In giro per Cuba sulla scia dei ricordi dell'adolescenza

Giro in macchina di 2.200 chilometri per Cuba alla ricerca della sua vera anima e lontani dalle luci dei resort di lusso

  • di Ortociccio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

13-08-2016

Caro Filippo, sono seduto in una bella sedia a dondolo in ferro battuto nel patio ombreggiato della casa privata in cui attualmente risiedo a Remedios, piccola cittadina della zona centrale di Cuba, sto sorseggiando del buon rum, anzi ron con ghiaccio, e sto fumando un sigaro non di marca, dei loro, un "puro", come li chiamano qui.

Sono al decimo e terzultimo giorno di viaggio e il pomeriggio molle e libero da impegni mi induce ad impiegare il tempo per mettere ordine nei ricordi ancora freschi, nelle sensazioni, nelle emozioni che il viaggio mi, ci ha suscitato.

Ti chiederai perché scrivo proprio a te; è presto detto: per chi, come noi, ha attraversato l'adolescenza con il mito del Che, di questo disinteressato medico argentino che per il solo amore della giustizia si è messo al servizio della causa rivoluzionaria, le cui gesta venivano celebrate nei tazebao appesi sulla ringhiera del liceo, il viaggio a Cuba non è soltanto un viaggio nello spazio, ma soprattutto nel tempo e tu, che hai condiviso anche se da posizione diversa quell'epoca, non puoi che essere il destinatario privilegiato di queste considerazioni.

Proprio perché volevo farmi un'idea la più indipendente possibile del posto, non mi sono affidato ad alcuna agenzia per l'organizzazione del viaggio; ho soltanto prenotato gli aerei e quindi ho stilato un programma che comprendesse, oltre le note destinazioni turistiche quali La Habana e Trinidad, anche città fuori dai circuiti, come Vinales, Cienfuegos e Remedios.

Abbiamo quindi deciso di non alloggiare in alberghi, ma soltanto in case private e di non mangiare in ristoranti, ma soltanto in paladares. Per la loro selezione abbiamo attinto informazioni in un sito cubano, AmorCuba, gestito da un tal Alejandro che ha fatto da intermediario per le diverse prenotazioni. L'unico lusso che ci siamo concessi è stato il noleggio di un'auto moderna che abbiamo preferito a quelle "classiche" ed ai mezzi pubblici, sia per avere maggiore libertà di movimenti che per disporre dell'aria condizionata, una comodità alla quale non ero disposto a rinunziare in nome di una maggiore aderenza alla realtà.

Prima di partire ho anche letto qualcosa, per cercare di capire meglio, anche se, inevitabilmente, la soggettività delle fonti (la Lonely Planet e qualche sito in rete) potrebbe aver inficiato la veridicità delle informazioni.

Ciò che comunque mi è saltato subito agli occhi è che la storia ci presenta un popolo da sempre "colonizzato" da qualcuno: prima gli spagnoli, poi gli americani e quindi i Castro, il cui fratello minore sta cambiando in maniera alquanto significativa le sorti del suo popolo.

Ed eccoci quindi al resoconto, alle impressioni che sia io che Antonella abbiamo tratto da questo breve, ma intenso soggiorno.

Sull'isola come territorio non c'è niente da dire, se non che si tratta di una splendida isola caraibica con la natura in forma smagliante in tutte le sue forme. Non ricordo, ad esempio, di avere mangiato frutta tropicale così buona, succosa, pronta ad un consumo immediato, a chilometro zero, come vuole il nostro lessico finto verde, oserei dire verdastro.

Nel frattempo, mentre scrivo, già il secondo uccellino impertinente ha gioiosamente deposto il suo sterco rivoluzionario sulla mia seconda maglietta pulita, ma, d'altronde, come definirlo se non un doveroso contrappasso considerando che trattavasi di maglietta con il logo della Washington University regalatami da mia figlia di rientro dal suo stage "imperialista"?

Ma torniamo a noi, alla nostra ricerca del romanticismo che abbiamo pervicacemente associato alla rivoluzione cubana, un romanticismo che, mi duole confessare, non abbiamo ravvisato in nulla di ciò che abbiamo visto né, tanto meno, nei commenti dei locali, incattiviti nei confronti dei Castro come neanche noi nei confronti dei peggiori politici nostrani.

Abbiamo visto di tutto e temo non tutto. Qui la gente si muove a piedi o su carri tirati da cavalli con una dilatazione dei tempi degna del medioevo; alcuni di questi carri, che nella foggia ricordano le diligenze da far west che hanno accompagnato il nostro immaginario infantile, sono sormontati dalla velleitaria insegna di taxi e gli assi e le ruote sono stati ricavati da quelle auto che non sono più riusciti a riparare e dalle quali hanno cannibalizzato quanto possibile, un tetto, una mascherina, qualche specchietto retrovisore o, appunto, le ruote.

Su questi carri, oltre alle persone con o senza animali al seguito vivi o morti, abbiamo visto trasportare di tutto, in uno addirittura delle torte, stile "marriage" esposte al vento, alla polvere, al fumo dei motori, tutti rigorosamente euro -6, un fumo denso, scuro, pestilenziale, mortifero.

Nessuna allegria in questo, nessun compiacimento, ma soltanto rassegnazione, nei confronti di una sorte che non vede nella natura la sua origine, ma soltanto nella volontà degli uomini, di due uomini, forse di uno, del quale, ironicamente, oggi si festeggia il novantesimo compleanno con fuochi di artificio; quanto sono longevi i dittatori!

Sempre nella Lonely Planet (quindi riporto con il beneficio di inventario) ho letto che il "progresso" favorito da Raoul ha portato al riconoscimento di ben 178 attività libero professionali autorizzate dallo stato, attività che ciascun cubano può esercitare liberamente; tra queste mi ha colpito il "caricatore di accendini". Immagina quale reddito possa accumulare un tal professionista, immagina quale rischio corruttivo possa rappresentare per la gloriosa economia marxista dell'isola! Se non temessi di offendere la memoria del Che direi che si tratta di "fuffa", ma mi rendo conto che non lo è, è sostanza e che probabilmente c’è più di un cubano che sopravvive caricando accendini.

Come sai noi ci confrontiamo quotidianamente con i parcheggiatori abusivi, categoria che detesto con tutto me stesso, ma qui mi sono trovato ad elargire mance ad una moltitudine di persone che a casa avrei definito molestatori, e che qui, invece, mi appaiono per ciò che in realtà sono, disperati. Proprio stamattina, mentre aspettavo per fare benzina in un self service, si è avvicinato un signore, più o meno mio coetaneo, senza gambe e su una sedia a rotelle. Dopo un iniziale cenno di fastidio, ho lasciato che mi aiutasse, apprezzando come mi abbia evitato un errore, come si sia preoccupato di mantenere lontano il tubo della pompa dalla carrozzeria dell'auto, nel caso potesse rigarsi, o come abbia prontamente chiamato l'addetta alla cassa per segnalarle un malfunzionamento, costringendola a uscire dal suo gabbiotto per verificare l'accaduto.

L'ho premiato con 1 cuc, pari ad un euro, un quarantesimo dello stipendio mensile di un medico, ed ho visto nei suoi occhi la sorpresa e la riconoscenza, che hanno rappresentato il mio premio, la gratificazione narcisistica del capitalista

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Commenti
  1. woody54
    , 14/9/2016 17:21
    "Ti prometto che studierò di più per cercare di capire meglio" Questa , l'unica cosa che condivido del tuo racconto

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