Cuba: viaggio senza ritorno (dell’anima)

Cuba. Quando me ne raccontarono me l’ero immaginata come un sogno. Chi l’avrebbe mai detto che quel sogno fosse così distante da quello che avrei vissuto di lì a poco. Fu così che decisi di partire per Cuba. Ma prima ...

  • di Gazza
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Cuba.

Quando me ne raccontarono me l’ero immaginata come un sogno. Chi l’avrebbe mai detto che quel sogno fosse così distante da quello che avrei vissuto di lì a poco.

Fu così che decisi di partire per Cuba. Ma prima dovetti indulgere sulle mille raccomandazioni cariche di luoghi comuni. “Vai a Cuba eh?!”, “Dai che l’anno prossimo andiamo insieme in Thailandia!”, “Portati i preservativi, che lì costano e non si trovano!”, “Usali!”,... I preservativi li porto sempre, non si sa mai in vacanza..., però mi sono armato anche di macchina fotografica, cavalletto e dieci rullini di diapositive, col risoluto intento di catturare quel sogno. Poi ho messo in valigia anche il mio computer subacqueo per poter assecondare la mia più viscerale passione anche in un posto così lontano dalle mete a me abituali, se ci fosse stata la possibilità di sfuggire ai compagni di viaggio.

Cuba, paradiso terrestre, posto unico al mondo. Non si può non andare a Cuba.

Cuba è un posto fantastico.

Cuba è il sole dei tropici che ti percuote la pelle e l’afa che non dà tregua neanche nelle ore della notte. È il tempo che si è fermato sulle facciate di edifici cadenti. Il buio rassicurante delle strade scarsamente illuminate con le stelle che sembrano caderti addosso. Il cielo turchese del giorno che si affaccia tra gli squarci delle nubi. Cuba è il mare dai mille colori argentei all’ombra della vegetazione sulla riva e la consapevolezza di una terra ricca di storia.

Ma Cuba non è un museo. Non è solo da vedere. Cuba è da vivere! Cuba è prima di tutto il popolo cubano e la certezza di avere trovato una risposta alle nostre mille domande, l’alternativa possibile e concreta alle aberrazioni del nostro mondo e della nostra cultura.

Entrare in contatto con i cubani significa penetrare un’altra dimensione. Non può non stupirci la dignità di come queste genti vivono una condizione di vita certo non agiata. Ma poi ci si guarda intorno e ci rendiamo conto che a Cuba non c’è miseria. Non riusciamo a svelare situazioni di estrema povertà, degrado, emarginazione come magari si presentano ai nostri occhi nel ricco mondo occidentale. Qui non si muore di fame, non ci può sfuggire la compostezza, la pulizia e l’educazione di queste persone.

La loro vicinanza ci viene gradita.

Camminando per le strade sbirciamo curiosi all’interno delle loro case e, nel torpore della calura estiva, ci rispondono con un sorriso, per niente infastiditi. Al nostro passaggio ci salutano dalla soglia delle loro case, cullandosi sulle onnipresenti sedie a dondolo e più avanti veniamo coinvolti in una partita di domino che si svolge al centro della strada al tenue chiarore lunare. Qualcuno ci avvicina ed inizia a discorrere con noi. Riusciamo a intenderci. Poi ci chiede una moneta e gliela diamo volentieri, oppure la bottiglia di plastica vuota o la lattina od uno dei succulenti frutti che abbiamo comprato ad un prezzo ridicolo lungo il nostro percorso. A qualcuno non abbiamo nulla da dare e se ne va senza insistenza.

Lentamente si dipinge davanti ai nostri occhi un quadro fatto di persone ricche di umanità che conducono uno stile di vita che, dal punto di vista materiale, è fatto di cose essenziali. Essenzialità che nasce dalla situazione economica di Cuba non certo florida, flagellata da anni da un embargo del quale non ci si riesce a spiegare la necessità, che penalizza un popolo assolutamente inoffensivo ed assolutamente forte della sua cultura. Ma qui d’ogni necessità si fa virtù ed allora ci si chiede se nella filosofia di vita cubana possa trovare spazio il “benessere” così come noi lo intendiamo, la cultura dell’avere oltre il necessario per vivere. In un mondo dove le risorse sono limitate non ci si può permettere il lusso di sperperarle intraprendendo una competizione sociale per accaparrarsi dei privilegi esclusivi. Tutto deve essere di tutti perché solamente l’unione del popolo cubano può garantire la propria sopravvivenza e conseguentemente quella dei singoli membri

  • 309 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social