Lo schiaffo di Cuba

Otto giorni in questa incredibile isola, nella parte centro-nord, con bus e taxi. Un Paese da scoprire sulla propria pelle

  • di zingarosardo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Cuba è uno schiaffo.

E' mia abitudine non approfondire mai i miei viaggi prima di partire. Studiarli a fondo. Preferisco abdicare, farmi sorprendere e lasciare la porta aperta agli imprevisti.

Son bastati pochi passi nelle vie di Centro Avana per intuire che non avrei potuto spiegare questo posto. Scaturisce solo l'idea che l'unico modo è vivere Cuba sulla propria pelle, senza illudersi di darsi delle risposte. Unicamente farsi domande con la sensazione che, per quante volte si possa tornare qua, quelle domande non troverebbero mai sentenze.

Tutto ha origine, come sempre, da quel nastro gommato nero a cui affidasti lo zaino in Europa e speri di rivederlo a migliaia di chilometri di distanza. Il rullo cubano ha un ritmo tutto suo, lento, comodo, intermittente. L'attesa snervante, che durerà un'ora, la leggi nel viso degli altri e loro la leggono nel mio. Ci sono solo due aerei in pista e quindi domande, aspettative, rassegnazione, abbandono e anche sorrisi.

Cambio moneta, taxi verde scuro e si entra nell'avventura attraverso luci fioche di lampioni per strada, ombre che vagano a bordo pista, umido e qualche goccia dal cielo.

La casa particular che ci ospita è di ringhiera, mobili antichi, fotografie, pianoforte, dondoli, divano, la colazione è sufficiente e dignitosa.

"Cuba si comincia a capire dalla terza volta che si visita, all'inizio si fanno un sacco di errori", questo ci dicono i 'senatori' italiani incontrati a un tavolo di un paladar in riva al mare di Cienfuegos qualche giorno dopo.

Appena messo piede fuori di casa non facciamo in tempo a sorprenderci della decadenza degli edifici, dal degrado delle strade che incontriamo il nostro primo jinetero che ci introduce alla faccenda della cooperativa, in sostanza la vendita di sigari cubani a metà prezzo rispetto alla Fabbrica del Tabacco, originali perché sottratti alla Fabbrica dagli operai che ci lavorano. Pare che quel giorno sia la festa ufficiale anzi, in verità è cominciata il giorno prima e sta terminando. Bisogna sbrigarsi. Ringraziamo e salutiamo, ma ecco l'altro jinetero che, visto che la madre è molto amica della signora che ci ospita in casa, si offre di accompagnarci direttamente alla cooperativa, che nel mio immaginario è raffigurata da una piazza brulicante di trattative, ma che alla fine si riduce a una camera di una casa, sigari tirati fuori da uno scatolone e offerte speciali. No grazie, non fumiamo e si va via. Cominciano le sensazioni di fastidio, di intolleranza, voglia di fare il classico turista guardando la cartina per scegliere dove andare. Illusi. Arriva Samuel, a cui chiediamo indicazioni per un locale dove passare la serata. Ma Samuel non da indicazioni, ti ci porta lui. Vabbè ora ci porta al locale e poi se ne va. No. Ancora non lo sappiamo ma resterà con noi ancora quattro ore in cui dopo due guarapinos, ferma un taxi e ci porta a cambiare cash, prenotare il Viazul del giorno dopo, salita a El Morro e ritorno al Teatro Rosalia De Castro: lo liquidiamo in tutti i sensi alla ricerca di un po di libertà. In poche ore per farla breve siamo già stati travolti dal modo di fare dei ragazzi del posto, avvolti nel contempo dall'umido del clima e dall'odore forte di benzina che penetra in testa.

Il pomeriggio scorre attraverso le vie della città vecchia,in piazza l'attenzione cade su un gruppo di bambini in libera uscita da scuola che giocano divertiti sotto le indicazioni della maestra, ma anche su un negozio di Paul & Shark che è come vedere un orso polare a Miami Beach. Musica, statue di Bolivar, busti di Martì, richiami continui alla revolucion, ancora musica dalla nota Bodeguita del Medio, il Prado, poi via sul Malecon dove il rumore delle auto, in concreto carri vecchi di 70 anni, e lo smog che lanciano in aria, il grido degli edifici vista oceano si mischiano all'aria pulita che arriva da nord portata dalle onde del mare. Appena 100 miglia da quella parte c'è un mondo completamente diverso

  • 25012 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
, , , ,
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social