Cuba, esperienza di vita

Più che un viaggio si può definire un'esperienza di vita. Attraversare Cuba ti fa conoscere un popolo straordinario e ti fa tornare a casa un po' cambiato

  • di Dragonfalcon
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Day 3

Il risveglio non è dei migliori, Roberta nella notte inizia ad avere i primi dolori di pancia, dolori e problematiche fisiche che l’accompagneranno per tutto il viaggio a fasi alterne. La dissenteria la colpisce forte (io fortunatamente riesco a scamparla). Iniziamo il nostro giro andando nella zona Plaza della Revolution visitando il malecon e varie strutture nel cammino, grande parte del tempo si è passato visitando i bagni, da quasi tutti i ristoranti aperti, compresi vari hotel storici menzionati nella guida. Arriviamo nella plaza, il clima è surreale, circa una decina di file di persone lunghe oltre due km per poter dare il loro saluto a Fidel posizionato sotto il monumento della piazza, continui cori, inni e similari, Il classico Fidel! Fidel! È ovunque, cerchiamo di avvicinarci il più possibile, Roberta vorrebbe mettersi in fila(io contrario, secondo me c’erano 18h di attesa, scopriremo che erano anche superiori) ma lo stato di salute ci fa desistere, dopo un pit stop vomitino verde ad un albero(con io che già mi vedevo arrestato per profanazione del funerale) rientriamo in casa tramite coco taxi per velocizzare il rientro(10cuc), scopriremo più avanti come contrattare meglio il prezzo. Riposino per permettere al fisico di riprendersi un po’ e giro serale.

Day 4

Volo interno con la compagnia di bandiera dall’Havana a Santiago (150€ a testa) alle ore 7.40. Appuntamento alle 5 con il tassista chiamato da Elizabeth (25 cuc visto che era di giorno e non di notte) sotto casa. Alle 5.15 taxi passati 3 (di cui uno si spaccia per il nostro) il nostro nulla, nel frattempo dalla casa accanto esce un cubano mette giù una sedia, un termos ed inizia a vendere il caffè ai cubani passanti(costo 1cup a tazzina). Alle 5.25 suoniamo ad Elizabeth, chiama il ragazzo e dopo un altro quarto d’ora arriva (non si era svegliato). Nella zone partenze per voli interni l’aeroporto è ben diverso dall’arrivo e partenze voli internazionali. La zona check-in è piccolissima con file lunghissime che non sappiamo a quale imbarco vanno. Nella fila conosciamo un medico anziano in vacanza (di nascosto dalla moglie che lo crede ad un convegno a Roma). Nell’attesa sull’aereo (che sarà mezzo vuoto, in quanto i cubani possono prenotare il posto anche senza pagare o con una cifra irrisoria) conosciamo un ragazzo italiano che ha comprato casa a Cuba (tramite un prestanome cubano) e che la sta ristrutturando per poter aprire una casa particular. Data la sua disponibilità ne approfitto per sapere più informazioni possibili su Santiago e sulla vita di Cuba etc. etc. All’arrivo a Santiago sentiamo subito la differenza di clima in positivo, ci aspetta un taxi che ci porta alla casa di William. Sembra la casa di Mamy di Via col vento, afro style e ci piace. Ci fa vedere camera e la terrazza che dà sulla città, è veramente bella.

Usciamo subito per una prima visita di Santiago, ci piace molto, anche se è la seconda città dopo l’Havana è molto più piccola e meno caotica, sembra più a misura d’uomo, tutta colorata e frizzantina! Scenetta della giornata, siamo nella piazza centrale e vediamo una fila di persone con un fiore in mano entrare nel comune, ci chiediamo: ”Sarà per Fidel?” “Bah, intanto andiamo a mangiare e dopo vediamo”, andiamo a mangiare (in un bar che scopriremo essere di un signore italiano) ed al nostro ritorno c’erano tutti i ragazzi delle scuole di Santiago, centinaia di metri di fila, rinunciamo ad entrare. In serata torniamo in piazza e vediamo che continua ad esserci fila di persone, ci avviciniamo all’ingresso (a circa 10m) vediamo una ragazza della sicurezza e chiediamo il motivo della fila, ci risponde che è per Fidel, per poter firmare il libro di commiato, chiediamo se possiamo partecipare anche noi, ci dice di sì e ci fa entrare in fila in quel punto, non vi dico l’occhiatacce dei cubani dietro di noi! Entriamo e firmiamo il libro lasciando una piccola dedica, Roberta a dir poco emozionata corona un piccolo sogno. Quella sera faremo anche la nostra prima cena in casa (7cuc p.p.) con riso bianco, minestra di verdure, malanga fritto, carne e dolce

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