CUBA, non solo mare!

Non si può scrivere di Cuba senza iniziare dalla sua gente!! Il popolo cubano è un popolo a cui la storia ha sempre insegnato che uniti si vince; uniti hanno vinto il colonialismo, uniti hanno vinto la dittatura militare del ...

  • di cinzia47
    pubblicato il
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  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Non si può scrivere di Cuba senza iniziare dalla sua gente!! Il popolo cubano è un popolo a cui la storia ha sempre insegnato che uniti si vince; uniti hanno vinto il colonialismo, uniti hanno vinto la dittatura militare del colonnello Batista, uniti – forse – vinceranno la povertà.

Già, povertà, perché Cuba è un paese prevalentemente povero, ma di una povertà dignitosa, sorridente, non invidiosa.

Il popolo cubano ha forte il senso della comunità e, se è vero che le persone di mezz’età sono orgogliose di Fidel Castro e della rivoluzione del 1958-59, è anche vero che i giovani sono attratti dalla voglia di un non ben definito cambiamento ed entrambi temono di perdere ciò che di buono questo sistema garantisce loro.

Entrando in Piazza della Rivoluzione a L’Avana, si avverte subito la forza della storia rivoluzionaria del popolo cubano.

La Piazza è dedicata agli eroi nazionali: Josè Martì, ispiratore e combattente per la liberazione dal colonialismo, avvenuta nel 1898; Che Guevara, ispiratore e combattente per la liberazione dal governo filo-americano di Batista, avvenuta nel 1959; Fidel Castro, attuale presidente della Repubblica, che chiamò il Che al proprio fianco nei moti rivoluzionari che cambiarono la vita del Paese.

Tre figure carismatiche le cui idee scorrono nelle vene dei cubani come globuli bianchi nel sangue.

Per la vostra vacanza a Cuba, consiglio di pernottare nelle case private (case particulares) e girondolare nei paesini ed in mezzo alla gente per assaporare il piacere della solarità cubana velata da nuvole di tristezza.

Le spiagge più belle sono quelle dei vari Cayo: sabbia bianca e fine, acqua cristallina; quella ritenuta la più bella (confermo!) è a Cayo Guillermo, si trova sulla punta di questo cayo e si chiama Playa Pilar.

Le spiagge, tuttavia, non sono la particolarità più seducente di Cuba o, meglio, non lo sono tanto quanto la musica, l’impronta architettonica coloniale delle sue città e – naturalmente - la gente, di cui vi ho già parlato.

La musica a Cuba echeggia dalla mattina a notte fonda, spesso improvvisata, agli angoli delle strade, nei parchi, nelle piazze, alle case della trova che sono locali, presenti quasi in ogni paese, dove si suona musica dal vivo.

Rumba, son, salsa scandiscono le giornate dei cubani.

La rumba ha origini africane, mentre il son è l’antenato campagnolo della salsa urbana.

L’impronta coloniale delle città cubane ha un fascino particolare perché la struttura architettonica delle case, a volte ben conservata ed a volte decadente, riporta il visitatore indietro nel tempo, come in un’altra dimensione temporale, in un'altra epoca.

L’Avana vecchia (Habana Vieja), prima di tutte, è una testimonianza dell’epoca coloniale spagnola, con uno dei complessi architettonici più ricchi d’America.

Vi segnalo la bella Cattedrale, capolavoro barocco, che fu eretta dai gesuiti nel XVIII secolo: la sua bellezza architettonica e la sua imponenza attraggono il visitatore già al primo sguardo.

Trinidad, poi, è un gioiellino cubano con le sue abitazioni azzurrate e basse, con le sedie a dondolo all’interno ed i bambini che osservano curiosi, dalle grate delle loro case, i turisti che passeggiano e si perdono nei vicoli.

Cinfuegos, sulla strada per Trinidad, e Baracoa, che si trova nella parte più orientale dell’isola, meritano – indubbiamente – più di una sosta.

La zona di Baracoa è la parte più povera del Paese ma anche la più lussureggiante per la vegetazione tropicale e lì si possono organizzare piacevoli trekking, come quello a Rio Duaba, alla piscina naturale con cascate incluse

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