Cuba... Ronald non correre

Cuba a gennaio. Per mettere il costume in valigia il 31 dicembre e per visitarla prima che arrivi McDonald: la fine dell’embargo (per fortuna e purtroppo) incombe

  • di stramaury
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Premesse

Chi: Mateo e io, nessuno ci segue.

Quando: 1-12 gennaio 2015; giorni veri: 2-10 gennaio.

Dove: Cuba centro-occidentale, dormendo a: L’Avana (3 notti), Vinales, Cienfuegos, Trinidad (2), Moron, Playa Larga, L’Avana.

31 dicembre 2014-1 gennaio 2015: viaggio Torino – Milano – Toronto – L’Avana

Teoria: cena tra amici, all’1 a casa, alle 5 sveglia, alle 6 partenza. Pratica: alle 2.30 siamo ai dolci, alle 4.30 ai giochi, alle 5 salutiamo; bagagli, alle 6 partenza. Sul raccordo tra A4 e Superstrada per Malpensa un cane corre sulla corsia di emergenza. Troppi brindisi? Nel dubbio avvisiamo il 113.

Voliamo con Air Canada destinazione l’Avana via Toronto; 10 ore di volo, atterriamo alle 15. Toronto, come L’Avana, è 6 ore indietro rispetto all’Italia. Restiamo nell’area partenze ma dobbiamo compilare lo stesso il foglio della dogana canadese e passare un controllo passaporto; ripartiamo alle 19 e poco dopo le 22 siamo nella capitale cubana.

Trafila: controllo bagaglio a mano (buon lavoro dello stilista che veste le poliziotte aeroportuali); controllo passaporto (“Potresti avere l’ebola?” “No”); ritiro bagagli; dogana (sul modulo spuntiamo “niente da dichiarare”).

Ci aspetta un taxista mandato da Casa Viel, la casa particular dove alloggeremo a l’Avana. Prima di lasciare l’aeroporto prendiamo un po’ di CUC: chiedo di cambiare 1.600€, l’addetta risponde max 500€; agli sportelli c’è coda quindi impieghiamo 30’. CUC in tasca saliamo sul taxi e in un’altra mezz’ora raggiungiamo Casa Viel, nel quartiere residenziale di Vedado. Finalmente!

Prima di dormire ci rilassiamo tra soggiorno e portico dove ci raggiunge la padrona di casa Milagros; ci offre una tazza di tè e iniziamo a chiacchierare. Programma: partenza domani mattina per 7 giorni nella parte centro-occidentale dell’isola su una macchina con autista, contattato da noi nelle settimane scorse chiedendogli di occuparsi anche delle case particular fuori l’Avana. Problema: alcune ore prima ha chiamato Milagros perchè oggi gli hanno sospeso la patente per un mese: siamo senza macchina nè prenotazioni. Niente panico. Mateo e io applichiamo il metodo sticazzi. Milagros è più costruttiva e si fa provvidenzialmente carico di risolvere la situazione, pur senza esserne tenuta visto che con l’autista lei non c’entra nulla. Trovare a mezzanotte auto e conducente per una settimana a partire da domani mattina è impensabile, quindi concordiamo di invertire il programma: prima i 2 giorni a l’Avana e poi i 7 in giro, così Milo ha un po’ più di tempo per cercare quel che ci serve. Doccia e a dormire.

2 gennaio: L’Avana

Colazione pantagruelica, impossibile finire tutto. Sarà così per tutti i pasti nelle case particular in cui alloggeremo. Alziamo bandiera bianca e Milo ci raggiunge per chiacchierare ancora un po’ e darci indicazioni e consigli su L’Avana. Istruiti a dovere alle 11 usciamo.

Iniziamo col bus turistico T1 a due piani che fa la spola tra il Capitolio e zona Miramar, a est. Biglietto giornaliero, 5 CUC a testa, hop-on hop-off; lo prendiamo in direzione est all’incrocio tra Malecon e Avenida Paseo. Hop-off in Plaza de la Revolucion; hop-on su un bus successivo per attraversare i quartieri orientali, nel bello e nel brutto, è un buon modo per vedere un pezzo di città fuori dal centro; a fine della tratta dietrofront e restiamo a bordo fino al capolinea in zona Capitolio. Camminiamo, un signore attacca bottone, gli diamo corda, dopo 3’ vuole venderci qualcosa, tagliamo corto. Continuiamo a camminare, un ragazzo attacca bottone, gli diamo corda, “guardate che Habana Vieja è nella direzione opposta” (ha ragione), dietrofront, dopo 5’ vuole venderci qualcosa, tagliamo corto

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