Considerazione socio politica su Cuba

Ho lasciato passare un pò di tempo dal mio ritorno da Cuba per scrivere queste mie considerazioni, non volevo essere influenzato dall’immediatezza del mio ritorno. Non racconterò delle città e dei luoghi visitati di questi racconti… ne è pieno il ...

  • di ferdi 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ho lasciato passare un pò di tempo dal mio ritorno da Cuba per scrivere queste mie considerazioni, non volevo essere influenzato dall’immediatezza del mio ritorno.

Non racconterò delle città e dei luoghi visitati di questi racconti... ne è pieno il forum, mi meraviglio però che tutti i racconti parlino solo dei luoghi e non in quali condizioni sia costretta a vivere la gente. A distanza di un mese credo di poter descrivere più obiettivamente quello che penso di aver capito sulle reali condizioni di vita degli abitanti di Cuba. Passando diverse ore a parlare con loro, anche se all’inizio sono molto riluttanti e diffidenti a parlare, poi capisci che invece hanno tanta voglia di fare sapere qual’è la loro condizione di vita. Una signora incontrata all’Avana mi raccontò che era stata in prigione per due anni ed addirittura messa in un manicomio per tre mesi perché raccontava ai suoi ragazzi (la signora era una insegnante di francese che aveva studiato in Francia ) che ciò che il partito voleva che si dicesse degli altri paesi non corrispondeva al vero e che la realtà era ben diversa. Il tassista che ci accompagnò da l’Avana a Trinidad ci raccontò che i cubani per spostarsi da una città all’altra devono chiedere il permesso perché se vengono fermati dai poliziotti, e ve ne sono veramente tanti, vengono arrestati e devono pagare una grossa multa, che per vivere devono arrangiarsi, tutti vi diranno “il cubano inventa” le paghe sono di dodici dollari al mese e per vivere ne servono settanta... ottanta, alla mia domanda se pensava che i loro politici fossero corrotti se fregassero dei soldi... come succede in tanti posti del mondo, mi disse...” vedi quella mucca, quella è di Castro, quella casa è di Castro, questa macchina è di Castro e dopo un lungo sospiro mi disse la mia vita è di Castro può farne ciò che vuole cosa deve volere di più”. Altri mi hanno raccontato che non possono andare nelle spiagge dove ci sono i turisti che addirittura non dovrebbero parlare con loro, un altro mi diceva, esempio, se tu mi regali mille euro ed io voglio andare in vacanza con mia moglie in un albergo non posso andare perché? nel mio paese perché non posso fare quello che può fare un turista? Un ragazzo a Trinidad... Vorrei mangiare la carne di vacca perché non posso farlo?non posso entrare in un negozio e comperare un cellulare... deve acquistarlo un turista per me...Un altro ancora... tu sei venuto a Cuba, perché ammesso che abbia i soldi e non li avrò mai perchè io non posso venire liberamente in Italia? Un altro mi diceva voi arrivate qua vedete che in tutte le case ci sono le finestre e le porte sempre aperte cosa pensate che sia per il caldo o per dimostrare che siamo accoglienti, in realtà ci vergogniamo anche di fare vedere a tutti le nostre miserie ma dobbiamo farlo perché così facendo facciamo vedere che non abbiamo niente da nascondere e che i controlli della polizia possono essere fatti semplicemente passando sotto le nostre finestre e davanti le nostre porte... La polizia ha un controllo totale. In un paese comunista vi sono delle disuguaglianze incredibili faccio solo un esempio se è vero ed è vero che le paghe sono mediamente di 10-12 dollari al mese senza troppe distinzioni tra un medico e un operaio, nelle case particular si pagano mediamente a camera dai 20 ai 35 cuc per notte più 10 cuc per la cena 4 per la colazione, una stanza rende circa 55 cuc al giorno, un operaio deve lavorare circa cinque mesi.

La mia considerazione finale è che i Cubani siano prigionieri nel loro paese. Vi capiterà che qualcuno vi lascerà il loro indirizzo... Scrivetegli perché per loro questa è una forma per restare in contatto con il mondo. Se mai questo mio scritto verrà pubblicato vorrei che le persone che lo leggono riflettessero sulle cose suddette e non si limitassero a considerare la loro vacanza a Cuba solo sulla bellezza delle donne Cubane, sulle case in stile coloniale e sulle auto degli anni cinquanta. Cuba è veramente interessante e diversa, la gente è gentile e affabile la sicurezza è al massimo livello.

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Commenti
  1. Piero Ciucci
    , 10/12/2010 03:27
    Dalla tua considerazione si evince che tu sia stato a Cuba molte volte e per molto tempo e che prima di arrivare a queste conclusioni tu abbia riflettuto molto su quanto hai scritto. Te lo dico perchè io sono stato a Cuba 4 volte per un totale di circa 4 mesi e ancora quando mi chiedono giudizi su questo paese non mi sento di poter dare delle risposte come invece fai tu. Cuba è un paese molto complesso e per certi versi incomprensibile agli occhi di noi cittadini della cultura occidentale nati e cresciuti nei paesi capitalisti. Anche io ho sentito tutte quelle cose che ti sono state dette da cittadini cubani ma ne ho sentite anche altre. Poi mi è capitato di entrare negli ospedali, nelle scuole, di vivere con famiglie che non affitano le camere ai turisti, di ascoltare i ragazzi del conservatorio di camaguey o della scuola d'arte di baia de cochinos. Ho parlato con gli studenti di haiti che studiavano nella facoltà di medicina dell'università di Santiago, ho dato un passaggio in macchina ad una studentessa sudamericana che studiava medicina a l'avana etc.. Dopo tutto questo ti assicuro che Cuba è qualcosa di complesso che va compreso da un punto di vista che per gli occidentali è difficile da raggiungere. Non dico che Cuba non abbia contraddizioni. Non dico che il sistema cubano non abbia dei difetti e addirittura non lo dice neanche fidel castro ma mi chiedo quale paese e quale sistema non li abbia. In tutto questo va considerato il persistere di un embargo condannato decine di volte dalla stragrande maggioranza dei paesi nel consigli di sicurezza dell'onu ceh strangola l'economia cubana facendo sì che il livello di benessere sull'isola sia ben più basso di quello che potrebbe essere. La povertà, che non raggiunge comunque certo il livello di alcuni paesi a economia capitalista vicini di Cuba come haiti o la repubblica dominicana, fa sì che molti cubani perdano fiducia nel sistema socialista che vige nel paese e faccia tendere ad un decadimento di valori che avevano rappresentato le colonne portanti dello spirito rivoluzionario e popolare del 1959. basti pensare che fino al 1989, anno in cui Cuba perde la possibilità di intrattenere rapporti commerciali e finanziari con i paesi del blocco sovietico, la popolarità dello stato socialista aveva degli indici molto più alti.

    http://andremusa.wordpress.com/2010/05/06/la-sanita-di-cuba-e-molto-migliore-di-quella-usa-lo-dice-science-la-piu-importante-rivista-statunitense-di-scienza/

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