Cuba, un piacevole viaggio nel passato

Viaggio on the road alla scoperta della storia, della cultura e della popolazione cubana

  • di lauretta1611
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Dopo una serie di viaggi verso Oriente, quest’anno decidiamo di partire alla volta di Cuba. Vogliamo conoscere questa isola le cui vicende storiche l’hanno intrappolata nel suo passato. Come sempre il nostro viaggio inizia qualche mese prima, a settembre, quando iniziamo a leggere i numerosi diari di viaggio pubblicati nei vari siti. Dopo avere consultato la sempre valida guida Lonely Planet e valutato il tragitto da effettuare, prenotiamo i voli, gli alberghi e l’auto in affitto.

E così, tra una prenotazione e l’altra e dopo varie evidenziature e appunti sulla guida, arriva il 30 dicembre 2014, il giorno in cui le nostre valigie vengono chiuse, i passaporti ed i visti entrano nella borsa, le macchine fotografiche riposte nello zaino, e con un po’ di agitazione mista ad emozione arriviamo all’aeroporto pronti per il viaggio che ci porterà a Cuba.

Martedì 30.12.14

Arriviamo a L’Avana dopo un viaggio che ci ha portato a fare scalo a Parigi. All’aeroporto impieghiamo molto tempo ad esplicare le formalità di ingresso, ma poi finalmente recuperiamo le nostre valigie e con un taxi ci dirigiamo all'albergo. Sono le otto di sera qui a L’Avana e sentiamo la stanchezza, il sonno perduto ed il fuso orario. Attraversiamo strade deserte malgrado l'orario imporrebbe un traffico maggiore e caotico. Avvistiamo le prime auto anni 50; vecchie Chevrolet, Dodge che hanno visto tempi migliori; sono state verniciate e stuccate più volte e sicuramente hanno visto molte carrozzerie e meccanici nel corso degli anni. Arriviamo finalmente in albergo, stanchi, sudati e assonnati; vogliamo solo farci una doccia e poi una bella dormita.

Mercoledì 31.12.14

Ci svegliamo molto presto e dopo la colazione in hotel usciamo subito alla scoperta di L’Avana. La temperatura e' piacevolissima, un caldo gradevole, ideale per la nostra escursione giornaliera. Andiamo subito alla scoperta della cattedrale di San Cristobal, situata in una piccola piazza di Habana Veja. E’ qui che iniziamo a scorgere i primi segni dell’architettura che caratterizza questa città. Passeggiamo per le vie della città e spesse volte siamo fermati da cubani che ci avvicinano; la prima impressione che abbiamo e' quella di persone un po’ insistenti e appiccicose. Scopriamo invece con nostra sorpresa che parlare con il turista e' un modo per loro di conoscere quello che accade fuori dall’isola. Dopo essere rimasti un po' sulla difensiva e sulla riservatezza, impariamo a conoscere la gente cubana, la loro cultura ed il loro stile di vita. E’ un popolo molto orgoglioso e patriottico; infatti ci spiegano subito che non soffrono in alcun modo la fame, la scuola e la sanità sono completamente gratuite. Certo gli stipendi sono bassissimi, le privazioni tante. Non hanno accesso ad internet, non possono ovviamente espatriare, non hanno le comodità di noi occidentali anche se qualche ragazzo inizia ad avere una comodità per noi oramai scontata quale il cellulare. Ci raccontano in maniera molto scanzonata di avere solo due canali TV: canale Fidel 1 e Fidel 2! Anche i controllo della polizia sono stretti e severi: un ragazzo ci spiega e ci fa notare che in ogni rione c'e una sorta di sorvegliante che non esita a fare il nome alla polizia per ogni piccola malefatta. La polizia e' ovunque e questo ci fa sentire tranquilli. Ci dicono che a L’Avana ci sono tre milioni di persone; due milioni sono i poliziotti! Un ragazzo incontrato durante il nostro vagabondare percorre con noi la strada parlandoci della sua famiglia, del suo lavoro di infermiere che è considerato un buon lavoro. La vita in città sicuramente dal punto di vista economico non è facile rispetto alla campagna, dove chi ha un campo da coltivare può sostenersi con i raccolti, ma certo, per un ragazzo sarebbe troppo faticosa quella vita. Alla fine ci porta ad una scuola famosa di ballo e si fa offrire un mojito. E' il nostro primo mojito, dicono che qui e' tra i migliori di L’Avana e un gruppo di ragazzi che canta e suona canzoni cubane accompagna questo piacevole momento di pausa. Arriviamo a Plaza Vieja, un gioiello di L’Avana non a caso dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. E bellissima, circondata da palazzi in stile barocco e art nouveau, le vecchie residenze dei ricchi borghesi. Ci fermiamo a bere un caffè all’aperto per ammirare la piazza restaurata con molto cura, dove i vitrales ossia le finestre colorate dei palazzi danno un tocco di particolare raffinatezza all’insieme. Passeggiamo poi per le vie importanti quale Calle Obispo e Calle Mercaderes. Vediamo i negozi dei locali, piccole stanze denominate cooperative dove la gente compera ancora il pane e i beni primari con la tessera rilasciata dal governo cubano. Vediamo poi la gente uscire dalle cooperative con in mano alcuni panini, portati a casa senza sacchetto. Qui si bada solo al necessario, non si ha tempo per il superfluo. Intravediamo il Capitolo, molto imponente anche se in fase di restauro e quindi non accessibile. Di fronte si trova il Parque de la Fraternidad, capolinea di taxi e autobus, detto anche Jurassik park per le numerose auto anni ’50 che vi sostano in attesa di turisti. Andiamo a fare un giro alla China Town di L’Avana, anche se come ci ha detto un cubano, e' abitata da cubani vestiti da cinesi! In effetti i cinesi sono spariti dopo l'inizio della dittatura di Fidel e qui oggi non ne incontriamo nessuno

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