VARADERO, MATANZAS e CARDENAS

A me piace dire la verità. E cerco di raccontarla sempre. Anche a costo di mentire. Se ti dico che sono tornato a Varadero per "vivere" Cardenas e Matanzas, mi devi credere. Le due cittadine offrono una visione particolare dell'isola ...

  • di Claudio Mo.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

A me piace dire la verità. E cerco di raccontarla sempre. Anche a costo di mentire. Se ti dico che sono tornato a Varadero per "vivere" Cardenas e Matanzas, mi devi credere. Le due cittadine offrono una visione particolare dell'isola caraibica, qui in fatti si ha la possibilità di entrare in contatto con il passato coloniale di Cuba e con la gente al tempo di Raul presidente. Distantano, rispettivamente, 17 e 32 km dalla zona hoteliera, prendi qualunque mezzo ma devi vederle.

Per Cardeas trovi l'ominibus in calle 61 angolo 1a avenida, quasi difronte all'hotel Quatro palmas: Per Matanzas in calle 36 trovi il terminal , dovari avere molta pazienza e tempo in quanto l'orario è una sorpresa. Cardenas: (1.200ab. 1.100 biciclette) la cittadina è particolare per il disegno urbanistico a scacchiera: le strade, infatti, sono perfettamente parallele e perpendicolari tra loro. Interessante il fatto che fu la prima città ad utilizzare l’energia elettrica per l’illuminazione stradale.

La città conserva nel suo perimetro un piccolo gioiello: l’Avenida de Cèspedes, che è il luogo che riunisce la maggior parte delle attrattive di Cardenas. Il viale parte dal Parque Colón, la piazza dove sorgono la Chiesa Cattedrale dell’Immacolata Concezione, in perfetto stile coloniale, eretta nel 1846, in cui sono conservate apprezzate opere d’arte vetraria e il Monumento a Cristobál Colón, una statua molto bella scolpita in Spagna e fusa in Francia nel 1858, e quindi inaugurata a Cardenas nel 1862. Si tratta del primo monumento a Colombo eretto a Cuba. Famose e quanto mai vere le parole che il navigatore genovese pronunciò appena sbarcato sul suolo cubano "Non ho mai visto paese più bello". Vicino al monumento, sempre sull’Avenida, si trova La Dominica, un edificio sulla cui cima fu innalzata per la prima volta la bandiera nazionale di Cuba nel 1850. Il sabato pomeriggio è uno spettacolo passeggiare per le vie, segui la musica ti ritrovi nelle piazze, musica en vivo. L'attenzione cade su un bar con patio verdeggiante di piccole palme reali, tanti giovani, belli eleganti, uno che ricorda Lenny Kravitz mi chiede: "ola ! che stai buscando ? Una Chica, ron, sigari ?" Ernesto 27enne, a videocamera spenta, si confida volentieri. Dice di frequentare l'università, in realtà esercita in Varadero, diciamo che è un benefattore, esaudisce i desideri sessuali delle turiste. Preferisce le canedesi se pur "corpulenti" sono molto generose, le italiane sono problematiche, si innamorano facilmente, vogliono conoscere la famiglia, si sento in dovere di risolvere tutti i problemi della società cubana. Ernesto non si lamenta della sua vita attuale, ostenta oro, indossa D&G grazie alla cugina che vive a San Benedetto del Tronto, è certo che la madre dei suoi figli sarà una italiana. Matanzas: è il capoluogo della provincia omonima. Città non ideale per iniziare un percorso turistico, ma è ingiustamente trascurata e sottovalutata. Si affaccia sulla baia omonima, dominandola dall’alto della collina. Ha il vantaggio di sorgere proprio sulla Carretera Central, la strada nazionale, che collega L’Avana a Santiago de Cuba. Si dice, ed è proprio vero, che le sue donne siano le più belle dell’Isola. È un discreto centro industriale e un porto di notevole importanza, soprattutto dopo l’installazione del terminale per lo scarico del greggio da petroliere di grandi dimensioni. Assolutamente tipica nel suo genere, è Plaza de la Vigia, sulla quale si affaccia il Teatro Sauto, costruito in epoca coloniale, ma aperto ancora oggi a rappresentazioni di balletti e musica classica. Grand’attenzione è stata prestata nella ristrutturazione del Teatro, quindi è tornato allo splendore e alla magnificenza per lui studiata e ottenuta dall’architetto italiano Dell’Aglio nel 1860. Tutto sembra essere stato mantenuto intatto, nonostante il passare degli anni...Come quando in questo luogo risuonava la splendida voce di Caruso

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