dal 12 al 29 gennaio io, mio marito e una coppia di amici abbiamo visitato Cuba. In realtà il nostro viaggio è cominciato un paio di settimane prima con un soggiorno nella Repubblica Dominicana. Abbiamo viaggiato con Meridiana, ma sinceramente non siamo stati molto soddisfatti del trattamento. Il volo è avvenuto con charter privato della Privilege (spagnola), l’aereo era molto trasandato e il servizio ridotto al minimo indispensabile: un pranzo spartano, ogni sedile fornito di monitor rotto e anche i film trasmessi nel monitor grande non erano udibili.

Dal primo pomeriggio fino a sera tarda sono state spente le luci e siamo stati invitati a chiudere gli scuri dei nostri oblo. Verso le 23, ora italiana ci è stato servito uno spuntino. Unico momento positivo è stato l’intermezzo a opera del personale che a mezzanotte italiana, essendo Capodanno, ha improvvisato un trenino su musica latinoamericana. Il volo di trasferimento dalla Repubblica Dominicana a Cuba è stato operato dalla compagnia aerea locale Pawa di cui non possiamo assolutamente lamentarci. Per il ritorno ci siamo affidati alla Neos. Anche in questo caso avevamo scelto questa compagnia per effettuare un volo diretto, purtroppo un mese prima della partenza ci è stato comunicato un cambio di programma con uno scalo tecnico a L’Avana (si è partiti da Holguin). In realtà questo iniziale disguido si è tradotto in un vantaggio, visto che ci è stata assegnata d’ufficio la prima classe e abbiamo quindi viaggiato in estrema comodità, serviti e riveriti (e credetemi dopo un soggiorno a Cuba, ci si sente veramente privilegiati!).

Seguendo le informazioni e i consigli raccolti nei vari forum, blog e quant’altro abbiamo deciso di prenotare solo la casa di arrivo a L’Avana e di viaggiare decidendo di volta in volta dove e come. Non essendo ragazzi giovani eravamo un po’ preoccupati, invece muoversi a Cuba è estremamente facile e sicuro, ovviamente bisogna fare un po’ attenzione, contrattare e non avere paura di chiedere. Se si conosce un po’ di spagnolo si è avvantaggiati, ma molti parlano anche l’inglese e comunque con un po’ di pazienza si riesce a comunicare. I turisti a Cuba sono trattati molto bene e la gente è in gran parte molto affabile. Bisogna aver ben chiaro però che si va in un paese che vive una situazione economica e politica non favorevole, non aspettatevi di ritrovare gli stessi servizi e lo stesso trattamento che potreste trovare in paesi europei. Detto ciò, con un po’ di spirito d’adattamento resta una bella avventura alla portata di tutti. Assolutamente positiva la scelta di dormire nelle Case Particulares: certo il servizio non è a cinque stelle, però è ricco di umanità e vi aiuta a conoscere meglio questo paese.

In questo resoconto non mi sono soffermata in modo particolare sulle cose viste o da vedere perché queste le trovate in qualunque guida turistica. Per il nostro viaggio ho utilizzato la Lonely Planet che è ricca di consigli e suggerimenti di visita anche se spesso tendono a dare una visione “romantica” dei luoghi. Spero che la nostra esperienza, i nostri consigli vi possano servire da spunto per una splendida vacanza.

L’AVANA

Per visitare L’Avana consiglio almeno tre giorni pieni, ma meglio sarebbero quattro. La città è grande e il modo migliore per conoscerla è farlo… a piedi. L’Avana è divisa in quattro zone: Habana Vieja, Centro Habana, Vedado e Miramar. Noi abbiamo iniziato con il Centro Habana, a mio avviso la parte di città più vera e caratteristica: l’impatto può essere forte ma indubbiamente si entra in contatto con la realtà quotidiana di chi vive in questa strana città. I mercati popolari, i negozi statali, le lunghe code, il cibo di strada, ovunque ci si giri è una sorpresa per chi, come noi, è abituato ad avere il superfluo senza rendersi conto che non per tutti le piccole cose sono scontate. Ad Habana Vieja è in atto un’opera di restauro pagato con i proventi derivati dal turismo. Questo fa si che a fianco a case fatiscenti e piccole attività ricavate in cubicoli pericolanti, spicchino i colori vivaci di case, alberghi e locali rimaneggiati. Qui si possono trovare pub, ristoranti, negozi di souvenir che avvicinano il quartiere al target di altri luoghi turistici a cui siamo più abituati, ma che, a mio avviso, rendono più stereotipato e meno originale il nostro vedere. Il Vedado è la cosiddetta zona elegante della città, anche qui però si rischia di restare interdetti: se rapportata al resto della città è senz’altro una zona con case e palazzi eleganti, ma non fate l’errore di utilizzare come metro di giudizio i quartieri eleganti delle nostre città perché il paragone non regge. Miramar è la zona che meno abbiamo visto, ma da una visita sommaria mi è parsa quella meno interessante. Può capitare di conoscere ragazzi che si offrano di farvi da guida: noi ad esempio abbiamo conosciuto Mike che ci ha guidato attraverso il Centro Habana un paio d’ore in cambio di un Mojto e 5 CUC

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