Il sorriso dei cubani

Si riparte! Dopo il nostro ultimo viaggio a Santorini nel Settembre 2007 decidiamo per la prima volta di sorvolare l’oceano Atlantico destinazione CUBA. La nostra scelta è dettata dalla curiosità di visitare questo paese prima degli inevitabili cambiamenti che a ...

  • di BETTI75
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Si riparte! Dopo il nostro ultimo viaggio a Santorini nel Settembre 2007 decidiamo per la prima volta di sorvolare l’oceano Atlantico destinazione CUBA. La nostra scelta è dettata dalla curiosità di visitare questo paese prima degli inevitabili cambiamenti che a breve verranno posti in essere con il passaggio di consegne da Fidel al fratello Roul. Nel comunicare la nostra scelta per Cuba siamo subito bersaglio di terrorismo psicologico: “E’ pericoloso, scegliete un’altra meta” oppure, “questa è la volta che non tornate”. A questo punto, un poco impauriti, optiamo per un viaggio organizzato. Scopriremo solo al nostro arrivo a Cuba quanto questa gente sia accogliente, solare e la sicurezza sia a livelli decisamente più alti che in Italia.

GIOVEDI’ (ITALIA/VARADERO)

Partiamo dal solito aeroporto di Malpensa alle ore 9,30 e dopo 10 ore di volo, sorvolando il Canada e gli Stati Uniti atterriamo a Cayo Largo. Dall’oblò ammiriamo un mare caraibico stupendo e per poco invidiamo coloro che hanno scelto quest’isola per il loro soggiorno. Pausa di 1 ora e si riparte per Varadero. Dopo circa venti minuti di fortissima turbolenza giungiamo a destinazione alle 15:00 ora locale. Scendendo dall’aeromobile il caldo clima caraibico ci avvolge e subito ci lasciamo alle spalle il freddo quasi invernale del nostro paese di montagna. Sbrigate le solite formalità per il controllo passaporti veniamo trasferiti al nostro villaggio “Las Antillas” - esclusiva Ventaglio per l’Italia. Il ristorante apre alle 18:30 ( 00:30 ore Italiane) e quasi mi addormento sul piatto; il fuso orario di 6 ore si fa sentire. Nonostante il sonno non possiamo rinunciare ad una piacevole grigliata di gamberi presso il ristorante Taino che presenta ogni giorno piatti di pesce alla piastra tra cui l’Aragosta. Passeggiamo per il villaggio cercando di stare svegli ma alle 21:00, ora locale, crolliamo in un sonno profondo.

VENERDI’ (VARADERO - AVANA)

Primo giorno di tour.

Partiamo da Varadero intorno alle 9:00 diretti a l’Avana. Presso la località di Matanzas troviamo una gara di ciclismo che ci costringe a ritardare un poco il nostro arrivo. Per quattro giorni visiteremo Cuba insieme alla guida, al nostro autista - originario della città di Sancti Spiritus - e ad una coppia di Fano.

Iniziamo la visita dell’Avana dal luogo in cui è stata fondata la città. La prima cosa che notiamo è la pulizia delle strade e il senso di sicurezza che si percepisce passeggiando per il centro. In Italia solitamente tendo a controllare costantemente che non mi venga aperto lo zaino, a Cuba, durante tutto il nostro soggiorno, non ho mai sentito la necessità di guardarmi alle spalle nemmeno quando mi ritrovavo circondata da molte persone.

Passeggiamo per l’Avana Veja, sostiamo per qualche scatto presso Piazza San Francesco ed entriamo di tanto in tanto in qualche negozietto. Ad ogni angolo, in ogni locale, è possibile assistere all’esibizione di artisti che suonano musica cubana dal vivo. La musica mi coinvolge al punto tale che in Piazza della Cattedrale inizio a ballare...Sola! a questo punto due cubani, dell’età media di 75 anni, si aggiungono a me e formiamo così un trio perfetto degno di You-Tube!

La cattedrale, dominata da due campanili di altezza diversa, presenta una meravigliosa facciata barocca (nello stile dell’architetto italiano Francesco Borromini). E’ proprio in questa piazza che pranziamo accompagnati dalla musica di un pianista da un viso talmente solare e dolce il cui ricordo mi accompagnerà per tutto il viaggio. All’interno del ristorante assisto con mio stupore alla richiesta di un gruppo di italiani di far interrompere durante il pranzo la musica; Mi chiedo perché abbiano scelto Cuba come meta delle loro vacanze! La musica fa parte di questo paese, è impossibile non esserne coinvolti, e sarebbe stato oltremodo offensivo chiedere al pianista una pausa.

Riprendiamo la visita della città. Visitiamo la hall dell’albergo che per anni ha ospitato Haminguay e il Bodeguito del Medio dove lo scrittore era solito passare parte del suo tempo. L’Avana è una città vivace e colorata con auto d’epoca che sfrecciano ovunque facendoci immergere in un’atmosfera anni ’50. Diamo un’occhiata a piazza delle armi e facciamo una tappa d’obbligo al museo del Rum “Havana Club”. Ci dirigiamo poi verso piazza del Capitolio Nacional. Simile al palazzo del Campidoglio di Washington, ma piu’ ricco di particolari, l’imponente struttura rivestita in marmo è uno dei capolavori dell’Avana. La sua costruzione ebbe inizio intorno al 1929 appoggiata dagli americani e per più di tre anni vide impegnati 5000 operai. Fino al 1959 fu sede del parlamento cubano e attualmente ospita l’accademia cubana delle Scienze e la Biblioteca Nazionale della Scienza e della tecnologia. Simpatici “CocoTaxi” attendono i turisti fuori dal Campidoglio.

Ci dirigiamo verso Piazza della Rivoluzione attraversando la zona residenziale ricca di splendide ville sedi delle ambasciate.

Divenuta simbolo della rivoluzione per le grandi adunanze che vi si tennero negli anni ’60 questa piazza è circondata da edifici che risalgono al periodo di Batista. Il ministero dell’interno è riconoscibile per il grande murale di Ernesto Che Guevara con la scritta “Hasta la Victoria siempre”. La nostra visita guidata all’Avana termina qui in questo luogo così importante per la popolazione cubana.

Ci dirigiamo al nostro albergo “ Habana Libre” che si trova nel quartiere del Vedado la zona più commerciale vicina al Malencon. L’Albergo, nonostante il numero di stelle, non è certo uno dei migliori in cui abbiamo soggiornato ma a Cuba la parola “adattamento” è d’obbligo.

Dopo cena decidiamo di passeggiare lungo il Malencon. Tutte le guide mettono in allerta i turisti da persone che si avvicinano con il solo intento di vendere qualcosa o improvvisarsi guide della città. Come volevasi dimostrare un ragazzo ci si avvicina ma gli facciamo subito capire di non voler acquistare nulla e che la nostra sola intenzione è ammirare il lungo mare. Il ragazzo non insiste ma si siede con noi su un muretto ed iniziamo così una piacevole conversazione.

La prima cosa che gli facciamo presente è il senso di sicurezza che L’Avana ci ha trasmesso. Il ragazzo (Miguel) ci dice che le pene che vengono inflitte ai cubani che si permettono di scippare o commettere altri reati nei confronti dei turisti non sono per niente leggere. Insomma, rispetto all’Italia qui c’è la certezza della pena e di conseguenza un numero ridotto di reati. Nell’arco della giornata abbiamo conosciuto tutte persone allegre un contro senso con la situazione in cui si dice vivano i cubani. Miguel ci fa notare che questo dipende dal fatto che i cubani sono gioiosi per natura non perché stanno bene!!! Questa frase peraltro ci verrà detta anche da altre persone con le quali avremo modo di colloquiare nei giorni successivi. Miguel lavora come custode all’interno di una scuola dell’Avana e guadagna 7 pesos convertibili al mese. Restiamo perplessi, soprattutto nel sentire lo stipendio medio di un medico: 28 pesos convertibili!!!! E’ vero l’istruzione è garantita, la sanità è gratuita e tutti hanno una tessera che garantisce loro il minimo indispensabile ma quello che più manca ai cubani, ci dice, è qualcosa che non si può comprare...La Libertà! Quasi mi commuovo nel guardare gli occhi lucidi di un giovane che vede poche prospettive per il proprio futuro e che non capisce perché nella sua vita non c’è posto per una birra con gli amici, una serata in discoteca o una cena al ristorante con la propria famiglia! I cubani non solo hanno grosse difficoltà ad uscire dal loro paese ma addirittura non possono accedere alla maggior parte delle spiagge che restano esclusiva dei turisti

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