Cuba fai da te

Alla scoperta della parte centro-occidentale dell’isola: dal centro storico della capitale a una delle spiagge più famose del mondo, passando per villaggi, coltivazioni di tabacco e un magnifico mare caldo e turchino

  • di Pepeto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Viaggio fai da te di 3 settimane di una coppia di cinquantenni alla visita della parte centro-occidentale di Cuba

Martedì 6 settembre 2016: Volo

Dopo aver dormito da nostro figlio vicino a Zurigo, in treno raggiungiamo l'Aeroporto di Kloten, dove svolgiamo subito le pratiche di check-in, in attesa del decollo delle ore 11:05 con volo Air Europa. A Madrid facciamo scalo e cambiamo aereo, per poi proseguire il volo in direzione di Cuba. Raggiungiamo l'Aeropuerto International José Martì al Terminal 3 di La Habana verso le 20:00 ora cubana, con -6 ore dalla Svizzera. Appena scesi a terra, veniamo accolti da oltre 30 gradi di temperatura e da un altissimo tasso d'umidità. Dopo le pratiche doganali e l'acquisto di CUC cubani (1 CUC equivale a circa 0.90€), ci trasferiamo in centro in taxi. Raggiungiamo la nostra Casa Particular (B&B) in calle Habana 162: (40 CUC, i prezzi sono sempre per camera inclusa la colazione per due persone). Ubicazione nella città vecchia e colazione ok, camera scarsa), Ci corichiamo stanchi morti della lunga giornata in un letto francese con le molle sfasciate, che con il nostro peso si deforma ulteriormente. Sono le 22:30 locali, le 04:30 in Svizzera.

Mercoledì 7 sett. 2016: La Habana

Ci svegliamo alle 05:00 causa il jetlag. Alle 08:00 ci viene quindi servita la colazione: alcune fette di pane toast, formaggio fresco, frittata con bacon e frutta varia come banane, avocado, anguria, ananas e mango, accompagnati da un buon caffè con latte. Nel frattempo, la proprietaria ci dà vari consigli sulla città. Usciamo di casa verso le 09:00 percorrendo le Calles a piedi fino in centro. La città de La Habana conta oltre 2 milioni di abitanti e avrebbe un centro storico coloniale molto bello, che però con il trascorrere degli anni, soprattutto dopo l'avvento della rivoluzione nel 1959, è stato lasciato andare in degrado. Da alcuni anni si incomincia a riconoscere il valore storico e turistico di questi quartieri e si è iniziato a ristrutturare alcuni edifici, anche se c'è ancora molto da fare. In regime comunista ovviamente l'iniziativa privata viene poco incentivata. Con un calesse trainato da un cavallo percorriamo per un'ora le diverse vie e piazze del centro, lasciandoci consigliare dal cocchiere su cosa fare in seguito (30 CUC che con il senno di poi risultarono eccessivi). Proseguiamo a piedi girovagando tra le calle dove i cubani vivono e lavorano o, soprattutto, oziano. Le temperature e l'umidità non sembrano invogliare la gente a strafare. Ci dà l'impressione che sono gentili con i turisti, soprattutto se si cerca di parlare in spagnolo, e molto aperti se si chiedono consigli. Ovviamente molti provano a venderti diverse prestazioni turistiche, come souvenir, giri in auto d'epoca, trasporti per altre città, oppure pernottamenti in case private. Nel tardo pomeriggio assistiamo in una piazzetta a pochi metri da casa ad un'esibizione canora, musicale e danzante di gruppi folcloristici, ripresa da una televisione locale, che utilizza persino un drone con telecamera. Ci rechiamo quindi al lungomare Malecón, per vedere il tramonto, ma ahimè il sole è nascosto dalle nuvole. Dopo aver percorso diverse vie e quartieri piuttosto degradati, raggiungiamo il centro più turistico per cenare. Subito dopo rientriamo al nostro giaciglio, stanchi dal jetlag, dalle lunghe camminate e dalla temperatura alta e umida.

Giovedì 8 settembre 2016: La Habana

Notte tormentata, visto che il condizionatore funziona male ed è abbastanza rumoroso

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Commenti
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