Cuba: un uragano di emozioni

Cuba– Un ‘uragano’ di emozioni (Un paese di contrasti n. 2) Ebbene sì !…non ho resistito alla tentazione di tornare a Cuba….esiste il ‘mal di Cuba’ assieme al ‘mal d’Africa’? Non lo so, fatto sta che la mia compagna di ...

  • di Antonella P 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Cuba– Un ‘uragano’ di emozioni (Un paese di contrasti n. 2) Ebbene sì !...Non ho resistito alla tentazione di tornare a Cuba...Esiste il ‘mal di Cuba’ assieme al ‘mal d’Africa’? Non lo so, fatto sta che la mia compagna di viaggio non stava nella pelle, quando abbiamo finalmente preso quel ‘last second’ da Malpensa...Volo per Havana domenica 26 giugno per 2 settimane.

Io ero un po’ meno entusiasta di lei, visto che ormai c’ero già stata appena 3 mesi prima (leggi ‘Cuba paese dei contrasti’) e, potevo benissimo andare in qualsiasi altro posto caldo per le mie agognate Ferie. Ma una volta sull’aereo i miei dubbi pian piano lasciavano posto ad una certa eccitazione di tornare in un posto che mi avrebbe ancora sorpreso e dato piacevoli emozioni...Ma non pensavo certo ad emozioni così ‘forti’ ! Appena sbarcate all’Aeroporto ‘Josè Martì’ di L’Havana, oltre ai miei amici cubani, ci attendevano una pioggia insistente ed un cielo grigio...Non proprio un bell’inizio... Ma la familiarità del Vedado e la casa di Teresita, che ci attendeva per festeggiare il compleanno di suo marito Estéban con pochi amici, mi ha risollevato l’umore. La mia amica era entusiasta persino al solo vedere una festa di compleanno cubana, mah! In effetti, i cubani hanno questo strano potere di rendere ogni piccola cosa qualcosa di estremamente piacevole ed elettrizzante...Così riesci a mandare giù anche una torta ‘multicolori’ e iperzuccherata con della pasta fredda servite assieme nello stesso piatto...Però non potevo immaginare che la pioggia avrebbe accompagnato tutta la nostra vacanza. Nei giorni successivi avremmo girovagato per L’Havana aspettando l’ora “x” di inizio della pioggia: alle 2 del pomeriggio arrivava puntuale sorprendendoci per le strade già dissestate, ma era uno spettacolo anche quello. Abbiamo fotografato bambini che a ritmo di pioggia ballavano incuranti per strada felici per quello che per loro doveva essere un evento. Così come per noi era un evento vedere la gente passeggiare sotto l’ombrello per ripararsi dal sole, piuttosto che utilizzarlo per la pioggia ! Comunque, dopo un paio di giorni decidiamo di lasciare la piovosa Havana per il mare, sperando in meglio. E siamo state ricompensate, perché siamo riuscite a farci ‘baciare’ dal sole su una spiaggia davvero ‘da catalogo’, quale è quella di Santa Maria o di Guanabo...Sdraiarsi sotto una palma di cocco davanti ad un mare così trasparente e su una spiaggia non affollata, ti rinfranca da tutte le fatiche quotidiane che hai dovuto sopportare per arrivare fin lì. Peccato però che gli inconvenienti siano sempre in agguato. Dopo aver ‘snobbato’ tutti gli avvertimenti dei poliziotti presenti in spiaggia e dei nostri amici cubani, che ci raccomandavano di stare all’erta dai ladruncoli attirati dalle nostre borse, cellulari e macchine fotografiche (e come può un turista farne a meno in vacanza ?), sono stata derubata in spiaggia. Pensate, proprio sotto la palma che mi proteggeva dalla pioggerellina di quella domenica sfortunata. Non riuscivo a credere di essere stata vittima, visto che fino a quel giorno eravamo sempre state prudenti e sempre protette dai poliziotti in giro in spiaggia...Ma i cubani sono davvero ‘listos’ e “rapidos” quando mirano all’obiettivo sono insuperabili! E i poliziotti sono davvero ‘fedeli’ alle regole di Fidel nel volersi prima accertare sulle generalità della vittima, invece di cercare di capire cosa e come è accaduto il fatto...Per un po’ ho avuto timore che accusassero me del reato, stupida turista che se ne va in spiaggia con lo zainetto, il telo da mare e il cellulare! Certo che non sono così stupida da portarmi dietro carta di credito, tanti soldi, passaporto, ma solo una copia! Ma magari fosse tutto lì: scoprire come si fa a bloccare carta di credito, numero di cellulare è davvero un’impresa a Cuba. Ci ho messo ben 5 ore prima di riuscire a farlo, dando tutto il tempo a chi mi aveva sottratto il cellulare di fare telefonate in qualsiasi parte del mondo, visto che avevo il servizio ‘Roaming’ della Vodafone che ti permette di telefonare ovunque quando sei in giro per il mondo, addebitando tutto sulla carta di credito, che bello vero? Peccato che non ti informino per bene su cosa fare in caso di furto quando sei ‘ovunque’ ...Ma la serie di coincidenze sfortunate pare che non finisca qui. Dovevo ‘assaporare’ fino in fondo la realtà cubana...Uscire la sera in un posto come Guanabo, o raggiungere Playa S.Maria, dove sono concentrati i locali, diventa quasi un’impresa. Una sera abbiamo dovuto aspettare un bel po’ prima di riuscire a fermare un taxi e, quando finalmente se ne è fermato uno, era ormai troppo tardi per riuscire ad entrare in uno dei locali notturni, ‘cerrado por capacidad’, ovvero troppo pieno per farti entrare: un altro dei contrasti di Cuba... Così come pagare un poliziotto per farti superare una specie di ‘posto di blocco’ all’entrata di un locale, visto che avevo lasciato a casa la mia copia del passaporto...Ma non è niente in confronto al buio pesto che abbiamo dovuto affrontare nel tornare a casa, a causa del ‘black out’ che avrebbe accompagnato ogni giorno della nostra vacanza nell’isola. Prova a girare nelle strade di Cuba quando è buio pesto, in strade che ti sembrano tutte uguali e senza numero civico, senza torce o accendino per riuscire a raccapezzarti dove diavolo sei finito !!! Infatti, mentre la maggior parte delle ‘case particulares’ sono dotate di neon ricaricabili, dato che ormai i black – out ora sono programmati, interi quartieri restano senza luce, così come la maggior parte dei locali, ristoranti, luoghi pubblici, restano chiusi quando manca la corrente. E’ sconvolgente vedere una città come l’Havana completamente al buio e ‘cerrada’ ...Tutto chiuso! Quindi niente cibo, niente telefono, niente luoghi per passare la serata...E se avete bisogno di soldi, nessuna ‘cadeja’ (ufficio cambio) o banca potrà accontentarvi. Così l’ultimo giorno per me a L‘Havana è stato davvero un incubo: volevamo andare al mercato de l’Habana Vieja per comprare dei regalini, cambiare dei soldi, mangiare una ‘paella’ in un ristorantino consigliato da amici, assistere ad un concerto nella Casa della Musica, ma non abbiamo potuto fare niente di tutto ciò a causa dell’uragano Dennis che aveva aggravato la situazione dei ‘black-out’... Mai e poi mai avrei immaginato di provare l’esperienza di un uragano

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