10 giorni tra colori e musica

Ho voluto raccontare un’esperienza di viaggio che per me ha rappresentato la realizzazione di un desiderio che durava da tanto tempo. Finalmente quest’anno, grazie alla complicità e alla collaborazione delle mie preziosissime compagne di viaggio, Isabella, Francesca e Barbara, il ...

  • di Mari_b
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ho voluto raccontare un’esperienza di viaggio che per me ha rappresentato la realizzazione di un desiderio che durava da tanto tempo. Finalmente quest’anno, grazie alla complicità e alla collaborazione delle mie preziosissime compagne di viaggio, Isabella, Francesca e Barbara, il sogno si è avverato e mi sono regalata 10 giorni speciali itineranti per la isla grande. Abbiamo noleggiato un’auto tramite agenzia dall’Italia e, dato i pochi giorni a disposizione, abbiamo studiato un itinerario che toccasse le principali tappe della parte occidentale dell’isola. Per quanto riguarda i pernottamenti la scelta è ricaduta sulle case particular, esperienza che consiglio in modo spassionato a chiunque si appresti a intraprendere un viaggio in questo paese. Per lo più si tratta di case semplici, con pochi fronzoli, ma l’umanità e il calore delle famiglie che vi ospiteranno supera di gran lunga qualunque servizio offerto da alberghi/all inclusive. 16/05/2008 Dopo settimane di mail, telefonate, preparativi e prenotazioni, partiamo da Venezia alle 12.20 di un venerdì, volo Iberia, scalo a Madrid, arrivo all’Havana ore 21 locali (le 3 del mattino in Italia, ci sono 6 ore di fuso tra l’Italia e Cuba).

Superati i controlli di rito e ritirati i bagagli ci avviamo all’uscita dell’aeroporto dove ci aspetta il servizio taxi prenotato dall’Italia, servizio facoltativo messo a disposizione dal sito casecuba.Com al prezzo di 25 CUC.

Come in una scena da film il nostro taxista ci aspetta con un grande cartello in mano con scritto il nome di Francesca. All’ufficio cambi dell’aeroporto cambiamo i primi euro in CUC (pesos convertibili) una delle 2 monete in circolazione a Cuba. Si tratta della moneta destinata ai turisti, fonte di continui tentativi di raggiri, dato che vale quasi 24 volte la moneta nazionale (1 CUC=1,39 euro). In realtà, memore dei consigli di alcuni TPC, tento di procurarmi anche una piccola quantità di moneta locale, i pesos cubani, ma questa intenzione si manifesta irrealizzabile: l’addetta dell’ufficio in pratica si rifiuta di cambiarmi pesos cubani adducendo la scusa che non ne ha e che se voglio cambiare in pesos nazionali devo fare un’altra fila dalla collega che le è accanto. A questo punto rinuncio e ci avviamo alla macchina che ci conduce alla nostra prima casa: ovviamente è diversa da quella che abbiamo prenotato, ma a questa evenienza eravamo preparate, è una pratica abbastanza frequente per i cubani non mantenere le prenotazioni, d’altra parte non viene richiesto nessun acconto.

La casa si trova in calle San Ignazio, a 200 metri da Plaza Vieja; siamo in zona Havana Vieja, praticamente in centro. Comunque, anche con la scarsa illuminazione notturna, la via ha un aspetto decisamente decadente, e quando il nostro taxista ci scarica davanti alla porta di casa rimaniamo un po’ perplesse. Ma la casa all’interno è accogliente e le camere, anche se spartane, sono pulite; inoltre ciascuna ha il suo bagno, ventilatore e condizionatore, aspetto da non sottovalutare nella scelta di dove andare a dormire. Il prezzo sarà ovviamente lo stesso concordato per la casa che non abbiamo più, 30 CUC per camera per notte. Per la colazione spenderemo altri 4 CUC a testa.

Chiarito questo aspetto, dopo più di 11 ore di viaggio (all’Havana sono le 23, ma i nostri orologi puntano ancora all’ora italiana e ci ricordano che sarebbero le 5 del mattino) non ci rimane molto altro da fare se non andare direttamente a nanna.

17/05/2008 Il nostro primo giorno a Cuba comincia alle 8.30 locali, ma tra la colazione e qualche domanda a Norma e Pedro, i padroni di casa, usciamo di casa poco prima delle 10. L’impatto con l’Havana è subito piuttosto forte. Fa molto caldo e l’umidità è altissima, si attacca subito alla pelle, così come ci investono immediatamente gli odori della strada, i rumori e i suoni che escono dalle case. Il tratto di strada che ci separa dal centro storico è un susseguirsi di sensazioni contrastanti: non posso dire che mi ha sorpreso, ero preparata a questo ed è un po’ quello che mi aspettavo, tuttavia il senso di decadenza che respiriamo in questi primi minuti all’Havana è netto. Ci circondano case delle quali si intuisce l’appartenenza ad un passato coloniale glorioso, ma delle quali ormai rimangono poco più che ruderi. Sarà per questo che la gente vive praticamente sull’uscio di casa, sul terrazzo o sul balcone. Alcuni bambini stanno facendo colazione seduti a terra, altri giocano in strada schivando i passanti e noi schiviamo i buchi e le pozzanghere che sono rimaste a ricordo di un acquazzone di chissà quando. Ma questa sensazione di disagio dura solo pochi minuti, il tempo di ambientarsi, poi queste immagini cominciano a diventare subito... “familiari”. Incredibilmente le scene di vita domestica che scorgiamo appartengono a gente perfettamente a suo agio in tutto questo, abituata o rassegnata a vivere in luoghi che somigliano solo lontanamente a case

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